Sviscerata da tanti punti di vista, la “guerra dei sacchetti” ha evidenziato un dato di fatto innegabile: in campo mediatico, le possibilità di “guerra asimmetrica” (quella che consente “la sconfitta del vincitore”) sono immense, oggi, e può combatterla con speranze di successo anche il più impotente (nel senso di meno potente…) dei cittadini.
E’ la classica arma del più debole contro il più forte e può usarla chiunque, a condizione che le sue affermazioni trovino eco.
E’ fantastica questa possibilità di contrapporre alle “fake news” di Stato – che ormai sono un fiume in piena – gli antidoti (non necessariamente fondati, o veri, o verosimili) di chi si ritrova a disporre di armi che fino a ieri non possedeva. E’ la bellezza assoluta di questa fase storica, dove non c’è più il “tutto vero”, ma al massimo il “tutto falso” o il “tutto è un complotto”. Dove sta la sua infinita verità? Nel fatto che davvero oggi è tutto un complotto e occorre vivere e combattere in questa logica, contrapponendo “fake news” a “fake news” e balle palesi a frodi evidenti. E’ la guerra di tutti contro tutti, la “guerra per bande” su vastissima scala. Se non ci sarà la vittoria, ci darà la distruzione degli assetti attuali. A voi fa paura la prospettiva…? Pensate di cavarvela con la moderazione e la ragionevolezza…?

La “guerra dei sacchetti” was last modified: gennaio 7th, 2018 by Piero Visani

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