La strage dimenticata

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Questa è la storia della “mattanza”dei civili fascisti in Garfagnana

Questo articolo è fra quelli che mi ha dato più da pensare.Il dubbio che mi attanagliava era se scriverlo o invece lasciar perdere.L’argomento è a dir poco delicato, per decenni ed anche tutt’oggi è stato ed è motivo di discussioni,di liti fra le più feroci,ma poi pensandoci bene ho deciso comunque di narrarlo. Perchè nascondere quello che poi è veramente successo? Perchè celarsi dietro ad un dito e fare finta che queste cose in Garfagnana non sono esistite? Prima di raccontare i fatti e dirvi l’argomento mi preme dire che dietro a questo pezzo non ci vuol essere nessun revisionismo storico,ne tanto meno simpatie politiche di nessun colore,né di una parte,né di un’altra.Questo pezzo è fatto perchè la storia va raccontata nei fatti che sono veramente accaduti;storia vorrebbe dire anche verità e conoscenza perchè ognuno poi si faccia un opinione libera e serena senza pressioni esterne.Quello che vado a raccontare parla  di quello che successe ai quei fascisti di Garfagnana (a guerra in corso ma ormai ineluttabilmente persa) che non avevano mai partecipato ad alcuna azione di guerra o rappresaglia, ma che solamente avevano aderito al partito o ne facevano parte amministrativamente, insomma  non avevano nè colpa nè peccato se non quello di essere dalla parte sbagliata.
Correva l’ottobre del 1944,quel mese fu ricco di eventi poco felici per la Garfagnana.Ai primi del mese il fronte si stabilizzerà nel bel mezzo della Valle del Serchio,tagliandola in due e buona parte dei suoi paesi verranno a trovarsi sulla linea del fuoco.Alla fine del mese poi arriveranno anche gli Alpini della Divisione Monterosa e i marò della Divisione San Marco a dar man forte ad una situazione ormai compromessa per le forze dell’asse.Infatti, nonostante tutto che la fase bellica fosse stagnante sul fronte garfagnino era ormai chiaro che di li a poco gli eserciti anglo americani avrebbero sfondato il fronte dilagando in tutta la Pianura Padana dando così la spallata definitiva alla liberazione d’Italia.

Americani a Borgo a Mozzano

Ma prima che succedesse ciò c’era da regolare qualche conticino e c’era da farlo abbastanza in fretta prima che la 5a armata americana una volta liberata tutta la Garfagnana prendesse la situazione in mano e sciogliesse di fatto tutte le formazioni partigiane con la conseguente consegna della armi e quello che successe in quel periodo fu un vero e proprio orrore ci furono una serie di esecuzioni sommarie nell’alta Garfagnana di civili fascisti,disarmati e indifesi, talvolta prelevati direttamente dalle loro case e uccisi a sangue freddo con un colpo alla nuca.Fu una serie di ammazzamenti, di vendette trasversali che forse con la guerra non c’entravano nulla o forse il tanto rancore sopito accecava gli occhi  di questi partigiani assetati di sangue.Si, perchè gli esecutori di ciò erano quei partigiani che erano agli ordini del maggiore inglese Anthony Jhon Oldhman che era a comando della divisione partigiana Lunense che ordinò freddamente una strage sistematica di questa povera gente.Ma che ci faceva un ufficiale inglese al comando di una divisione partigiana? Oldhman era un maggiore inglese di 32 anni catturato in guerra e prigioniero in Italia.L’8 settembre era fuggito dal campo di concentramento e si era dato alla macchia,riuscì presto a formare una banda partigiana, la  “Brigata Garibaldi Lunense”che operava in Garfagnana e nella Lunigiana occidentale.La Lunense non fu una brigata comunista,la parola Garibaldi non deve trarci in inganno, il maggiore era un’ammiratore dell“Eroe dei due Mondi” e decise di chiamarla così.Oldham era un coraggioso,ma non badava tanto per il sottile, in più di un caso si rivelò uno spietato e come detto fu lui a decidere la mattanza dei civili fascisti, sottolineo la parola civili perchè nessuno di questi morti era un soldato o un combattente della Repubblica Sociale e infatti per questo la loro coscienza era tranquilla, non avevano ritenuto di nascondersi pensando di non aver nulla da temere.

