La storia di uno dei più grandi impresari del cinema moderno

Nessuno lo avrebbe mai detto che un venditore di dolci garfagnino diventasse uno dei pionieri del cinema americano e uno dei più grandi impresari del cinema moderno. E’ proprio così Zefferino Poli nato a Bolognana e vissuto a Pian di Coreglia partì da emigrante negli Stati Uniti a fine ‘ 800 vendendo figurine di gesso. Nel giro di pochi anni divenne multimilionario, la sua piccola bottega di statuine divenne presto un teatro, di li ne nacquero ancora finchè il suo senso degli affari intuì la trasformazione degli spettacoli di massa dell’epoca, capendo che per trasmettere sul “grande schermo” il cinema aveva bisogno dei suoi teatri.Una storia dimenticata e tutta da leggere, riportata a galla da tre studenti italo americani, presto diventerà un film.

La chiamano la “settimana arte“, prima di lei erano sei, molto più antiche, le loro origini si perdono nelle notti della storia: architettura, musica, pittura, scultura, poesia, danza e infine nel 1895 appare lui: il cinema. I fratelli Lumiere proiettano per la prima volta al Gran Cafè des Capucines di Parigi dieci film della durata di circa un minuto ciascuno…è meraviglia. Nato semplicemente come curiosità tecnica nel giro di dieci anni il cinema diventa un nuovo genere di spettacolo a diffusione popolare in grado di creare mode, miti e abitudini. Il successo di pubblico porta l’America a intuirne il businnes, ed è qui che nascono le maggiori case di produzione e il cinema si trasforma in una vera e propria industria, ben presto sorgono le prime case di produzione dove letterati, giornalisti e uomini di teatro vengono via via chiamati a collaborare, di conseguenza ecco la costruzione delle prime sale di proiezione, dotate di un palco per l’orchestra che “accompagna” il film muto. In questo scenario meraviglioso e incantato un garfagnino fiuta l’affare, un garfagnino ha l’intuizione,l’ardire e la lungimiranza di capire che con la “settima arte” si può diventare milionari. Questa è l’incredibile storia di un emigrante della Valle del Serchio, questa è la storia di “Sylvester” Zefferino Poli.
La storia di quest’uomo all’inizio è la solita di qualsiasi altro emigrante della Valle di inizio secolo.

Gallicano inizio secolo

La vita è dura in Garfagnana, alla fine dell’ottocento da queste parti “c’è una povertà ed un degrado che si taglia con il coltello”. Zefferino nasce a Bolognana (Gallicano) il 31 dicembre del 1858, il padre a scappatempo suona l’organo in chiesa per due soldi e la madre prepara dolci da vendere porta a porta. Zefferino non va a scuola, c’è bisogno di lavorare per tirare avanti e accompagna la mamma a vendere “le ciaccine” (una focaccina di strutto, farina e zucchero). Il senso degli affari comincia a nascergli proprio in quei tristi momenti quando per attirare clienti s’inventa lo slogan che annuncia nei paesi la vendita dei suoi dolci: “E’ roba di famiglia, chi le assaggia le ripiglia”. Ben presto la famiglia Poli cambia casa e si trasferisce sulla riva opposta del fiume Serchio, trovando un alloggio migliore proprio a Piano di Coreglia. Nonostante la miglior sistemazione la vita rimane grama, però destino vuole che indirettamente una guerra portasse in dote a Zefferino un mestiere vero e proprio in cui sperare per un avvenire migliore. In quegli anni infatti scoppia la guerra franco-prussiana (1870-1871), molte persone scappano dalla Francia cercando rifugio a destra e a manca, fra queste persone c’e uno scultore transalpino di discreta fama, un certo Dublex(a quanto pare amico intimo di Napoleone III), che trova rifugio proprio dalla famiglia Poli, amici anche loro di vecchia data. Lo scultore propone di ricambiare il favore a guerra finita, promettendo alla  famiglia di portare con sè il piccolo Zefferino  per introdurlo nel mestiere del figurinaio, esperto nella modellazione dell’argilla e della cera.

