Il potere del mito

Questo è il titolo dell’ultimo numero di “Limes – Rivista italiana di geopolitica” (2/2020). Preceduto da un eccellente editoriale del suo direttore, Lucio Caracciolo, scritto in quel linguaggio fantasticamente immaginifico che gli è proprio, la lettura parziale di questo numero mi ha indotto ad alcune riflessioni:
1) “Il potere del mito” è un titolo che si attaglia alla perfezione alla situazione italiana di questi giorni, dove una gestione incredibilmente amatoriale di una catastrofe comunicativa ha prodotto una situazione altamente mitopoietica, i cui cascami vediamo quotidianamente in azione a vari livelli. Lucido esercizio di terrorismo mediatico, direi ormai “corona”-to da successo, e pronto a essere iterato ad altri livelli e in altri campi, non appena se ne presenterà l’occasione…
2) Mentre il “potere del mito” si conferma, appare tuttavia chiara la natura leggendaria (dunque non credibile e non creduta più da molti, se non da coloro che ne traggono solide prebende e posizioni di potere) dell’economicismo europeo, l’essere l’UE una leggenda economicista, oggi sempre più in crisi e pronta – quando il potere del mito avrà prodotto i suoi auspicabili effetti a livello economico – a essere oggetto di contestazioni sempre più forti, da parte di popoli ridotti in gravissima povertà e dunque, messi con le spalle al muro, a rischiare qualcosa per liberarsi dai propri sfruttatori e affamatori.
3) L’economicismo, la visione economica della vita associata e della politica, non serve più a nulla, se non ad assicurare povertà, fuoriuscita dalla storia e servaggio, il che conferma che la UE ormai è postuma e la gente crederà sempre meno alle sue risibili parole d’ordine.
4) Su questo sfondo si impone – terribile ma al tempo stesso bellissimo, perché gravido di futuro – il cruciale quesito leniniano: “Che fare?”. Sto riflettendo da tempo su questo interrogativo e ci sto riflettendo ancor più nel momento che il “mito virale” – si tratti o meno di un fenomeno di “guerra ibrida” e/o di una “moltiplicazione di potenza” (o di impotenza…) – pare essere in grado di modificare dal profondo tutti gli scenari che abbiamo conosciuto fino ad oggi e a far lievitare, per mezzo di dolori e sofferenze, come accade sempre nella storia, situazioni, ipotesi e opzioni nuove.
Come sarà, l’anno che verrà? Occorrerà prepararvisi, bramosi di novità anche sconvolgenti la morta gora dell’UE dei “beati possidentes”. Questa è la verità: servono nuovi miti: di crescita, di libertà, di potenza. Il resto è roba per soggetti che valutano tutto a colpi di PIL e di ville che riescono a costruirsi di conseguenza…

Piero Visani
Piero Visanihttp://derteufel50.blogspot.de
Aosta, 25/07/1950 - Torino 12/04/2020 Articoli

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