La nostra serie LE SINFONIE DEI DIMENTICATI ancora non aveva “riesumato” alcun compositore lettone. Provvediamo subito, accendendo i riflettori su Janis Ivanovs, compositore di notevole carattere e forza espressiva. Vale veramente la pena ascoltare una delle sue 21 sinfonie. Buon ascolto

 

Jānis Ivanovs (9 October 1906 in Babri, Preiļi — 27 March 1983 in Riga) was a Soviet Latvian classical music composer.
In 1931, he graduated from the Latvian State Conservatory in Riga. In 1944, he joined the conservatory’s faculty, becoming a full professor in 1955. He is regarded as being the most distinguished Latvian symphonist. His love of melody is evident in each of his compositions, and forms the essence of his works. He often drew inspiration from the native songs of the Latgale district in eastern Latvia. His grasp of orchestral color and musical texture were highly regarded by his colleagues. The Latvian composer and music critic, Margers Zarins, described Ivanovs’ symphonies as “like ancient Greek tragedies, filled with ecstasy and purification.” He is mostly remembered for his twenty-one symphonies. Nevertheless, he composed in many other fields, including five symphonic poems, one concerto apiece for piano, violin and cello, three string quartets, and numerous vocal, piano and various chamber works.
He became the People’s Artist of the USSR in 1965, was awarded the USSR State Prize in 1950 and Latvian SSR State Prize in 1959 and 1970.The Symphony No.17 was completed in 1976.

Latvian State Symphony Orchestra/Vassily Sinaisky.


 

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Gianfranco Carignani
Pescia1949, Martina Franca 2017. Toscano DOCG col salmastro dell’amata Versilia nelle vene. Musicista si puó dire da sempre (a 4 anni giá suonava la fisarmonica): Organista con particolare predilezione per gli antichi organi a trasmissione meccanica e per la musica italiana antica (secc. XVII e XVIII). Direttore di Coro, fondatore e direttore dell’Ensemble Vocale “Climacus” alla guida del quale ha tenuto concerti in varie città d’Italia; Compositore e arrangiatore di musica vocale e strumentale, vincitore del 1° premio nel Primo Concorso Internazionale “La canzone napoletana in polifonia” con l’arrangiamento per coro a 4 voci miste della brano “ I’ te vurria vasà “; è stato membro della Commissione Artistica dell’Associazione Cori della Toscana, interessandosi in particolare, oltre che dei problemi della didattica vocale rivolta a gruppi non professionistici, alla ricerca e al recupero degli eventi musicali di tradizione orale popolare sopratutto toscana. Innamorato dell’italico idioma, e supportato da una cultura classica basata sulle letterature greca, latina e italiana, storia dell’arte e della musica, si dedica volentieri allo studio delle tradizioni popolari che coinvolgano la musica assieme agli aspetti storici, antropologici e geoculturali, ricerca questa che si è rivitalizzata particolarmente una volta che si è trasferito stabilmente in Brasile, Paese fertilissimo in questo terreno culturale. Il est bel et bon (tra 1500 e 1700) Ensemble vocale e strumentale Climacus Articoli

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