Imperi di Antonella Policastrese

Europe_on_the_globe

Passa il tempo, tutto si confonde e ciò che credevamo la panacea di tutti i mali possibili si sta rivelando un floppy. Parliamo dell’Unione Europea, quell’Europa che doveva servire alla stabilità politica, per cooperare allo promozione dello sviluppo economico del mondo,e migliorare le condizioni di vita dei popoli europei. Tutto ciò per cui i nostri padri avevano lottato, non si è realizzato ed attualmente più che una comunità, abbiamo un impero nel cuore dell’Europa a marchio tedesco.Contaminazioni di potere, negazione di diritti, focolai di guerra che rischiano di diventare esplosioni globali distruggendo e macchiando di sangue innocente, la terra incapace di assorbire corpi di chi muore sotto i colpi di bombe o di armi sempre più sofisticate, e che alimentano l’economia degli imperi. C’è una corsa frenetica non solo a vendere armi, ma ad impadronirsi di risorse energetiche andando nel MO, territori ricchi per le materie prime che posseggono,i cui governi non sono stati mai in grado di distribuire ricchezza ai propri abitanti; anzi hanno prodotto miseria e con la guerra in atto, tutto diventa più difficile. Intere popolazioni, costrette a riversarsi in un Occidente che ora li blocca ai confini, poichè questa Europa vuole questa massa di schiavi, per ben sfruttarli o se decidono di farli entrare con la scusa dell’accoglienza, pretendono soldi, mazzette sotto forma di aiuti, che hanno una doppia valenza: assicurarsi manodopera a bassissimo costo ed intanto marciarci sopra, con i centri d’accoglienza, o tramite gli Sprar, ( sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati). Sono aumentati i lavoratori sfruttati dal caporalato.In Italia si parla di 400 mila tra uomini e donne che lavorano 12 h nei campi per un salario di circa due euro all’ora.Una vera pacchia per chi offre lavoro a nero nel settore agricolo, non certo per chi è sfruttato. Altro che unione profonda tra i popoli. Chissà se il jobs act non risenta di figure di riferimento, assunte nei vari centri d’accoglienza diventate le strutture dalle uova d’oro. Il centro d’accoglienza S. Anna presso Isola Capo Rizzuto, gestito dalle Misericordie sin dal 2007, ha impiegato 300 persone, tramite un’associazioni d’impresa, aziende del territorio, come la Puliverde,la Cosec, la Mediterranea Catering, adibite a fornire servizi oltre che lavoro. Una vera macroimpresa dell’immigrazione, poichè di questi tempi bisogna pensare a come adeguarsi al mercato ed attraverso la sofferenza altrui, trovare risposte lavorative per gli indigeni. Sarà per questo, che l’eco di un tale business, ha avuto eco fuori dalla Calabria, tant’è che per affidare l’appalto della struttura il prefetto dovrà valutare le offerte di altri concorrenti, tra cui la Gepsa, azienda francese, controllata attraverso Cofely Italia, dalla multinazionale Gdf Suez. Gli appetiti cominciano a svilupparsi dentro e fuori, a dimostrazione che mentre le città fantasma del MO rimangono vuote, e non si sa nelle mani di chi finiranno, l’esodo dei popoli non conosce tregua, venendo a pesare ed a connettersi con le povertà dei territori dove approdano. Un’Europa questa che in tanti mesi non riesce a fornire risposte, troppo occupata a tartassare con la scusa del debito, i paesi dell’euro zona come l’Italia, che ormai è stata venduta a pezzi sia ad arabi che a multinazionali  americane che vogliono accaparrarsi a tutti i costi città che sono state un fiore all’occhiello per cultura valori e tradizioni. Così dal momento che gli affari sono affari,l’Europa, sta trattando con la potenza americana per approvare il trattato Ttip, commercio di libero scambio,  con multinazionali che ci assalteranno a discapito dei nostri prodotti doc. Multinazionali che avranno appresso una struttura giuridica e che non risponderanno a nessuna legge locale, poichè queste strutture megagalattiche avranno carta bianca nell’usare pesticidi, avvelenare l’ambiente, produrre un cibo che sugli scaffali costerà pochissimo ma che sarà simile a plastica. Hai voglia a sfamare i profughi ed i clandestini ed integrarli al nuovo verbo di un’alimentazione, che in pochi anni li farà ammalare e morire di cancro. Così chi è riuscito a salvarsi dal mare, dovrà combattere con un nemico ancora più subdolo che da queste parti si chiama benessere, senz’altro per i vermi quando saremo morti.Gli imperi non guardano in faccia le masse,semmai devono trasformare i loro bisogni in soldi, tanti soldi; una finanza mafiosa che ha trovato il modo di distruggerci con mele avvelenate, rosse e belle fuori, nocive dentro. Il pensiero unico della finanza  avanza, stritola i nostri valori, i rapporti di vita quotidiana , le nostre idee perchè tutto deve essere trasformato in merci. Alla faccia dell’Europa dei popoli.
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Antonella Policastrese
Antonella Policastresehttp://blogdiantonella.altervista.org
1995-1999 Redattrice della redazione giornalistica, con contratto di collaborazione libero-professionale presso “Radio Tele International” (R.T.I S.a.s) di Crotone. 1997-1998 Docente di Storia del Giornalismo nei corsi di formazione istituiti dalla Regione Calabria e svolti dall’Associazione “San Filippo Neri” O.n.l.u.s di Crotone. 1985-2000 Collaboratrice, con contratti di prestazione d’opera, presso le seguenti testate giornalistiche: “Calabria” mensile del Consiglio regionale della Calabria “Il Crotonese” trisettimanale di informazione della provincia di Crotone “Gazzetta del Sud” quotidiano di informazione della Calabria “Il Quotidiano” quotidiano di informazione regionale della Calabria. Apprezzate e recenzite inchieste giornalistiche televisive e a mezzo stampa per le testate per le quali ha collaborato e collabora. Suoi articoli e dossier sono stati riportati e menzionati da quotidiani e periodici di tiratura nazionale, quali Il Giorno, Stop, Raitre Regione e molti altri. Autrice inoltre di novelle e racconti. Articoli

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