LA COAZIONE A RIPETERE

Una ventina di anni fa, in condizioni economiche per me profondamente diverse dalle attuali, avevo un giardiniere che dava prova di una peculiarità: era un grandioso millantatore. Prometteva mari e monti, per quanto concerneva la cura del giardino e del frutteto che avevo all’epoca, e, alla fine dell’annata, negava che i disastri che si erano abbattuti sul mio terreno fossero in qualche modo colpa sua.
Era sempre colpa del “destino cinico e baro”, delle condizioni climatiche sfavorevoli, del fatto che il budget a sua disposizione era insufficiente e via discorrendo. Tuttavia, a fine anno, sul viso gli si disegnava un radioso sorriso, improntato al più fantastico degli ottimismi: “vedrà, dottore, l’anno prossimo sarà diverso, andrà tutto per il meglio. La ripresa è dietro l’angolo…”.
In realtà, l’anno successivo era anche peggio del precedente. Al terzo anniversario di questa “piccola storia ignobile”, mia moglie – che ha un carattere anche più decisionista del mio – mi fece notare che l’ASSOLUTA INCOMPETENZA del soggetto in questione ne imponeva l’immediata sostituzione, pena la fine dei nostri spazi verdi. Procedemmo al “rimpasto” e salvammo il giardino.
Questo piccolo apologo (se vogliamo definirlo così) mi torna sempre in mente ogni volta che penso alle condizioni della politica italiana, dove il giardiniere testé citato è un modesto cacciaballe rispetto ai professionisti di lungo corso che ci promettono, da oltre 20 anni, che la ripresa è dietro l’angolo, senza peraltro citare il fatto che il muro di cui stiamo cercando l’angolo di svolta deve essere come minimo assai più lungo della Grande Muraglia Cinese…
Per la verità, non mi stupisco dei millantatori di professione (che altro è oggi, la politichina che essi svolgono, profferendo grandi bugie “ad usum cretini”?), ma mi STUPISCO MOLTISSIMO della inossidabile pazienza del popolo italiano, che si è letteralmente scavato la fossa, grazie a questa classe politica (nessuno escluso, da sinistra a destra e viceversa), ma non continua ad immaginare altro che la CONSERVAZIONE DELL’ESISTENTE, senza pensare a cambiare e senza neppure alcuno che gli dica francamente: “ma non ti accorgi che sei già morto e sepolto? E’ forse per questo che hai rinunciato a dare qualsiasi segno di vita?”

 

Piero Visani

http://derteufel50.blogspot.de/


 

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