La Costituzione suggerita da JP Morgan, sponsorizzata dal premier

{:en}C’è un articolo del Wall Street Italia che riporta una notizia in cui si dice che la riforma costituzionale è stata suggerita da JP Morgan. Per chi non lo sapesse, la JP Morgan è una società leader nei servizi finanziari globali con sede a New York. Come tesi non è affatto peregrina, dal momento che, visto e considerato in modo in cui l’Europa si sta finanziarizzando, va da sè che gli USA abbiano tutto l’interesse a trasformare l’Italia in un Partner privilegiato che non faccia tanto la schifiltosa, e l’unico modo per realizzare tale programma è cambiare le carte in tavola stravolgendo radicalmente leggi e politica. In poche parole bisogna ribaltare la Costituzione riscrivendone un’altra che contenga clausole precise per chi voglia stabilizzare le multinazionali o i trattati di libero scambio come il TTIP. Sappiamo tutti che la Costituzione fu frutto di un lavoro certosino portato a termine dopo aver creato un’Assemblea Costituente per vagliare punto dopo punto cosa avrebbe impedito ai governi successivi di trasformarsi nella dittatura o personalizzazione di un solo leader che, in tal caso, avrebbe distrutto i meccanismi della Democrazia.

Per come si sono svolte le cose, abbiamo il timore che poco ci manchi per instaurare il potere di un solo uomo al comando di un Paese e non ci piace come il Governo abbia proceduto in merito al cambiamento della Carta Costituzionale trasformando prima in commissione chi non era favorevole al pensiero del Premier e procedendo, in un secondo momento, ad approvare la riforma ricorrendo al voto di fiducia. La Costituzione non può essere trattata alla stregua di una comunissima riforma! E’ la Riforma delle Riforme, e sarebbe stato giusto procedere nominando un’Assemblea di saggi invece che trasformarla in un’approvazione o ricusazione di una persona. Da tempo Renzi va ripetendo che se la Riforma non dovesse passare lascerebbe all’istante e, dal momento che le sue scelte appartengono a chi muove i fili da dietro le quinte, siamo sempre più convinti che, se necessario, metterà in campo un fuoco di sbarramento pur di arrivare alla vittoria finale. Non è un caso che già da adesso si stia muovendo in lungo ed in largo promuovendo i banchetti per il “SI”, sostenuto in questo da una stampa asservita ai voleri delle banche che fa di tutto per promuovere l’azione del premier attraverso servizi che servono per l’appunto a costruire il consenso. Da questo confronto sono esclusi i giudici, come categoria, che potranno esprimersi individualmente ma non come organo di magistrati e già questa alzata di scudi la dice lunga per quanto riguarda un organo, quello della giustizia, che si vorrebbe simile a quello che opera in Turchia e che emette sentenze favorevoli ad Erdogan ossia l’uomo solo al comando.

Eppure Renzi non è stato votato dal Popolo. La sua investitura è una nomina, ragion per cui viene da chiedersi: quanto è lecito quanto sta attuando? Inoltre con la legge elettorale, che ha portato a casa tramite il sostegno del Cavaliere prima e di Verdini poi, quest’ultimo ormai entrato a pieno titolo nella maggioranza che sostiene Renzi apertamente in questa tornata di elezioni amministrative, ci sembra che qualcosa non quadri e che la politica sia diventata qualcos’altro rispetto alla ricerca di un consenso che si fonda sulla trasparenza. Un Parlamento delegittimato politicamente e giuridicamente per via di una sentenza d’incostituzionalità che riguardava il porcellum può agire con tanta non chalance? La riforma Renzi / Boschi cancella l’elezione diretta dei senatori che riceveranno dall’alto l’investitura per la loro nomina e lascia inalterato il numero dei deputati alla Camera che sarà così forte dal punto di vista legislativo da promuoversi tutte le leggi che vuole. Renzi non è nuovo a queste trovate. E’ allergico alle elezioni. Stessa cosa è avvenuta con le Province che non sono state eliminate ma trasformate in organi burocratici e partitici i cui presidenti non sono più eletti direttamente dal popolo ma vengono scelti tra i Sindaci provinciali per esercitare il volere dei partiti a cui rispondono. No, le cose non vanno affatto bene. Se non ci sarà la voglia di riscattarsi da parte dell’elettorato votando per salvare la Costituzione prepariamoci a diventare colonia dei poteri forti e delle multinazionali. Saremo coscienti nel perseguire la via della democrazia?

