La cour des adieux di Piero Visani

Il 20 aprile 1814, esattamente duecento anni fa, Napoleone Buonaparte – in un cortile del castello di Fontainebleau che da quel giorno sarà noto come “La cour des adieux” – si congedò dai soldati della sua Vecchia Guardia.
Costretto all’esilio dal fallimentare esito della campagna di Francia e dal tradimento di molti marescialli, Napoleone venne relegato dalle potenze alleate vincitrici nell’isola d’Elba, con un piccolo esercito di poco più di mille uomini.
Il celebre dipinto che riportiamo ricorda quell’importante momento e il discorso che egli pronunciò in quell’occasione. Meno di un anno dopo, l’imperatore avrebbe fatto trionfalmente ritorno in Francia per l’ultima avventura, quella dei Cento Giorni.
Concepito come sempre con estrema attenzione ai contenuti empatici della comunicazione, il discorso della “Cour des Adieux” è una pietra miliare della leggenda napoleonica.
 

Quando uno la visita, nel castello di Fontainbleau, sente le parole dell’Imperatore e vede i volti in lacrime dei soldati del 1° Reggimento dei Granatieri a piedi della Guardia Imperiale (“Les immortels”), e allora corre a Parigi, distante una settantina di chilometri, e va al Musée de l’Armée, nell’Hotel des Invalides, a onorarne la bandiera.
Poi si sposta a Waterloo e, sulla “morne plaine”, vede i giganti del 1° Battaglione di quel mitico Reggimento che si ritirano, dopo le 21 del 18 giugno 1815, mantenendo una perfetta formazione in quadrato, coprendo la fuga dell’Armata in sfacelo e inducendo la cavalleria inglese e quella prussiana a mantenersi a rispettosa distanza, emotivamente colpite dalla forza d’animo e dalla disciplina di quegli uomini di granito: “se anche tutti, noi no…”
Vedi e leggi queste cose da bambino, le fai tue e – dopo – cerchi solo di essere all’altezza di uomini così, il resto non ti interessa più. Dicono che sia una visione romantica, ma per te è l’unica forma di vita possibile.

PIERO VISANI

http://derteufel50.blogspot.de/


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