INTRODUZIONE
Il Governo italiano ha accusato a piu’ riprese l’Unione Europea (e per essa il Governo tedesco della Signora Merkel & Co.) di limitarlo nella spesa pubblica, impedendogli in questo modo di promuovere lo sviluppo attraverso l’intervento pubblico.

Questa affermazione e’ vera o e’ completamente campata in aria?

Analizziamone in dettaglio la sostanza.

1′ Considerazione
I debiti che i Governi italiani hanno accumulato e continuano ad accumulare nel tempo da chi vengono pagati? Li pagano coloro che per esso si indebitano o li pagano i contribuenti incolpevoli?
Se li pagano coloro che si indebitano, allora costoro sono liberi di mettersi le mani in tasca e spendere tutto quello che vogliono. Se, invece, questi debiti li devono pagare i contribuenti, allora e’ il caso di discuterne prima di effettuarli, cosi’ come si fa in un semplicissimo condominio.

2′ Considerazione
I debiti dello Stato italiano sono in regime di “deficit spending” di keynesiana memoria o che altro?
Il deficit spending evidenziato da Keynes nell’anteguerra prevede che le spese pubbliche vengano ripagate da un aumento delle entrate fiscali dovute ad un aumento del PIL.
E’ questo il caso dell’Italia? Certamente no, soprattutto perche’ lo Stato italiano non ha piu’ la sovranita’ monetaria che ora appartiene alla Banca Centrale Europea, e perche’ non e’ in grado di programmare investimenti in deficit spending.

3′ Considerazione
La spesa del Governo italiano e’ una spesa produttiva (aumento della ricchezza collettiva) oppure e’ una spesa a babbo morto?
Lo scrivente vede tanta spesa pubblica ma nessun aumento ne’ della ricchezza collettiva, ne’ del prodotto interno lordo PIL.
Chiunque e’ di parere contrario e’ invitato a rappresentare le proprie affermazioni.
Lo Stato italiano costa quasi 800 miliardi di Euro l’anno (ottocentomiliardi). Vi rendete conto, cari lettori, di quanti siano ottocento miliardi ogni anno per far campare il leviatano? Comunque, a fronte di questa aberrante spesa, che cosa rende lo Stato al contribuente? La sanita’, la scuola, giustizia e ordine pubblico, la protezione civile, i lavori pubblici, la difesa? Certo tutto questo, ma di pessima qualita’.
Ora, se dividiamo 800 miliardi per 62 milioni (gli abitanti del paese) ci rendiamo conto che ogni cittadino, dal neonato al vecchio compreso, deve dare allo Stato circa 13.000 Euro l’anno a testa per farlo stare in piedi. Con questa somma una famiglia di tre persone puo’ pagarsi sanita’, scuola, ordine pubblico e protezione civile, senza aspettare le relative inadempienze dello Stato.

4′ Considerazione
Se la singola famiglia riesce ad avere i suddetti servizi da sola, figuriamoci cosa potrebbe fare associandosi con altre famiglie..
Lo Stato italiano non solo costa troppo, ma e’ di una inefficienza abissale. i suoi costi sono dovuti a:
– circa 7000 enti inutili che hanno piu’ dirigenti che impiegati, che non fanno assolutamente niente, e che nessun Parlamento ha voluto abolire perche’ sono un’ottima fonte di clientelismo becero e di facile attuazione;
– enti pubblici che lavorano ancora su organici che risalgono a piu’ di 50 anni fa, quando l’automazione era inesistente;
– una classe politica che opera solo per clientelismo e molto spesso anche in associazione mafiosa con banche ed organizzazioni criminali arcinote;
– lavori pubblici che costano almeno il triplo del costo reale;
– funzioni pubbliche quali (sanita’, ordine pubblico, difesa, enti statali, regionali, provinciali, intercomunali, comunali) dove non solo molti sono assenteisti, ma anche quelli che dicono di lavorare non sono di nessuna utilita’ alla comunita’, ma solo un peso inutile;
– un sistema educativo basato su una scuola pubblica di una ignoranza ed inefficenza paurosa (Cfr l’attuale Ministro);

5′ Considerazione
Perche’ gli amministratori non riescono a far funzionare minimamente lo Stato neanche con ottocento miliardi di Euro l’anno?
Per due semplici ragioni:
a) sono incopetenti e messi li da un clientelismo becero e partitocratico
b) perche’ preferiscono il furto al lavoro onesto e produttivo di nuova ricchezza reale.

6′ Conclusione
Perche’ mai, allora, il contribuente dovrebbe continuamente mettersi la mano in tasca per far stare in piedi un’entita’ non solo inutile, ma addirittura dannosa?
Perche’ i politicanti se la prendono con l’Unione Europea, e di rimbalzo con lo Stato Germanico (e per esso con la Signora Merkel) quando questi chiedono maggiore efficienza ed una vistosa riduzione delle spese inutili?
Semplicemente perche’ i politicanti sono la fonte primaria degli sprechi e delle inefficienze. Costoro vivono di prebende, privilegi, clielentelismo ed inefficienza, tanto mica pagano loro, anzi sono pagati per commettere questi soprusi.

7′ Conclusione
Perche’ se un lavoratore italiano lavora in germania per un anno prende la pensione tedesca di 70 Euro al mese, mentre se lavora per 19 anni, 11 mesi e 29 giorni in Italia non prende una lira e non rivede indietro neanche i contributi versati?
Semplice, perche’ in Italia esistono leggi ladre, mentre in Germania non esistono.
Tutti i politicanti piu’ schifosi si sono ostinati da tempo ad attaccare l’Unione Europea e con essa il Governo tedesco, perche’ devono trovare almeno una scusa per giustificare le loro malefatte: il solito capro espiatorio.
Pagate gente, pagate (direbbe Arbore in una pubblicita’ aggiornata).

IL DEFICIT DI BILANCIO ITALIANO E LA POLITICA DELL’U.E. was last modified: maggio 9th, 2017 by Enrico Furia

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