 

di Antonella Policastrese


 {:}{:it}C’è un articolo del Wall Street Italia che riporta una notizia in cui si dice che la riforma costituzionale è stata suggerita da JP Morgan. Per chi non lo sapesse, la JP Morgan è una società leader nei servizi finanziari globali con sede a New York. Come tesi non è affatto peregrina, dal momento che, visto e considerato in modo in cui l’Europa si sta finanziarizzando, va da sè che gli USA abbiano tutto l’interesse a trasformare l’Italia in un Partner privilegiato che non faccia tanto la schifiltosa, e l’unico modo per realizzare tale programma è cambiare le carte in tavola stravolgendo radicalmente leggi e politica. In poche parole bisogna ribaltare la Costituzione riscrivendone un’altra che contenga clausole precise per chi voglia stabilizzare le multinazionali o i trattati di libero scambio come il TTIP. Sappiamo tutti che la Costituzione fu frutto di un lavoro certosino portato a termine dopo aver creato un’Assemblea Costituente per vagliare punto dopo punto cosa avrebbe impedito ai governi successivi di trasformarsi nella dittatura o personalizzazione di un solo leader che, in tal caso, avrebbe distrutto i meccanismi della Democrazia.

Per come si sono svolte le cose, abbiamo il timore che poco ci manchi per instaurare il potere di un solo uomo al comando di un Paese e non ci piace come il Governo abbia proceduto in merito al cambiamento della Carta Costituzionale trasformando prima in commissione chi non era favorevole al pensiero del Premier e procedendo, in un secondo momento, ad approvare la riforma ricorrendo al voto di fiducia. La Costituzione non può essere trattata alla stregua di una comunissima riforma! E’ la Riforma delle Riforme, e sarebbe stato giusto procedere nominando un’Assemblea di saggi invece che trasformarla in un’approvazione o ricusazione di una persona. Da tempo Renzi va ripetendo che se la Riforma non dovesse passare lascerebbe all’istante e, dal momento che le sue scelte appartengono a chi muove i fili da dietro le quinte, siamo sempre più convinti che, se necessario, metterà in campo un fuoco di sbarramento pur di arrivare alla vittoria finale. Non è un caso che già da adesso si stia muovendo in lungo ed in largo promuovendo i banchetti per il “SI”, sostenuto in questo da una stampa asservita ai voleri delle banche che fa di tutto per promuovere l’azione del premier attraverso servizi che servono per l’appunto a costruire il consenso. Da questo confronto sono esclusi i giudici, come categoria, che potranno esprimersi individualmente ma non come organo di magistrati e già questa alzata di scudi la dice lunga per quanto riguarda un organo, quello della giustizia, che si vorrebbe simile a quello che opera in Turchia e che emette sentenze favorevoli ad Erdogan ossia l’uomo solo al comando.

Eppure Renzi non è stato votato dal Popolo. La sua investitura è una nomina, ragion per cui viene da chiedersi: quanto è lecito quanto sta attuando? Inoltre con la legge elettorale, che ha portato a casa tramite il sostegno del Cavaliere prima e di Verdini poi, quest’ultimo ormai entrato a pieno titolo nella maggioranza che sostiene Renzi apertamente in questa tornata di elezioni amministrative, ci sembra che qualcosa non quadri e che la politica sia diventata qualcos’altro rispetto alla ricerca di un consenso che si fonda sulla trasparenza. Un Parlamento delegittimato politicamente e giuridicamente per via di una sentenza d’incostituzionalità che riguardava il porcellum può agire con tanta non chalance? La riforma Renzi / Boschi cancella l’elezione diretta dei senatori che riceveranno dall’alto l’investitura per la loro nomina e lascia inalterato il numero dei deputati alla Camera che sarà così forte dal punto di vista legislativo da promuoversi tutte le leggi che vuole. Renzi non è nuovo a queste trovate. E’ allergico alle elezioni. Stessa cosa è avvenuta con le Province che non sono state eliminate ma trasformate in organi burocratici e partitici i cui presidenti non sono più eletti direttamente dal popolo ma vengono scelti tra i Sindaci provinciali per esercitare il volere dei partiti a cui rispondono. No, le cose non vanno affatto bene. Se non ci sarà la voglia di riscattarsi da parte dell’elettorato votando per salvare la Costituzione prepariamoci a diventare colonia dei poteri forti e delle multinazionali. Saremo coscienti nel perseguire la via della democrazia?

 

Antonella Policastrese


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Antonella Policastrese
Antonella Policastresehttp://blogdiantonella.altervista.org
1995-1999 Redattrice della redazione giornalistica, con contratto di collaborazione libero-professionale presso “Radio Tele International” (R.T.I S.a.s) di Crotone. 1997-1998 Docente di Storia del Giornalismo nei corsi di formazione istituiti dalla Regione Calabria e svolti dall’Associazione “San Filippo Neri” O.n.l.u.s di Crotone. 1985-2000 Collaboratrice, con contratti di prestazione d’opera, presso le seguenti testate giornalistiche: “Calabria” mensile del Consiglio regionale della Calabria “Il Crotonese” trisettimanale di informazione della provincia di Crotone “Gazzetta del Sud” quotidiano di informazione della Calabria “Il Quotidiano” quotidiano di informazione regionale della Calabria. Apprezzate e recenzite inchieste giornalistiche televisive e a mezzo stampa per le testate per le quali ha collaborato e collabora. Suoi articoli e dossier sono stati riportati e menzionati da quotidiani e periodici di tiratura nazionale, quali Il Giorno, Stop, Raitre Regione e molti altri. Autrice inoltre di novelle e racconti. Articoli

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