Figurinai coreglini

Detto fatto, a tredici anni  Zefferino parte per Parigi, torna poi in Italia per tre anni per assolvere all’obbligo di leva, diventa il lustrascarpe personale del suo capitano. In seguito riparte per Parigi per riprendere gli studi e accettare un lavoro al Museo Grevin, diventa così un sopraffino modellatore. Ma a quanto pare il vero Eden per ogni emigrante non è la Francia, dall’altra parte dell’oceano c’è “la Merica”che da nuove ed incredibili opportunità. Zefferino decide di partire, torna in Italia ricomincia a vendere “ciaccine” con il solo ed unico intento di racimolare soldi per il transatlantico diretto a New York. Così a diciannove anni nel 1877 da semi analfabeta parte per le “lontane Americhe”. I primi anni di vita americana sono terribili, enormi sono i sacrifici e le privazioni. Negli Stati Uniti porta il lavoro che conosce meglio di tutti: fabbricare statuine. Nel suo laboratorio di New Haven (Connecticut) di notte realizza santi in miniatura e graziosi gattini che il giorno va a vendere agli angoli della città al grido di: “Buy images cheap!!!”(comprate le immagini costano poco!!!). La vita cambia completamente quando conosce una genovese: Rosa Leveroni, è subito amore e il 25 agosto del 1885 (quando Rosa ha solo sedici anni) si sposano, il connubio è da subito vincente. Rosa capisce fin da subito che con Sant’Antonio, San Giuseppe e gattini vari, di soldi ne avrebbero fatti pochi, bisogna cambiare produzione e realizzare le celebrità del tempo. L’occasione più propizia capita quando sette anarchici vengono condannati (ingiustamente) a morte nella sommossa di Haymarket a  Chicago, questi tragici eventi balzano subito alla ribalta nazionale e quale miglior occasione di riprodurre i sette malcapitati? Infatti è un successo.

La sommossa di Haymarket

Intanto Zefferino dapprima trova lavoro all’Eden Museo di New York e poi un nuovo impiego da capo modellista al Museo Egizio di Philadelphia, la fortuna finalmente comincia a girare, infatti un’ennesima intuizione dei coniugi Poli dà il segnale che il vento è cambiato, basta fare il venditore ambulante, bisogna mettere su qualcosa di stabile e permanente, un negozio dove esporre le proprie creazioni. Il negozio apre e l’attività ingrana, la moglie ormai si occupa di trattare con i clienti, mentre lui crea i personaggi. Le vendite in breve tempo triplicano, con i soldi guadagnati viene comprato un edificio dove esporre tutte le loro realizzazioni. Intanto il tempo passa e ormai si sta per aprire una nuova frontiera, questa nuova frontiera si chiama cinematografo, si sta  schiudendo un nuovo orizzonte anche per Zefferino, ma questo lui ancora non lo sa.
L’anno della svolta definitiva è il 1888, quando il nostro protagonista modifica anche il proprio nome, non più un semplice Zefferino Poli, aggiunge così un secondo nome americano: Sylvester, in omaggio al santo del giorno del suo compleanno e cosa più importante dà il via ad una società che apre locali a metà strada fra un negozio ed un teatro.

Springfield Poli Thater

Il loro espandersi è rapido vengono aperti locali a Toronto (Canada), Rochester, State Island e Troy nello stato di New York. Nel 1892 si stabilisce definitivamente a New Haven dove apre il “Poli Eden Musee“, ma  ancora non basta, bisogna fare di più, c’e bisogno di un teatro autentico dove mettere in scena continui spettacoli di varietà di alta classe, a questo scopo nasce nel 1893 il “Poli’s Wonderland Theatre” (la terra delle meraviglie di Poli), ma non finisce qui. Poli compra e ristruttura e trasforma vecchi locali in teatri che diventeranno poi fra i più famosi d’America.

