IL VOTO CHE AMO di Piero Visani

 

Se ancora mi interessasse votare (o pensassi che possa servire a qualcosa), voterei “no” al referendum. Tuttavia, ho orrore fisico dei “ludi cartacei” e non mi sento per nulla appartenente a questo paese (scritto rigorosamente minuscolo…), di cui so e voglio sapere NULLA.
Trovo invece bellissimo il voto espresso da oltre centomila italiani con le loro gambe e qualche valigia, non so se ancora di quelle legate con la corda o un più elegante “trolley”: “Goodbye everybody, I’ve got to go!”. In effetti, quando il sadismo di un paese, della sua classe politico-burocratica, arriva a questi vertici di distruzione, non resta che togliere il disturbo. Se uno ha una vita sola, fa bene a tutelarsela e, avendo conosciuto l’autentico orrore italico, potrà adattarsi anche altrove. Peggio di come sta, non starà.
Ah, la canzone testé citata inizia con:
“Is this the real life?
Is this just fantasy?
Caught in a landslide
No escape from reality
Open your eyes
Look up to the skies and see
I’m just a poor boy, I need no sympathy
Because I’m easy come, easy go
A little high, little low
Anyway the wind blows, doesn’t really matter to me, to me

Mama, just killed a man”…

Tutte belle domande, e un giusto finale, che può essere anche suicidio…

Piero Visani
Piero Visanihttp://derteufel50.blogspot.de
Aosta, 25/07/1950 - Torino 12/04/2020 Articoli

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