Quest’anno ho generato un “prodotto interno lordo” (PIL) da far paura.

Ho cacato come non mai. Ho cacato dappertutto, anche in giardino.

Ho una quantità di prodotto interno lordo che potrebbe sfamare milioni di esseri viventi.

Per la “sedicente” scienza economica, questo è quello che genera ricchezza: l’incremento del PIL.

Ho cercato di sentirmi straricco, ma non ci sono riuscito, perché per me la merda è merda, anche se per l’economia è PIL.

Lo so, l’economia è la scienza degli stronzi, per cui più ne fai più aumenta il tuo PIL.

Ma siccome non sono poi tanto più stronzo degli altri, ho generato anche idee, alcune valide subito, altre valide nel futuro. Ma mentre la mia merda è considerata prodotto interno lordo dall’economia, giacchè ha una massa, quindi un peso, le mie idee sono state valutate zero, in quanto non hanno una massa, quindi non hanno peso.

Ho cercato di fare un ragionamento in proposito, soprattutto ho cercato di analizzare l’ontologia di me stesso e mi sono reso conto che, se in economia vuoi contare qualcosa, è meglio essere stronzo perché così hai una massa, quindi un peso, piuttosto che essere un’idea, che non ha massa, quindi non ha peso.

Mi sono sentito stronzo, probabilmente perché lo sono, ma solo così mi sono sentito valorizzato dall’economia.

Ma vi rendete conto, cari lettori, che l’economia viene insegnata a scuola ai nostri ragazzi? Vi rendete conto che li condizioniamo a tal punto da renderli stronzi, anche se loro in effetti sono delle persone intelligenti pieni di idee? Ma cosa ci diranno, secondo voi, i nostri figli quando si renderanno conto di cosa abbiamo loro insegnato? Secondo me ci diranno che siamo “stronzi”.

Meditate, gente, meditate.

Enrico Furia


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