Intervista a Christopher Kelly

L’italia sembra così distante dalla parola “invasione” nel moderno modo di pensare, viene associata generalmente al cibo o alla moda e non certo alla guerra. Quanto pensa sia importante per gli italiani di sapere dell’impatto militare italiano sul resto del mondo?
Moltissimo! Abbiamo scritto Italy Invades maggiormente per lo stereotipo che gli italiani non sono militari. Siamo convinti che questo sia solamente il risultato dovuto ai fatti della seconda guerra mondiale incluso la propaganda alleata contro gli italiani. Sapevamo che c’era una storia molto più ricca e profonda relativa al ruolo che i soldati italiani hanno giocato in tutto il mondo, spesso combattendo sotto moltissime bandiere diverse, sia come soldati che generali. Ci sono tanti fatti di storia militare dimenticati. Come semplici esempi, il presidente Lincoln provò, senza successo, ad arruolare Garibaldi come generale nelle fila dell’esercito unionista o che nelle fila dell’esercito americano c’erano molti soldati di diretta discendenza italiana.
Perchè avete scritto Italy Invades? E’ stato un passaggio logico dopo America Invades?
Stuart Laycock aveva inizialmente scritto sulle invasioni britanniche e su come l’impero britannico fosse tanto esteso al punto che il sole non tramontava mai su di esso. L’America oggi è innegabilmente una potenza mondiale con interessi militari in quasi tutti i paesi del mondo. Ma l’Italia – l’impero romano ovviamente – è il padre di tutti gli imperi. Ci sono talmente tanti parallelismi tra l’antica Roma e gli USA di oggi. Entrambi avevano il Senato, entrambi usano ed hanno usato l’aquila come simbolo delle loro armate, entrambi hanno combattuto in Iraq e in altre parti del mondo. Ed io sono connesso all’Italia in prima persona. Mia moglie è cittadina italiana.
Quale libro è stato più interessante da scrivere? Italy Invades o America Invades?
Entrambi i libri sono stati molto divertenti da scrivere. Ovviamente per me la storia americana è più vicina e familiare. E’ stato di estrema soddisfazione scrivere anche della parte di storia americanain cui la mia famiglia ha giocato un ruolo attivo. Mio padre ha servito nella guerra di Corea, due miei avi hanno partecipato all’invasione del Canada durante la Rivoluzione Americana e la guerra del 1812. L’america non è un paese perfetto ma credo che gli americani abbiano fatto molte cose di cui andare orgogliosi (ad esempio la confitta del Nazismo e la liberazione dei Campi di sterminio) Scrivere Italy Invades mi ha dato l’opportunità di esplorare la storia di un altro paese ed apprezzare il diverso punto di vista. Anche l’Italia non è un paese perfetto. L’invasione dell’Etiopia nel 1936, ad esempio, fu grottesca. Ma eccetto che per lo stato fascista creato da Mussolini, credo che gli italiani debbano essere orgogliosi del passato militare della loro nazione.
Italy Invades è l’affermazione di questo orgoglio italiano. La cosa sorprendente è piùttosto che sia stato scritto da un americano e da un inglese! Che connessioni ci sono con Firenze? Per prima cosa la versione italiana è stata tradotta in italiano nel 2017 e pubblicata da un editore Fiorentino, Polistampa. E’ stata pubblicata con il titolo Italy Invades, il popolo che ha conquistato il mondo. Poi un amico locale che mi ha aiutato in alcune ricerche ed organizzare alcune visite. Lo conosci? (L’autore e l’intervistatore ridono)
Ma quali sono le connessioni storiche delle invasioni italiane a Firenze?
