LA NASCITA DELLA CULTURA NELL’AGER HATRIANUS

Ricerca operativa sulle origini della cultura nell’agro di Atri

1. Definizioni

Origini

Da dove e perché si sviluppa un ente, un evento, un’idea

Cultura

Coltivazione della conoscenza in tutte le sue forme espressive.

Ager Hatrianus

Zona piuttosto vasta che va dall’Abruzzo Ulteriore fino al Sannio, includendo la zona archeologica di Boiano.

Ricerca operativa

Indagine olistica condotta attraverso tutte le fonti possibili (bibliografia, arte, mitologia, archeologia, antropologia, ragionamenti coerenti e rispondenti alla probabile realtà.

2. Scopo della ricerca

Individuare le origini della cultura nella zona investigata, la sua provenienza ed i motivi per cui essa si forma proprio in quest’area.

3. Obiettivi

Documentare tutto il lavoro di ricerca per comunicarlo al mondo attraverso documentari, saggi, raccolte visive, musicali e letterarie.

Organizzare eventi che promuovano il ritorno all’amore per la conoscenza Ξοφία, lontana da fini di speculazione economica, ma che possano comunque portare benefici alla collettività.

4. Team proponente

– Enrico Furia (Pineto)

– Yasemin Kaya (Pineto)

– Koray Ezgin (Istanbul)

– Paolo Facetti (Berlino)

I proponenti invitano tutte le persone di buona volontà a portare il loro contributo alla ricerca.

5. Considerazioni

La storia é ancora parca di spiegazioni sul fenomeno investigato e i risultati archeologici sono ancora pieni di molti misteri:

a) Qual’é la vera origine delle popolazioni che si sviluppano nell’agro atriano?

b) Qual’è la vera origine degli Etruschi?

c) Qual’é la vera origine di Roma?

d) Perché Hatria é preromana, e come si sviluppa?

La storia locale dice che Atri fu fondata da Illiri e Siculi nel X, IX ca. a.C.

E’ difficile credere che i fondatori di Atri siano stati personaggi senza o con scarsa cultura, perché questi non sarebbero stati capaci di raggiungere i livelli di civiltà raggiunti dalla città.

Se, invece, i presunti fondatori di Atri fossero stati popoli di una certa civiltà, perché questi non hanno lasciato uguale traccia nei loro paesi di origine?

La leggenda dice che Roma fu fondata da Romulus nel 756 a.C.

L’arte (Virgilio, Eneide) afferma che Roma fu fondata da Enea in fuga da Troia dopo la conquista da parte dei Greci.

Heinrich Schliemann afferma che la Troia omerica (VII° strato) viene distrutta tra il 1250 ed il 1200 ca. a.C. Ora, se Enea fugge dalla città in quella data, allora mancano circa 500 anni di storia di Roma.

Enea non lascia Troia soltanto col padre Anchise sulle spalle ed il figlioletto Ascanio tenuto per mano: non ce l’avrebbe mai fatta. Enea lascia Troia con una nutrita squadra di soldati ed una flotta capace di affrontare un lungo viaggio sul mare aperto.

Anche Ulisse lascia Troia per ritornare a casa, ma non fugge come Enea, si prepara con una certa tranquillità al ritorno a casa (N.d.R. anche se non ne aveva granché voglia). Quindi, possiamo immaginare che Enea precede Ulisse nel suo viaggio verso ponente.

La leggenda dice che entrambi sono ospiti della maga Circe (odierno Circeo, che a quei tempi forse era ancora un’isola). Enea avrebbe avuto un figlio dalla maga, chiamato Antheo, che fonda in seguito la città di Anzio, oggi in provincia di Roma. Secondo l’Odissea, Ulisse se la spassa per diverso tempo con la maga, incolpandone il Fato (N.d.R. eterno bugiardo).

Ora, se il viaggio di Ulisse dura diversi anni, Enea ha un buon vantaggio su di lui.

Perché Enea avrebbe dovuto affrontare il percorso dell’attraversamento dello stretto di Messina costantemente minacciato dai mostri Scilla e Cariddi (come fa Ulisse), mentre avrebbe potuto bordeggiare le coste greche, albanesi ed italiane e approdare in una zona più tranquilla dell’Adriatico?

In questa ipotesi non vi e’ ancora nulla di dimostrato; e’ solo un’ipotesi letteraria fantastica, ma bella, e la bellezza e’ alla base della probabile verità di ogni teoria o assioma scientifico.

Ebbene, noi andiamo ad investigare su questa ipotesi:

Enea sbarca sulle coste pinetesi, fonda la città di Atri e poi, seguendo il sole e le stelle punta a Sud, e transitando per le odierne gole di Popoli, sapete dove arriva dritto dritto? Arriva all’odierna Gaeta (verificate su una mappa). Qui fonda l’antica città dandole il nome della vecchia nutrice Caieta. Dopo di che, egli si imbatte prima in Circe, e poi nei Volsci di Priverno, dove ha a che fare con una ragazza che menava le mani più di un maschio: l’amazzone Camilla, figlia del Re dei Volsci di Priverno Methabo (l’altra capitale dei Volsci era l’odierna Velletri).

Poi l’amico si innamora di Lavinia, promessa sposa di Turno, re dei Rutuli (chiamati così forse perché avevano i capelli rossi). Enea sfida a duello il malcapitato Turno, umile pastore senza grande esperienza di battaglie, mentre lui veniva dall’esperienza di dieci anni di guerra. Turno sa che Enea non può morire, perché deve fondare Roma con l’aiuto degli dei. Con estremo coraggio lo affronta e, benché lo avesse atterrato, viene ucciso da Enea che era stato nel frattempo aiutato da Minerva a vincere.

Ebbene, da questi presupposti letterari noi iniziamo la nostra ricerca e, anche se non raggiungeremo la verità, siamo sicuri di contribuire in qualche modo a descrivere la storia di questa interessantissima zona culturale del Mediterraneo e di rendere alla comunità locale e globale un contributo di arte e di bellezza.

Pineto, 7 luglio 2016

Yasemin Kaya, Enrico Furia

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