L’ennesimo episodio – quello siriano – di guerra mediatica non merita particolari commenti. Il governo siriano (che certamente non è fatto di santi, come qualsiasi altro governo di questo mondo…) dovrebbe essere davvero in preda a sindrome di follia per risolvere un problema militare piuttosto secondario lanciando gas sulla popolazione, con tutte le conseguenze negative che sono derivate per esso sul piano dell’immagine internazionale.

Ne consegue che altri sono i piani in cui si combatte la guerra e OCCORRE SOTTOLINEARE UN FATTO DECISIVO: AI TEMPI DEL VIETNAM E DELLE GUERRE SUCCESSIVE, IL CONFLITTO MEDIATICO ERA PER IL CONTROLLO “DELLE MENTI E DEI CUORI” DELLE OPINIONI PUBBLICHE. ORA DELLE MENTI NON SI OCCUPA PIù NESSUNO, PERCHé TANTO SI SONO LIQUEFATTE. I CUORI, PER CONTRO, CONTINUANO A CONQUISTARSI PER VIA EMPATICA. COME? CON TANTE BELLE IMMAGINI DI INNOCENTI MORTI. Ci vuole così poco per destare pena…

La guerra mediatica was last modified: maggio 9th, 2017 by Piero Visani

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