IL VALORE METAPOLITICO DELLA POLITICA

Quando ero liceale io, di foibe non si poteva proprio parlare in ambienti pubblici. C’era il rischio di fare, qualche giorno dopo, la fine di Sergio Ramelli o di qualche altro. Questo dimostra che gli incrementi elettorali (cioè di voti e seggi) ampliano le dimensioni e le prospettive metapolitiche, specie se gli avversari – escluso qualche révenant pluricentenario – sono con una sensibilità “de sinistra” molto inferiore alla mia (che è bassa, lo ammetto). Esiste però anche una dinamica inversa, vale a dire che la presenza costante a livello metapolitico, con voci alternative, proposte, creazioni di immaginario collettivo, libri, musica etc., può ampliare i bacini elettorali, specie se sa SVILUPPARE UNA NARRAZIONE POSITIVA. Pensate a come sarebbe potuta essere diversa la “questione del citofono” se fosse stata raccontata professionalmente non da un gruppo di “Bestie” (plurale del nome di cui si fregiano), ma presentando prima – possibilmente in forma lagrimevole – la storia della madre e del figlio che ci stava dietro… Come sempre, “Quos perdere vult, deus dementat” (e, per raggiungere l’obiettivo, ad occhio non deve neppure faticare molto)…

 

 

Illustrazione di Constantin Pavel

 

 

Piero Visani
Piero Visanihttp://derteufel50.blogspot.de
Aosta, 25/07/1950 - Torino 12/04/2020 Articoli

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