La storia dei fratellini Kurt e Liliana

 

Lo strazio che questi giorni corre davanti ai nostri occhi attraverso la T.V ci lascia senza parole. Palestinesi ed israeliani conducono una guerra al massacro, all’annientamento totale e tutto cade nell’infamia più profonda quando a morire sono i bambini. Il bambino è futuro e speranza per un mondo migliore,ma come può essere migliore se si uccide la speranza stessa? Eppure nonostante tutto gli ebrei stessi venivano massacrati settant’anni anni fa durante la seconda guerra mondiale, donne, uomini, vecchi e anche in questo caso bambini. Settant’anni fa,tanto per intendersi, a livello storico- temporale è come dire qualche ora fa, ebbene nonostante conoscano la sofferenza di tale strazio nessuno si fa scrupolo. Lontano da me fare un analisi del confronto ebreo-palestinese per questo ci sono fior fiore di giornalisti e storici, però la mia è una constatazione di fatto innegabile. Ma siccome la storia è memoria e memoria vuol dire non dimenticare ( e possibilmente anche riflettere) voglio raccontare a tutti la storia dei fratellini Urbach,del piccolo Kurt e di Liliana lei nata a Bagni di Lucca il 19 ottobre 1942. La sua famiglia era una di quelle famiglie mandate al confino nella nostra valle per la sola colpa di essere ebrea.In precedenza erano fuggiti dalla propria terra natia (l’Austria) per le persecuzioni razziali. Vivevano a Ponte a Serraglio come internati se così si può dire liberi,lavoravano, vivevano in maniera tranquilla e piuttosto serena anche se con le limitazioni che imponevano le leggi razziali (niente radio, controllo della corrispondenza, nessuna attività politica, minimi rapporti con la popolazione, firma due volte al giorno dai carabinieri). Ma vivevano. Alla fine del 1943 le cose precipitarono.

Il 30 novembre, in lucchesia gli ebrei cominciarono ad essere rastrellati, e fu aperto il campo di concentramento provinciale di Villa Cardinali a Bagni di Lucca. Il campo era di transito la destinazione una sola: i campi di sterminio. A gennaio tutta la famiglia Urbach compresa la piccola Liliana e Kurt furono deportati. La prima tappa fu Firenze al centro smistamento regionale (tipo pacchi postali), poi Milano e da li partirono il 30 gennaio con i camion destinazione Auschwitz. Il padre di Liliana e Kurt esortato dalla madre ( “Vedrai alla donne ed ai bambini non faranno niente !”) riuscì a fuggire. Purtroppo le rassicurazioni di mamma Alice non furono veritiere. Il 6 febbraio verso le sei del mattino giunsero ad Auschwitz a mezzogiorno erano già stati uccisi nelle camere a gas. Kurt aveva 4 anni, Liliana 15 mesi.


 

Paolo Marzi
Paolo Marzihttp://paolomarzi.blogspot.de
Mi chiamo Paolo Marzi sono nato a Barga il 2 settembre del 1971, sono sposato ho due belle figlie e vivo da sempre in Mologno, un piccolissimo paese nel comune di Barga nella Valle del Serchio. Il mio paese è una “terra di confine” solamente un chilometro (nemmeno) e un ponte (il ponte di Gallicano) mi divide dalla Garfagnana (così come geografia dice) Oltre al mio paese sono legato molto a Gallicano, il luogo dove è nata la mia mamma e dove ho vissuto la mia bella infanzia. Non ho diplomi ne tanto meno lauree,ho solo la grande passione per lo scrivere e per la Storia, in particolare della Nostra Storia, la storia della nostra valle, della nostra Garfagnana.Questa passione mi porta a fare continue ricerche,verifiche,visite,viaggi e foto. Tutto questo materiale ho cercato di raccoglierlo in questo blog,nella speranza che possa diventare un punto di riferimento per tutti quelli che vogliono informarsi su tutto quello che era il nostro passato. Partecipo poi con il comune di Gallicano nell’organizzazione di eventi storico-culturali (l’ultimo in ordine di tempo “La Grande Guerra, storia e memoria del fronte alpino”). Faccio poi parte dell’istituto storico lucchese e collaboro con i miei articoli su “Il Giornale di Castelnuovo Garfagnana” e sulla testata on line “Lo Schermo”,inoltre ho contribuito con testi e foto alla bellissima opera “I luoghi del cuore”(un componimento fotografico e scritto sui luoghi più suggestivi di Lucca e la lucchesia), pubblicazione a dispense sul quotidiano “Il Tirreno”,in più sono uno dei vicepresidenti dell’Associazione culturale gallicanese “L’Aringo”, che ci ha visti uscire nel 2015 con una nuova pubblicazione trimestrale.Questo nuovo giornale si chiama anch’esso “L’Aringo” e si occuperà di storia, tradizioni e cultura e sarà il primo giornale ufficiale nel comune di Gallicano e mi vedrà oltre che “giornalista” anche nel comitato di redazione,mi occuperò della sezione storica.Da aggiungere che le mie ricerche storiche effettuate sul canale irrigatorio Francesco V di Gallicano, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, rivolte alla Sopraintendenza della Belle Arti, hanno contribuito al finanziamento per restaurare la bellissima opera dell’architetto Nottolini. @ Articoli

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