Ce ne sono molte! Eccone alcune. 1) Nei suoi appunti Leonardo da Vinci, che ha passato la prima parte della sua vita a Firenze, ha implementato fantastiche novità nel campo della scienza militare. Nonostante la sua repulsione per la violenza e la crudeltà dell’uomo, ha fatto disegni propedeutici alla realizzazione dell’elicottero, del paracadute del carro armato e del sottomarino. 2) Filippo Mazzei (1730 – 1816) era un aristocratico toscano che è emigrato nella colonia della Virginia ed ha operato come agente della colonia per ottenere soldati per la causa patriottica. Divenne un grande amico di Thomas Jefferson a scrisse lui quel “All men are created equal” prima che Jefferson lo scrivesse nella Dichiarazione di Indipendenza nel 1776. Entrambi avevanoun grande amore per la liberà ed il vino. Mazzei aiutò Jefferson a prantare le vigne dietro la sua casa in Monticello. La famiglia Mazzei faceva vino dal 15° secolo e lo fa anche ai giorni d’oggi. 3) Napoleon, l’imperatore di Francia, ha fortissime connessioni non solo con l’Italia ma soprattutto con la Toscana. Più di 165000 italiani facevano parte del suo esercito. Fu incoronato Re d’Italia nel Duomo di Milano nel 1805. Era così legato all’Italia che dichiarò “Io sono Italiano, o Toscano o Corso”. Suo zio Filippo Bonaparte era originario di San Miniato e tuttoggio possono essere visti gli stemmi della famiglia Bonaparte nelle strade di questa città. Il nome Napoleone è in effetti la crasi di Napoli e Leone e “leone di napoli” non mi pare un nome molto francese. Napoleone visitò San Miniato nel 1778 anche se non si sa cosa pensasse dei Tartufi! he thought of their famous truffles. 4) Michaelangelo, nel rinascimento, aiutò a progettare e costruire le fortificazioni a base stella 5 punte per difendere Firenze. Nel 1941 il congresso americano dette l’autorizzazione a costruire l’icona del potere militare americano: il pentagono. 5) Nell’area di Firenze ci sono a tutt’oggi 3 importantissimi cimiteri di guerra. In questo caso si parla di “invasioni subite” dall’ Italia, ma il legame con la storia militare è innegabile. Ma l’Italia ha davvero conquistato il mondo? Gli italiani, nel senso più esteso inteso come paese geografico quindi includendo l’antica Roma, hanno avuto un profondo impatto in ogni parte del mondo. I Romani hanno cotruito il Vallo d’Adriano,i viaggi di Cristoforo Colombo hanno trasformato il nostro mondo ed i monumenti alla Guardia Garibaldina possono essere trovati oggi sul campo di battaglia di Gettysburg. Ancor di più il “potere gentile” dell’Italia, espresso con cibo, vino, moda, arte e musica, ha toccato ogni parte del mondo. Poche settimane fa ero a mangiare un risotto di mare ad Apia, la capitale di Samoa! Cosa può dirci relativamente a Firenze e le forze armate italiane oggi? Le forze armate italiane fanno un importantissimo lavoro nel mondo, Nel 2010 le forze di pace italiane erano operative in 22 nazioni differenti. The Italian military does important work around the world in the 21 st century. In 2010 Italian peacekeepers were serving in twenty-two different nations. Firenze è la sede dell’accademia di guerra Aerea, intitolata a Giulio Douhet, padre di molte strategie di guerra aerea tramite il suo libro “il dominio dell’aria” e Livorno ospita l’accademia navale ed è la casa dell’Amerigo Vespucci, la nave più bella del mondo. Il nobile spirito marziale italiano si incontra a Firenze ogni 24 giugno e nelle settimane precedenti per celebrare il torneo di Calcio Storico Fiorentino, Hai altri piani legati a Firenze e all’Italia? Dopo America Invades e Italy invades ho pubblicato il diario di un mio bisnonno che era Ambasciatore degli US in Romania nel 1914. Il giorno dello scoppio della guerra fu arrestato a Riva del Garda dagli austriaci ed accusato di essere una spia russa. Il racconto di questo mio avo dimostra quanto la vita a quei tempi fosse simile ad una storia. Ho scritto anche America Inaded, che parla delle invasioni subite dagli Stati Uniti. Adesso sto lavorando su un libro di 101 combattenti di origine celtica. Il prossimo libro potrebbe essere “Italy Invaded” ma immagino sarebbe un lavoro molto molto difficoltoso seppur interessantissimo.