Il comandante della Divisione Lunense
il maggiore inglese Jhon Oldham

Questo fu loro fatale. A proposito di questo caso si impone un osservazione importante.Tutte queste uccisioni sono avvenute nei comuni dell’Alta Garfagnana, da Castelnuovo Garfagnana in sù, proprio in quelle zone dove operava laLunense.Nei comuni al di sotto di questa immaginaria linea non ci fu alcuna uccisione di fascisti.La cosa si può spiegare principalmente per due motivi:quella era una zona costantemente presidiata dalle truppe tedesche, ma ancor di più sta nel fatto che in questa zona operavano i partigiani del “Gruppo Valanga” che avevano un’altro modo di vedere le cose, pensavano che non fosse il caso di spargere ulteriore sangue italiano e così non ci fu nessun fascista civile ucciso né prima né dopo il passaggio del fronte, furono certamente operati arresti (come il segretario del fascio a Gallicano) e detenzioni ma niente più nonostante che anche al Valanga fosse giunto nelle loro mani un elenco di fascisti da uccidere, ma il comandante Di Maria oppose il suo rifiuto dicendo che nella sua zona lui sapeva cosa fare e pensare che in quanto a rancore ed odio questo gruppo forse era quello che lo aveva più alto, alcuni mesi prima infatti furono uccisi 20 dei suoi combattenti nella battaglia del Monte Rovaio (per questa battaglia leggi: http://paolomarzi.blogspot.it/2014/09/29-agosto-1944) compreso anche  Leandro Puccetti comandante fino a quel momento.Ma torniamo allo specifico e veniamo a parlare della “mattanza” dei fascisti.Questi fascisti uccisi erano segretari dei piccoli fasci repubblicani locali,chi lavorava invece come ingegnere nella TODT(l’impresa di costruzioni che operò al servizio della Germania nella costruzione di ponti,strade e opere difensive), chi semplici persone che lavoravano in posta o erano insegnanti o falegnami, chi dottori, chi reduci della prima guerra mondiale.Fra i primi morti ci fu il segretario del fascio di Minucciano Settimo Pellegrinetti di 45 anni impiegato comunale che fu prelevato da casa e ucciso con un colpo alla nuca nei boschi di Ugliancaldo, il suo cane lo aveva seguito fu ucciso anche lui.Poi stessa sorte toccò al segretario di Camporgiano Marino Bartolomasi 42 anni handicappato,uomo mite e inoffensivo,lo presero a Roccalberti e lo liquidarono con il solito colpo alla nuca.

Partigiani in azione in Garfagnana

Poi Primo Davini segretario di Metra,già stato fermato poi rilasciato perchè ritenuto senza colpe,convocato  di nuovo si ripresentò confidando nella propria innocenza,stavolta non lo lasciarono andare, lo condussero in un vallone presso Regnano,lo uccisero.Che dire poi dell’ingegner Nutini Giovan Battista di Camporgiano 50 anni, lavorava per l’organizzazione TODT, fu prelevato condotto sul Monte Tondo e qui ucciso, verranno ritrovati i resti mutilati.Ecco la triste storia del medico condotto di Careggine Fedele Bianchi (capitano medico in congedo) di 41 anni,una squadra di partigiani lo andò a cercare perchè c’era un ferito da curare.Il dottor Bianchi prese la borsa senza sospettare niente, in realtà fu tratto in inganno il ferito non c’era,il medico venne arrestato e portato alla Foce di Careggine, qui chiuso dentro ad un porcile insieme ad altri prigionieri, fu ammazzato alcuni giorni dopo.Continuiamo con Vincenti Ferdinando 29 anni,maestro,di Canigiano,pare che i partigiani gli avessero estorto già parecchio denaro, cosicchè quando fu richiamato vi si recò pensando che gli sarebbero stati chiesti altri soldi,stavolta no, fu ucciso.Infine questa è la brutta fine di Santarini Silvio di Camporgiano impiegato di posta di 61 anni portato via da casa alla presenza dei quattro figli e della moglie terrorizzati,la casa fu depredata e lui ucciso.

Truppe di Alpini della Disvione Monterosa

L’elenco potrebbe ancora continuare e con quelli che verranno uccisi durante  e dopo la guerra il numero salirà a 52 morti ammazzati.Come si vede non furono uccise donne (anzi ne verrà uccisa una a conflitto terminato),ma anche a queste fu riservato un trattamento di “tutto riguardo”.Alle donne fasciste o presunte tali perchè fidanzate o sorelle di militari della R.S.I furono“tosate”,tagliati i capelli a zero e portate in giro alla “pubblica gogna”.Per chi volesse eventualmente approfondire l’argomento tutto questo (insieme ad altri fatti successi in altre zone d’Italia) è raccontato dal famoso giornalista e scrittore Giampaolo Pansa nel suo libro “I vinti non dimenticano”.
Così questo è il tributo pagato da una sciagurata guerra civile che portò ad un ennesimo bagno di sangue in tutta la Garfagnana. D’altronde sarà retorica, ma non c’è niente di più vero,i morti non hanno colore, ma lasciano nel dolore  e nella disperazione mogli,figli, sorelle,padri e madri e non fanno altro che fomentare odio, in un mondo dove l’odio è già tanto.