Mae West primo sex simbol americano scritturata da Poli

Dal 1897 al 1926 ogni città vede il marchio “Poli’s Theatre”: Waterbury, Bridgeport, Meriden e Hartford in Connecticut, Springfield e Worcester in Massachusetts, insomma tutta la costa est degli Stati Uniti compresa la capitale Washington vede in scena gli spettacoli della “terra delle meraviglie”. Zefferino riesce anche a stare al passo con i tempi, per vincere la concorrenza e rendere il teatro il più moderno possibile lo fa ricostruire anche per tre volte di seguito fino a che non diventa come lui vuole, infatti la moda impone i “movie palace” locali molti diffusi all’epoca che possono contenere anche duemila spettatori. In pochi anni ecco nascere un impero che conta più di cento cinema dove si esibiscono dal vivo quelli che diventeranno i primi attori del nascente cinema, impossibile quindi non ricordare Mae West il primo vero sex simbol d’America, sennò l’illusionista più famoso al mondo Harry Houdini, per passare poi a Shiley Booth vincitrice di un premio Oscar nel 1953, Berth Lahr colui che nel 1939 interpreterà il leone nel Mago di Oz insieme a Judy Garland, per poi continuare con George Burns uno dei più famosi comici americani, tutti scritturati dal garfagnino Zefferino Poli.

Harry Houdini

Siamo così arrivati negli anni ’20 del 1900, il cinema adesso ha preso campo anche fra la gente comune: Stanlio e Ollio, Charlie Chaplin e Buster Keaton sono già delle vere e proprie star, ma il più grande proprietario di cinema del nord est degli Stati Uniti rimane lui: Zefferino Poli. Il suo senso degli affari ha già intuito la trasformazione degli spettacoli di massa dell’epoca, capendo che per trasmettere sul “grande schermo” la nuova arte, i suoi teatri sarebbero stati l’ideale. Nel luglio del 1928 Poli vende per 75 milioni di dollari  parte dei teatri di proprietà alla  Fox New England Theatres (che con il tempo diverrà la celebre Twenty Century-Fox) mantenendo una parte delle azioni creando di fatto la Fox-Poli.

Poli’s Palace di Waterbury

A questo punto le sue fortune sono incalcolabili, la grande crisi del 1929 non lo scalfisce nemmeno, anzi lo trova con così tanti soldi da ricomprare per “pochi dollari” tutti i suoi teatri venduti in precedenza alla Fox, caduta in amministrazione controllata nel 1932. Il previdente garfagnino acquisisce nuovamente il controllo dell’impero ma capisce che alla sua età è arrivato il momento di mollare e chiude con una mossa in grande stile cedendo nel maggio 1934 buona parte dei suoi teatri alla “Loews Theaters” (quella che dal 1924 al 1959 sarà la casa madre del colosso cinematografico Metro Goldwyn Mayer) creando anche qui una nuova società: Loew’s-Poli New England Thatres.
A poco più di settant’anni Zefferino si ritira dagli affari quando possiede ancora venti teatri, tre alberghi, cinquecento uffici e due cantieri. Si ritira nella sua casa al mare di Woodmont: Villa Rosa (in onore alla moglie), insieme a lui c’e l’inseparabile consorte e l’affetto dei suoi quattro figli. Il suo dolore più grosso rimane però la perdita del primogenito Edward morto per embolia all’età di 31 anni nel 1922. Nel corso della sua vita l’Italia non si dimentica di un suo “figlio”, il re Vittorio Emanuele III gli conferisce il titolo di Cavaliere della Corona d’Italia, mentre la moglie riceve dalla regina Elena la Croce d’Onore per le sue opere filantropiche.

