La folle corsa di Renzi… senza nessun pudore

Il voto di domenica non ha insegnato nulla all’uomo ambizioso di Rignano. Come volevasi dimostrare, torna sui suoi passi e continua ad avere orgasmi quando pensa alle stanze del potere. Come in ogni gioco d’azzardo rilancia e non si rende conto che il 40% di fiches potrebbe perderle in un solo giro della roulette. Il suo 40% altro non è che il voto di un’appartenenza a grossi gruppi imprenditoriali e finanziari che hanno puntato su di lui e non vogliono passare la mano. A questa gente della Democrazia non gliene può fregar de meno e hanno deciso che il loro paravento non si può mettere nell’angolo. E così continua la demonizzazione dei grillini, che almeno hanno la capacità di saper ascoltare il Paese dialogando con la gente. Al contrario del Renzi, che ama cinema, teatri e luoghi di culto dove esibirsi. Andasse via. Non se ne può più nè di lui nè della sua claque. Inutile riproporsi come il nuovo, quando poi emula le stesse strategie dei suoi antenati, mummie in un sarcofago che non perdevano mai, erano sempre in sella e copulavano con il potere.” Non lascio il Paese in mano a Grillo” dice il premierino, non considerando che la disfatta è legata al suo modo di fare, che comporta il rimangiarsi la parola agendo come se il partito fosse una sua azienda e di conseguenza solo lui ha il potere di vita e di morte. Il partito del 40% che esclude la maggioranza di un Paese che gli ha espresso il proprio disappunto ma che lui continua a tenere in scacco. Dice di volere elezioni anticipate. In questo si  continua a vedere fino a che punto si spinge la sua sfacciataggine. In pratica coadiuvato da un grande vecchio continua a sfidare il Presidente attuale, la cui volontà mi pare chiara: approvare il bilancio e andare via così come aveva annunciato nella conferenza stampa dopo la solenne scoppola che l’Italia gli ha tributato. Se lui è il PD, che ha ridotto a colonia escludendo la dissidenza che non vuole per nulla ascoltare, sparisse insieme a uomini che di sinistra non hanno più nulla e parlano solo il linguaggio delle banche, dello spread, ignorando che se c’è qualcosa da salvare è la vita delle persone, delle famiglie di strati sociali sempre più poveri che si alzano al mattino e non sanno davvero cosa ne sarà delle loro misere esistenze.

Antonella Policastrese
Antonella Policastresehttp://blogdiantonella.altervista.org
1995-1999 Redattrice della redazione giornalistica, con contratto di collaborazione libero-professionale presso “Radio Tele International” (R.T.I S.a.s) di Crotone. 1997-1998 Docente di Storia del Giornalismo nei corsi di formazione istituiti dalla Regione Calabria e svolti dall’Associazione “San Filippo Neri” O.n.l.u.s di Crotone. 1985-2000 Collaboratrice, con contratti di prestazione d’opera, presso le seguenti testate giornalistiche: “Calabria” mensile del Consiglio regionale della Calabria “Il Crotonese” trisettimanale di informazione della provincia di Crotone “Gazzetta del Sud” quotidiano di informazione della Calabria “Il Quotidiano” quotidiano di informazione regionale della Calabria. Apprezzate e recenzite inchieste giornalistiche televisive e a mezzo stampa per le testate per le quali ha collaborato e collabora. Suoi articoli e dossier sono stati riportati e menzionati da quotidiani e periodici di tiratura nazionale, quali Il Giorno, Stop, Raitre Regione e molti altri. Autrice inoltre di novelle e racconti. Articoli

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1 Comment

  1. La faccia tosta non ha limite, ormai ha dimostrato la sua incapacita’ e di coloro che tirano i fili. Deve solo avere uno sprazzo di genio e farsi da parte e non farsi piu’ vedere.

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