La barba – Beard

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Alcune recenti iniziative riguardanti la barba sono a dir poco sorprendenti.

Come quella che ha deciso di studiare in modo approfondito e scientifico i rapporti con l’altro sesso degli uomini a seconda che portino la barba o meno. Secondo uno studio condotto dalla Swinbourne University of Technology, gli uomini barbuti rischierebbero di cadere in un “sessismo ostile”. Occupano il primo posto in sei categorie diverse come ha confermato l’australiano Julian Oldmeadow:

“La barba avvicina l’uomo al sessismo ostile perché aumenta la percezione di virilità, potere e predominio nei confronti dell’altro sesso”.

La ricerca, secondo quanto riferito dal Daily Mail, specifica come solo un terzo di quelli che portano la barba sia stato classificato “non sessista”. La causa di ciò, secondo i ricercatori, deriverebbe dall’elevato livello di testosterone (cosa che rende gli uomini con la barba più aggressivi). Quello che gli scienziati non son ancora riusciti a spiegare è quale sia la motivazione che porta un uomo a decidere di farsi crescere la barba.

Sarà. Intanto però, pare non possano esserci dubbi sul fatto che, nell’ultimo periodo, i fautori della barba lunga sono in aumento. Recentemente a Leogang, in Austria, si sono svolti addirittura i campionati mondiali di barba. Centinaia di uomini barbuti provenienti da oltre 20 Paesi si sono confrontati e hanno dato sfogo alla propria creatività. Divisi in 16 categorie diverse inserite in tre macro gruppi (baffi, barbe parziali e barbe complete), i partecipanti all’evento “mondiale” si sono confrontati aspramente. Per la cronaca, nonostante il netto predominio dimostrato fino allo scorso anno dai concorrenti europei, nel 2015 a piazzarsi sul gradino più alto del podio sono stati molti americano (hanno conquistato il primo posto in sei categorie).

Magra invece la consolazione per gli italiani: se è pur vero che nessun connazionale ha raggiunto piazzamenti di rilievo, è vero, però, che ben due delle categorie per la barba sono state chiamate con nomi italici (Verdi e Garibaldi), segno che la tradizione della barba ha radici antiche nella cultura italiana…..

Giuseppe_Garibaldi_(1866) Giuseppe_Verdi_by_Giovanni_Boldini


Some amazing initiatives regarding beards.

Some researchers decided to study relations between women and men according to whether or not men wear a beard. The studies conducted at Swinbourne University of Technology, proved that bearded men would risk falling into a “hostile sexism”. As confirmed Australian researcher Julian Oldmeadow:

“The bearded man approaching hostile sexism because increases the perception of masculinity, power and dominance of the opposite sex.”

The research, reported by the Daily Mail, confirmed that only a third of those who wear beards could be classified “non-sexist”. The reason, according to the researchers, derives from the high level of testosterone (which makes men with the beard more aggressive). What scientists are not yet able to explain is the motivation that leads a man to decide to grow a beard…..

There is no doubt that, in the last period, the number of proponents of the long beard is growing. Recently in Leogang, Austria, took place the beard world championships. Hundreds of bearded men coming from over 20 countries met and gave vent to their creativity. Divided into 16 different categories inserted into three main groups (mustaches, beards and partial beards complete), proponents fight harshly.

Despite the clear dominance of European competitors in last years, in 2015, great results were achieved by many American (the won had the first place in six categories).

Lean consolation for the Italians: while it is true that no Italian achieved important rankings, it is relevant that two of the categories of beards were named with Italian names (Verdi and Garibaldi). A sign of tradition that beard had in Italian culture.

C.Alessandro Mauceri

 


 

C. Alessandro Mauceri
C. Alessandro Mauceri
Da oltre trent’anni si occupa di problematiche legate all’ambiente e allo sviluppo sostenibile, nonché di internazionalizzazione. È autore di diversi libri, tra cui Moneta Mortale e Finta democrazia. Le sue ricerche e i suoi articoli sono pubblicati su numerosi giornali, in Italia e all’estero. Articoli

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