Al cinema Loew-Poli trasmettono Alice nel paese delle meraviglie di Disney

Zefferino il venditore di “ciaccine” che diventò uno dei pioneri del cinema muore il 31 maggio nel 1937 in seguito ad una polmonite.
Si fu proprio così, Zefferino il venditore garfagnino di “ciaccine” fu fra i più grandi impresari cinematografici del Novecento. E’ uno degli immigrati italiani negli Stati Uniti che ha avuto più successo in assoluto, uno che ha reso concreto il sogno americano, uno che aveva capito prima di tutti quello che la gente voleva: la sua bottega di figurine prima fu trasformata in teatro e da li in cinema, il primo di una catena fra le più diffuse in quella zona d’America. Non si dimenticò nemmeno della sua terra, ebbe occasione di tornare più volte nella Valle del Serchio e con ciò non si scordò mai di ringraziare “La Merica”: “La nostra razza ha trovato un rifugio sicuro dietro le stelle e strisce e sentiamo che fra tutti i suoi figli che si sforzano di portare questo vessillo alla vittoria, nessuno porterà entusiasmo e più lealtà costante dei suoi figli di sangue italiano”.

Il mausoleo eretto da Zefferino per il figlio primogenito morto

Note: Grazie a tre giovani ragazzi che studiano le vicende dei nostri emigranti la figura di Zefferino Poli è tornata a vivere. Luca Perei, Isaak J. Liptzin e Valerio Ciriaci sono i creatori del documentario “Mr. Wonderland”. Questa è fra le opere vincitrici del bando emesso dalla Regione per il sostegno alla produzione di documentari nel 2017. Un investimento di 130 mila euro che permetterà anche alla storia di Zefferino di diventare film.

 

 

 



Bibliografia

  •  King Donald C. S.Z Poli from Wax to Riches. Marquee Magazine New York City 1979
  • Cullen, Frank, Florence Hackman and Donald Mc Nelly. Vaudeville. Old and New: an encyclopedia of variety perfomers in America. New York Routeledge 2007
  • “L’emigrante della Garfagnana che creò il businnes del cinema” di Ilaria Bonuccelli da “Il Tirreno” 13 dicembre 2017
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Paolo Marzi
Mi chiamo Paolo Marzi sono nato a Barga il 2 settembre del 1971, sono sposato ho due belle figlie e vivo da sempre in Mologno, un piccolissimo paese nel comune di Barga nella Valle del Serchio. Il mio paese è una “terra di confine” solamente un chilometro (nemmeno) e un ponte (il ponte di Gallicano) mi divide dalla Garfagnana (così come geografia dice) Oltre al mio paese sono legato molto a Gallicano, il luogo dove è nata la mia mamma e dove ho vissuto la mia bella infanzia. Non ho diplomi ne tanto meno lauree,ho solo la grande passione per lo scrivere e per la Storia, in particolare della Nostra Storia, la storia della nostra valle, della nostra Garfagnana.Questa passione mi porta a fare continue ricerche,verifiche,visite,viaggi e foto. Tutto questo materiale ho cercato di raccoglierlo in questo blog,nella speranza che possa diventare un punto di riferimento per tutti quelli che vogliono informarsi su tutto quello che era il nostro passato. Partecipo poi con il comune di Gallicano nell’organizzazione di eventi storico-culturali (l’ultimo in ordine di tempo “La Grande Guerra, storia e memoria del fronte alpino”). Faccio poi parte dell’istituto storico lucchese e collaboro con i miei articoli su “Il Giornale di Castelnuovo Garfagnana” e sulla testata on line “Lo Schermo”,inoltre ho contribuito con testi e foto alla bellissima opera “I luoghi del cuore”(un componimento fotografico e scritto sui luoghi più suggestivi di Lucca e la lucchesia), pubblicazione a dispense sul quotidiano “Il Tirreno”,in più sono uno dei vicepresidenti dell’Associazione culturale gallicanese “L’Aringo”, che ci ha visti uscire nel 2015 con una nuova pubblicazione trimestrale.Questo nuovo giornale si chiama anch’esso “L’Aringo” e si occuperà di storia, tradizioni e cultura e sarà il primo giornale ufficiale nel comune di Gallicano e mi vedrà oltre che “giornalista” anche nel comitato di redazione,mi occuperò della sezione storica.Da aggiungere che le mie ricerche storiche effettuate sul canale irrigatorio Francesco V di Gallicano, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, rivolte alla Sopraintendenza della Belle Arti, hanno contribuito al finanziamento per restaurare la bellissima opera dell’architetto Nottolini. @ Articoli

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