Christopher Kelly è il the co-autore, con Stuart Laycock, di Italy Invades: il popolo che ha conquistato il mondo.

Italy seems so disconnected from the word ‘invasion’ in modern day thinking – it is commonly associated with food or fashion, not war – how important is it, do you think, for people to know about Italy and it’s military impact on the rest of the world? Indeed! We wrote Italy Invades in large part due to the stereotype of “not military Italians”. We believed that this is largely a result of the Italian experience in World War II including effective Allied propaganda directed against Italians. We felt that there was a much richer and more interesting story about the role Italian soldiers have played around the world, often fighting under many different flags. There are so many forgotten military historical facts, for example that President Lincoln tried, unsuccessfully, to hire Garibaldi as a general in the Union Army. Or that one in twelve American servicemen in World War II were of Italian ancestry. And so on. Why did you decide to write Italy Invades? Did it seem a logical step from America Invades? Stuart Laycock had written earlier about British invasions involving an Empire upon which the sun never set. America is, undeniably, a world superpower with military involvement in nearly every country on earth. But Italy, and particularly the Roman Empire, is the grandfather of all Empires. There are so many parallels between ancient Rome and the USA today. Both have a Senate. Both used or use the eagle as their military and national symbol. Both fought in Iraq and many other places. Aside from that I have a personal connection to Italy – I am “IBM” – Italian By Marriage. Which book was more interesting to write – Italy Invades or America Invades? Both books were great fun to write. American history is, of course, more familiar to me. It was fulfilling to write a bit about the small role that my family played in American military history. My dad served in the US Army during the Korean War. I also have two ancestors who invaded Canada during the American Revolution and during the War of 1812. America is not a perfect nation. But I believe that Americans have done many things for which they can be justly proud (such as the liberation of the death camps in WW2). Italy Invades gave me an opportunity to explore another country’s history and to appreciate a different perspective. Italy is not a perfect nation either. The 1936 invasion of Ethiopia, for example, was grotesque. In spite of Mussolini’s Fascist state, I believe that Italians have much to be proud of in their military past as well. Italy Invades is an affirmation of Italian pride. The surprising thing is, perhaps, that it was written by an Englishman and an American! What is the connection to Florence? Well, first off, I am delighted that Italy Invades was translated into Italian in 2017 and found a Florentine publisher in Polistampa. It was published as Italy Invades: Il popolo che haconquistato il mondo, Than there is a friend who helped me in making up the book (both Author and interviewer laugh) But what of the historical connections of Italian Invasions to Florence? There are many. 1. In his notebooks Leonardo da Vinci, who spent his youth in Florence, was an amazing innovator in the field of military science. Despite his revulsion at the “cruelty of men,” he sketched designs for the helicopter, the parachute, the armored car or tank and the submarine. 2. Philip Mazzei (1730 – 1816) was a Tuscan aristocrat who immigrated to the colony of Virginia and acted as an agent for the colony purchasing arms for the Patriot cause. He became a great friend of Thomas Jefferson and wrote that “All men are created equal” even before Jefferson penned it in the Declaration of Independence in 1776. The two men shared a love for both liberty and wine; Mazzei helped Jefferson to plant grapes at his home in Monticello. The Mazzei family has been making wines in Chianti since the fifteenth century and continue to do so to this day. 3. Napoleon, the Emperor of the French, had a strong connection not just to Italy but to Tuscany as well. Over 165,000 Italians served in his armies. Napoleon was crowned King of Italy at the Duomo in Milan in 1805. Napoleon once said, “Io sono Italiano o Toscano che Corso.” His uncle, the canon Filippo Buonaparte, was from San Miniato and one can still find the Bonaparte family crest adorning the streets of that Tuscan town. The very name Napoleon is, in fact, made up of two Italian words – Napoli and Leone. Lion of Naples doesn’t sound very French to me! Napoleon himself visited San Miniato in 1778. It is unknown, however, what he thought of their famous truffles. 4. Michaelangelo, during the Renaissance, helped to build five-sided Star Fortifications to defend Florence. In 1941 the US Congress authorized a similar design to construct that icon of American military power – the Pentagon. 5. Surrounding Florence there are 3 War Cemetery, it is Italy Invaded but the link with Italian Military History cannot be denied. Has Italy really Conquered the World? Italians, in the broadest sense including ancient Rome, have had a profound impact on every part of the world. The Romans built Hadrian’s Wall in Britain, the voyages of Christopher Columbus transformed our world and a monument to the Garibaldi Guard can be found today on the Gettysburg Battlefield. Moreover, Italian soft power, as expressed in food, wine, fashion and music has touched every part of the world. Just a few weeks ago, for example, I enjoyed a delicious seafood risotto in Apia, the capital of Samoa!

What about Florence and the Italian military today? The Italian military does important work around the world in the 21st century. In 2010 Italian peacekeepers were serving in twenty-two different nations. Livorno remains an important base for the Italian Navy and home of the World Best Ship Amerigo Vespucci and Florence is home to the Italian Air Force training academy G. Douhet. The noble martial spirit of Italy lives still in Florence where locals and tourists gather each summer to celebrate the pageantry and splendor of the world famous Calcio Storico. Christopher Kelly is the co-author, with Stuart Laycock, of Italy Invades: How Italians Conquered the World .

Jacopo Cioni
Jacopo Cionihttp://www.florencecity.it
Nato a Firenze nel 1967 e quindi bagnato dall'acqua lezza dell'alluvione in fase embrionale. Cresciuto all'ombra delle generazioni fiorentine che mi hanno preceduto respirando sempre aria di Fiorenza. Dentista di professione, obbista per diletto come scribacchino. Il tutto sempre con una chiara ottica: La Libertà è dell'uomo. La Sovranità è del Cittadino. La Democrazia è dei popoli. Decisamente in perenne scontro con me stesso in quanto scopro di avere torto in continuazione e mi consolo vedendo che tanti altri hanno molto più torto di me ma non se lo confessano mai. Persona da non frequentare in quanto assume pillole rosse. Articoli

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