LA STORIA DI ANFITRIONE E SOSIA dalla commedia di Plauto

plauto

Un bel giorno il divino Giove si innamorò di Alcmena, la fedele moglie di Anfitrione, re di Tebe e, approfittando del fatto che il re era fuori città per impegni militari contro i Teleboi, si introdusse di notte nel suo palazzo assumendo le sembianze dello stesso sovrano. Il dio Mercurio gli fa da ruffiano nell’imbroglio, vestendo i panni di Sosia, il fedele servo di Anfitrione. Così vestiti, i due riescono ad eludere la sorveglianza della servitù e ad ingannare Alcmena, che crede che Giove sia suo marito di ritorno dalla guerra e trascorre con lui una piacevole notte d’amore. All’improvviso arriva il vero Anfitrione preceduto dal fedele servo Sosia che, entrato nel palazzo si imbatte nel falso Sosia, ovvero Mercurio, e rimane sconvolto nel trovarsi dinanzi a se stesso. Ancora più farsesco è l’incontro tra il vero ed il falso Anfitrione, tanto che il re dubita della fedeltà della moglie. La vicenda trova il suo culmine nella nascita di due bimbi, l’uno figlio di Anfitrione, l’altro, Ercole, quello concepito con Giove. Alla fine Giove svela l’inganno e la propria identità ad Anfitrione e questi, anteponendo la devozione religiosa all’orgoglio, si dichiara onorato che il padre degli dei abbia scelto sua moglie come amante.
Il nome del protagonista della commedia di Plauto ha dato origine per antonomasia al sostantivo che indica un padrone di casa generoso e ospitale, mentre il termine “sosia” è passato ad indicare una persona che assomiglia a tal punto a un’altra da poter essere scambiata per lei.

 

« Giove, preso d’amore per Alcmena, ha assunto le sembianze del marito di lei, Anfitrione, mentre costui combatte contro i nemici della patria. Gli dà manforte Mercurio, travestito da Sosia; egli si prende gioco, al loro ritorno, del servo e del padrone. Anfitrione fa una scenata alla moglie; e i due rivali si danno l’un l’altro dell’adultero. Blefarone preso come arbitro, non può decidere quale dei due sia Anfitrione. Poi si scopre tutto; Alcmena dà alla luce due gemelli. »

(Amphitruo, secondo argomento, vv. 1-9; trad. di Mario Scandola, Anfitrione, BUR.)

Latest articles

Previous article
Next article

Related articles