Ovvero, dell’antiparlamentarismo attivo. Il 18 brumaio dell’anno VIII (9 novembre 1799), il generale Buonaparte pronunciò un discorso molto ostile di fronte al Consiglio dei Cinquecento, che lo respinse con sdegno.
       Il giorno successivo, il fido Gioacchino Murat, alla testa di un nutrito gruppo di granatieri, convinti che il Consiglio volesse la testa del loro amato generale, irruppe nell’aula del Consiglio stesso e rivolse ai suoi soldati la celebre esortazione: “Foutez-moi tout ce monde-là dehors”.
       I granatieri non si fecero pregare a prendere a calci e a piattonate i consiglieri, dando concreta prova del fatto che – schmittianamente – “sovrano è colui che decide sullo stato di eccezione”.
       L’immagine soprastante correda e auspicabilmente amplifica un sentimento assai diffuso ancora oggi: il trattamento da riservare ai vaniloquenti. La grande vicenda del Consolato e dell’Impero napoleonico stava per cominciare.
Piero Visani

 

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