Home POLITICA LA CONQUISTA DEL WEST

LA CONQUISTA DEL WEST

La Repubblica Italiana

Mussolini ancora pendeva a testa in giù a Piazzale Loreto,

che i “costituenti” si riuniscono per scrivere la costituzione della Repubblica Italiana

(a Roma, morto un papa, se ne fa un altro, aò!). 183 articoli per redigere un atto costitutivo,

(che la Costituzione americana fa in 7 articoli e 26 emendamenti) che descriva cos’è,

che fa e come lo fa la Repubblica Italiana.

Ebbene quel documento, all’Art. 1, (e prometto che mi fermo qui) recita:

“L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”.

Che significa l’Italia è una repubblica? E’ un palazzo, è un territorio,  è una cultura,

è un insieme matematico? Bo!

L’Italia è una Repubblica, punto e basta!

Il termine “democratica”, nella Repubblica Italiana, come abbiamo visto, significa che i partiti

comprano i voti con i soldi dei contribuenti;

nella “Repubblica” di Platone significa tutt’altro.

Che significa “fondata sul lavoro”? Che, siccome il lavoro è instabile, anche le fondamenta della

Repubblica sono instabili? Già qualche lettore ha cominciato a chiedersi:

“Chi è costui, e che vuole?”

Ebbene, mi presento.

A Roma dicono che tre persone comandano a questo mondo:

il Papa, il Re, e chi non tiene niente”.

Io appartengo a quest’ultima categoria: non ho niente, per cui non ho paura di niente.

Se la presentazione non vi va, cambiate pure pagina, e grazie per l’attenzione fin qui concessa.

La Costituzione è stata scritta in ventiquattr’ore da una formazione di superesperti:

“Sarti, Burnich, Facchetti….” Pardon! “Einaudi, Pertini

(ve lo ricordate? “Un partigiano per presidente”, recita la canzone),

Andreotti (è ancora in fasce, ma come ladro promette già bene), Nenni, e mi fermo qui.

Quel documento è talmente tanto confuso ed inconsistente,

che in sé già porta il concetto di “truffa”.

Orbene, appena concepita la costituzione,

si va alle urne per il referendum Monarchia/Repubblica:

il concetto di truffa si trasforma da potenza in atto,

e le elezioni vengono vinte di misura dai Repubblicani con brogli, contestazioni

e milioni di soldati ancora non rientrati.

Ora la Repubblica è come il West, un territorio vergine tutto da conquistare.

La Democrazia Cristiana, ovvero i demoni-cristiani; il PCI, ovvero “Addavenì Baffone”;

il PSI, ovvero “Non ci toccate, siamo di vetro, siamo i figli di Mastro Pietro”;

i Liberali, i Repubblicani, etc. etc., si mettono a tavolino per decidere chi comanda.

Comanda il partito che ha preso più voti,

che però deve coalizzarsi per raggiungere la maggioranza assoluta.

Primo Presidente della Repubblica è Enrico De Nicola (un sedicente liberale),

senatore (a vita), presidente del Senato del Regno e primo presidente della Corte costituzionale.

E’ un personaggio colto sotto certi aspetti, ma ce n’erano tantissimi di migliori

e non imbastarditi dalla politica.

Primo Presidente del Consiglio dei ministri è Alcide De Gasperi,

se non consideriamo le precedenti esperienze di costui, e quelle di Bonomi e Parri,

fino ad arrivare a Badoglio.

Egli è già impastato con la Democrazia cristiana e segue già gli ordini di partito.

Tranne gli accordi con Gruber per l’Alto Adige, non combina niente,

se non che prendere un lauto compenso.

Il Governo è una coalizione di centro-destra:

i comunisti vengono lasciati all’uscio ad aspetta’ Baffone.

Togliatti viene invitato in vacanza a Mosca, gli tolgono la desinenza “atti”

e rimane la radice “Togli”, e lo tolgono di mezzo, perché non ha vinto le elezioni.

Il primo Governo è già un gran casino.

Lo scrivente è coetaneo della Costituzione, per cui a quel tempo non è in grado né di ragionare,

né tantomeno di ricordare: proprio come la Costituzione.

Lo scrivente è solo in grado di mangiare, proprio come la Costituzione.