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Paolo Marzi
Mi chiamo Paolo Marzi sono nato a Barga il 2 settembre del 1971, sono sposato ho due belle figlie e vivo da sempre in Mologno, un piccolissimo paese nel comune di Barga nella Valle del Serchio. Il mio paese è una “terra di confine” solamente un chilometro (nemmeno) e un ponte (il ponte di Gallicano) mi divide dalla Garfagnana (così come geografia dice) Oltre al mio paese sono legato molto a Gallicano, il luogo dove è nata la mia mamma e dove ho vissuto la mia bella infanzia. Non ho diplomi ne tanto meno lauree,ho solo la grande passione per lo scrivere e per la Storia, in particolare della Nostra Storia, la storia della nostra valle, della nostra Garfagnana.Questa passione mi porta a fare continue ricerche,verifiche,visite,viaggi e foto. Tutto questo materiale ho cercato di raccoglierlo in questo blog,nella speranza che possa diventare un punto di riferimento per tutti quelli che vogliono informarsi su tutto quello che era il nostro passato. Partecipo poi con il comune di Gallicano nell’organizzazione di eventi storico-culturali (l’ultimo in ordine di tempo “La Grande Guerra, storia e memoria del fronte alpino”). Faccio poi parte dell’istituto storico lucchese e collaboro con i miei articoli su “Il Giornale di Castelnuovo Garfagnana” e sulla testata on line “Lo Schermo”,inoltre ho contribuito con testi e foto alla bellissima opera “I luoghi del cuore”(un componimento fotografico e scritto sui luoghi più suggestivi di Lucca e la lucchesia), pubblicazione a dispense sul quotidiano “Il Tirreno”,in più sono uno dei vicepresidenti dell’Associazione culturale gallicanese “L’Aringo”, che ci ha visti uscire nel 2015 con una nuova pubblicazione trimestrale.Questo nuovo giornale si chiama anch’esso “L’Aringo” e si occuperà di storia, tradizioni e cultura e sarà il primo giornale ufficiale nel comune di Gallicano e mi vedrà oltre che “giornalista” anche nel comitato di redazione,mi occuperò della sezione storica.Da aggiungere che le mie ricerche storiche effettuate sul canale irrigatorio Francesco V di Gallicano, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, rivolte alla Sopraintendenza della Belle Arti, hanno contribuito al finanziamento per restaurare la bellissima opera dell’architetto Nottolini. @ Articoli

1 COMMENT

  1. Caro Paolo, la Seconda guerra mondiale e’ la continuazione della Prima, che era stata una logica conseguenza della creazione di Stati nazionali come Belgio ed Italia. L’inghilterra che dopo la vittoria di Trafalgar era diventata la prima potenza marittima mondiale, aveva bisogno di distruggere gli Imperi Centrali (Prussia ed Austria-Ungheria). Per fare questo c’era bisogno di isolare gli Imperi centrali dai suoi abituali alleati (Regno di Napoli, Borbone) e Belgio, imparentato con gli Spagnoli. L’unita’ d’Italia non e’ opera dei Piementosi, ma degli Inglesi che coprivano le spalle a quella masnada di Garibaldini e ai Piemontesi pieni di debiti verso Sua Maesta’ Britannica. Tu credi che 1000 garibaldini avrebbero potuto attraversare il mare dalla Liguria alla Sicilia senza essere intercettati dalla flotta napoletana? Credi che i cafonotti siciliani stessero aspettando Garibaldi? Credi che la borghesia siciliana stesse aspettando il cambiamento dei Piemontesi e rinunciare ai loro privilegi?
    No, dietro Garibaldini e Piemontesi c’era la flotta britannica, la piu’ potente del mondo, per questo i Napoletani neanche combattono, non perche’ erano vili ed incivili.
    Dopo la creazione degli Stati nazionali, si passa alla “creazione’ della Prima guerra mondiale, con la distruzione degli imperi centrali e l’imposizione di danni di guerra da pagarsi in oro. La grande svalutazione del Marco tedesco (personalmente ho visto un biglietto di banca tedesco del 1932 da un miliardo di DM) e’ la conseguenza della Prima guerra e la causa della seconda. Gli Inglesi hanno la direzione d’orchestra in tutto questo. Quando si incontra un inglese alla guida di truppe partigiane in Garfagnana, si capisce subito dove costoro volevano arrivare.
    Ma la storia l’ha scritta sempre il vincitore e giu’ bugie e puttanate.

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