La lontananza l’unica vendetta, l’unico perdono

E’ su tutti i giornali di oggi: nel 2015, regnante “Renzie”, sono emigrate dall’Italia 108 mila persone. Con il trolley, al posto della valigia con lo spago di qualche decennio fa; con una laurea in tasca, pagata in parte dalla Comunità nazionale, ed una volta si portava fame e braccia da lavoro; con gli occhiali a specchio ed il cellulare, al posto della coppola e dell’analfabetismo primario. Ma lo strappo, la lacerazione, questi sono identici, come resta la rabbia verso una Patria matrigna. Colpa di Renzi? Non siamo così sciocchi, da non sapere che i padri di questa realtà sono svariati: da Silvio (quelli che per 20 anni lo hanno votato, non hanno un po’ di imbarazzo? ancora noo? ancora parlate?), a Monti, quello che imponeva il loden in sostituzione del giaccone; a Letta, la meteora lumaca; fino all’attuale “stai sereno”. Ecco, il nuovo che avanza (in direzione degli anni 50) non ha convinto i migliori, i quali, fatto due + due, non hanno esitato, e se ne sono andati in climi (culturali politici e sociali) migliori. Per questo sono i migliori: non hanno voluto coltivare la speranza sulle chiacchiere degli affabulatori, dei demagoghi, dei venditori di fumo e di tappeti. Silvio ha l’erede. Ma qualche rintocco di campana a morto inizia a farsi sentire, come il Financial Times di ieri: “Le riforme di Renzi sono un PONTE verso il nulla”! Ma i padri sono anche altri…

 

Fulvio Marino

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Fonte:

Al 1° gennaio del 2016 sono 4.811.163 i cittadini italiani residenti all’estero iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE). L’aumento, in valore assoluto, rispetto al 2015 è di 174.516 iscrizion Roma – i (+3,8% di crescita). La maggior parte delle iscrizioni sono per espatrio (oltre 2,5 milioni) e per nascita (1.888.223).
Pur restando indiscutibilmente primaria l’origine meridionale dei flussi, si sta progressivamente assistendo a un abbassamento dei valori percentuali del Sud a favore di quelli del Nord del Paese. Ciò consegue dal fatto che, negli ultimi anni, pur restando la Sicilia con 730.189 residenti la prima regione di origine degli italiani residenti all’estero seguita dalla Campania, dal Lazio e dalla Calabria, il confronto tra i dati degli ultimi anni, pone in evidenza una marcata dinamicità delle regioni settentrionali, in particolare della Lombardia e del Veneto.
Da gennaio a dicembre 2015, hanno trasferito la loro residenza all’estero per espatrio 107.529. Rispetto all’anno precedente si registrano 6.232 partenze in più (+6,2% di crescita). Il 69,2% (quasi 75 mila italiani) si è trasferito nel Vecchio Continente: l’Europa, quindi, si conferma essere l’area continentale maggiormente presa in considerazione dai trasferimenti degli italiani che vanno oltre confine.
La Lombardia, con 20.088 partenze, è la prima regione in valore assoluto seguita dal Veneto (10.374), dalla Sicilia (9.823), dal Lazio (8.436), dal Piemonte (8.199) e dall’Emilia Romagna (7.644).
La Germania (16.568) è stata, lungo il corso del 2015, la meta preferita dagli italiani andati oltreconfine: a seguire, con una minima differenza, il Regno Unito (16.503) e poi, più distaccate la Svizzera (11.441) e la Francia (10.728).
Su 107.529 espatriati nell’anno 2015, i maschi sono oltre 60 mila (56,1%). L’analisi per classi di età mostra che la fascia 18-34 anni e la più rappresentativa (36,7%) seguita dai 35-49 anni (25,8%). I minori sono il 20,7% (di cui 13.807 mila hanno meno di 10 anni) mentre il 6,2% ha più di 65 anni (di questi 637 hanno più di 85 anni e 1.999 sono tra i 75 e gli 84 anni).

http://www.migrantesonline.it


 

Fulvio Marino
Fulvio Marino
Ex insegnante appassionato di cultura, specialmente classica, attento alla politica, innamorato della democrazia.“Càpita nella vita sia personale che comunitaria di avere la sensazione di aver fatto una corsa troppo veloce, di esere andati troppo avanti, al punto di non percepire più dove ci si trovi. Allora è saggio fermarsi, sedersi, e parlare con se stessi. Ed in questo ci aiutano le voci dei grandi del passato, e qui da noi sono stati veramente grandi e veramente tanti. Si recuperano così le radici del nostro essere, e si riprende slancio, dopo aver meditato un pochino e riflettuto. Ed è questo ciò che intenderei fare, offrire a chi li apprezza spunti di riflessione, angoli di astrazione dal presente, che proprio gratificante non è. Spero di fare cosa gradita.” Fulvio Marino (autore del libro"Il pifferaio tragico" ) Articoli

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