Infatti, dalla Costituzione si avvia il “magna-magna” e con esso i primi scandali:

quello delle banane (Trabucchi), quello della Locked (Leone), etc, etc.

Andreotti è già lì, col culo incollato allo scranno, che incita i suoi Ciociari alla riscossa.

Bisogna inventare uno strumento giuridico per rubare!

E viene costituita la Cassa per il mezzogiorno.

La Cassa elargisce somme ingenti per la costruzione dell’acquedotto pugliese.

Pochi riuscirebbero ad immaginare quanti soldi vengono dati all’Acquedotto Pugliese”.

Rimane una frase molto eloquente a spiegarlo:

“L’Acquedotto ha dato più da mangiare che da bere”.

Ma non si ruba solo al Sud o col Sud; si ruba anche al Nord con la FIAT,

la finanza facile, le bonifiche,e i tanti cafoni che costruiscono la “fabricheta”

e si improvvisano imprenditori, o vengono al Sud per le loro misere speculazioni con i politicanti.

La conquista del West prevede che gli indiani vengano confinati nelle riserve.

Così la Repubblica confina le persone oneste e laboriose all’emarginazione

e si circonda di tesserati dei vari partiti che gestiscono l’amministrazione pubblica e, con essa,

i soldi delle entrate.

La Repubblica Italiana è oggi illecita, anche se ruba con strumenti perfettamente giuridici.

Sono furti “secundum legem”, ma sempre furti. Lo scrivente è in grado di inventare tanti strumenti

finanziari truffaldini “secundum legem” ed infiniti “praeter legem”, tutti perfettamente legali,

ma non lo ha mai fatto e mai lo farà, perché la finanza è una cosa che gli fa schifo,

così come gli fa schifo la Repubblica Italiana.

L’Impero Romano d’Occidente (centinaia di volte più potente della Repubblica delle banane)

non cadde perché sconfitto militarmente, ma implose perché sconfitto dalla corruzione.

La Repubblica Italiana imploderà per lo stesso motivo, e la caduta sarà molto pesante.

Meditate gente, meditate.


INCITAMENTO A TUTTE LE PERSONE DI BUONA VOLONTÀ

Abbattiamo la Repubblica Italiana. Salviamo l’Italia dalla Repubblica Italiana.

https://www.aneddoticamagazine.com/salviamo-litalia-dalla-repubblica-italiana/

Sapete quanti giorni occorsero nel marzo del 1917 ai rivoluzionari russi per abbattere il regime zarista?

Ne occorsero 5: dall’8 al 12 marzo (23-27 febbraio del calendario giuliano, all’epoca in vigore).

Per abbattere la Repubblica Italiana ne occorrono anche meno:

basta non versare tasse, imposte, accise, e balzelli vari e la resa è immediata.

Non abbiate paura: se l’azione è consistente,

la Repubblica delle banane non ha strumento alcuno per reagire;

ogni eventuale azione di pignoramento sarebbe vana, ogni azione di minaccia sarebbe vuota.

Non servono i forconi per distruggere uno Stato ladro,

basta chiudergli il gas del gettito fiscale e lui è morto.


Abbiamo preparato gia’ un piano di difesa

contro eventuali azioni di ingiunzioni di pagamento e pignoramenti

da parte della Agenzia delle Entrate e siamo pronti ad attuarlo in tutta Italia.

Abbiate un’accortezza, però:

impiegate quei fondi non per piaceri personali,

ma per avviare la costruzione di un nuovo sistema di gestione del valore,

un nuovo corpo sociale, un nuovo Stato, ammesso che ancora non sappiate farne a meno.

In altri termini, viviamo “secondo natura” e non più secundum legem.

Noi ci tiriamo su le maniche,

e siamo a disposizione per aiutare a demolire la Repubblica Italiana

e costituire un organismo associativo che permetta di vivere secondo natura

e non secondo intrighi personali.

Se volete, segnalate la nostra iniziativa ai vostri conoscenti, s

emplicemente trasferendo loro il contenuto di questo documento.

Contattateci  https://www.aneddoticamagazine.com/contact-us/

e saremo felici di aiutarvi, assistervi, proteggervi,

e prendere parte con voi alle tante iniziative.

 

Enrico Furia

(segue…)

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Content is protected !!
Exit mobile version