IL NUOVO GOVERNO IN ITALIA

IL NUOVO GOVERNO IN ITALIA

Ma secondo voi, cari lettori, può una salciccia che sta cuocendo lentamente sulla griglia diventare il nuovo Presidente del Consiglio?

Secondo voi Renzi, D’Alema e “compagni” possono credere ad una storia del genere? Può Berlusconi e la sua gang (contorno di spezie varie alla salciccia) credere ad una cosa del genere? Può crederci forse Grillo (furbo ed al contempo intelligente) crederci? Può crederci quel fesso di Monti, che incaricato di dettare finanche leggi dispotiche per curare il malato Italia, ha preferito “salire in politica” quando poteva fare il bello ed il cattivo tempo a suo piacimento restandone fuori? Si, forse Monti ci crede, proprio perché è fesso. Ma non è fesso il Presidente della Repubblica che lascia la salciccia sulla griglia fino al punto giusto di cottura.

Può forse crederci il contesto internazionale, preoccupato di molto che una salciccia sulla griglia possa diventare Presidente del Consiglio del Governo italiano?

Possono crederci gli elettori Italiani (che in gran parte sono fessi o corrotti perché hanno votato Bersani e Berlusconi)? Non credo, almeno non me lo auguro.

E’ vero, non ci crede nessuno, tranne la salciccia che, mentre cuoce, invita Grillo a salire sulla griglia. Potere della corruzione e dell’illusione all’impunità. La griglia non perdona, brucia tutto in forza di leggi fisiche immutabili finanche dalla corruzione.

Bersani è figlio di un meccanico, costui certamente un lavoratore, ma il figlio degenere non sa neanche cosa sia un giravite, però continua a dirsi rappresentante dei lavoratori. I veri lavoratori continuano a chiedere allo scrivente di trovare commesse per loro, cioè lavoro. Ma quando lo scrivente li invita a prendere armi e bagagli per trasferirsi in Paesi più respirabili, ad internazionalizzarsi nel vero senso della parola, costoro continuano a ragionare con la mentalità del fabbro, del muratore, dell’idraulico, dell’elettricista: aprono bottega, appendono il cappello ed aspettano clienti. Moriranno d’inedia.

A proposito di Mussolini. Quando costui va al governo, non lo fa con la forza, ma con un atto legittimo del Re che legittimamente affida a lui l’incarico di uscire dallo stallo dell’Aventino. Mussolini vince legittimamente le successive elezioni e trasforma l’Italia da uno stato ancora medioevale in uno Stato moderno. Istituisce IRI ed ENI, la previdenza sociale obbligatoria, riforma i Codici Civile e Penale, istituisce l’autarchia economica a protezione delle crisi finanziarie del 1929 e favorisce l’innovazione tecnologica che porta l’Italia a primati mondiali nell’industria aeronautica, automobilistica e della ricerca. Costui, undici anni dopo il suo avvento al potere, spiega a Hitler perché e percome l’Italia non ha avuto la stessa crisi finanziaria che ha avuto la Germania della Repubblica di Weimar. Adolfo, impara e si adegua. Cerca (come hanno sempre fatto tutti nella storia) un capro espiatorio (gli Ebrei) ed attribuisce loro tutte le colpe tedesche. Li perseguita (Ebreo anche lui per nascita) fino all’inverosimile, tirandosi dietro per i capelli il povero Ben, ormai incapace di reagire. Solo la loro sconfitta militare mette fine alla loro indegna politica, trasformandoli da inquisitori a capri espiatori. Comunisti, Demonicristiani, e tutti gli altri attribuiscono tutte le loro colpe a Fascisti e Nazisti …. e la storia si ripete. Oggi la salciccia sulla griglia vorrebbe attribuire tutte le colpe del suo insuccesso a Grillo, ma costui, che per furbizia può mangiargli in testa, giustamente lo definisce “morto che parla”, pertanto lo ignora.

Nella Roma antica, quando lo Stato era in serio pericolo, veniva nominato un dittatore con pieni poteri. Furio Camillo (definito secondo fondatore della città) diventa ben quattro volte dittatore nella sua carriera e salva la Repubblica, senza mai pretendere di restare dittatore per ben quattro volte. Ma quelli erano davvero altri tempi e quelli come Furio Camillo davvero altri uomini.

Oggi una banda di quaquaraquà, ladri e fannulloni, dominano il paesaggio politico italiano.

ASPETTIAMO FURIO CAMILLO.
Enrico Furia

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