Il costo della vita negli anni ’30.

 

Quando con un intera giornata di lavoro compravi 2 Kg di zucchero…

di Paolo Marzi

Si dice sempre così…“Si stava meglio,quando si stava peggio”. Ma una volta (economicamente parlando) eufemismi a parte stavamo male veramente (anche se adesso a quei tempi ci stiamo avvicinando a grandi passi)… Mi spiego meglio. Alcuni mesi fa  la mia soffitta in una delle mie rare pulizie ha tirato fuori un prontuario di prezzi di generi alimentari degli anni 30 appartenuto ad una zia della mia mamma (la zia Emma) che aveva una bottega “sul ponte” davanti al palazzo comunale di Gallicano. Era la classica bottega di una volta, vendeva alimentari, ma vendeva anche di tutto un po’.Correvano gli anni ’30 come detto, erano anni duri, la maggior parte delle persone si dedicava all’agricoltura, gli altri invece erano operai e operaie a turni estenuanti nelle fabbriche della zona come la Cucirini o la S.M.I e poi le bocche da sfamare erano tante. Una famiglia piccola era composta da cinque persone, certe famiglie dovevano mettere a tavola  anche per dieci, dodici familiari. Tutto questo mio ragionamento mi è sobbalzato nella testa quando ho letto proprio questo listino prezzi e ho fatto un raffronto con la vita di oggi facendo dei semplicistici conti per vedere quanto costava la vita in Garfagnana a quel tempo e fare poi  un paragone a 75 anni di distanza. Diciamo che, tanto per portare alcuni esempi, riporto i prezzi di quelli che i migliori analisti economici chiamano “beni di prima necessità”: il prezzo del pane era di 1 lira e 50 centesimi (i prezzi sono riferiti al Kg), la pasta (rara) 2 lire,il riso 1 lira, lo zucchero era oro… ben 6 lire e 30, il caffè poi era fuori da ogni portata, un prezzo esorbitante tant’è che nel prontuario è contemplato ma solo su ordinazione.

La vecchia bottega della Zia Emma
(foto tratta  da “Gallicano in Garfagnana”)

 

A questo punto mi sono detto un’altra cosa, tanto per fare una comparazione il più reale possibile, ma quant’era la paga giornaliera di un operaio della S.M.I  o della Cucirini Cantoni Coats? Scartabellando di qua e di là è venuto fuori che un operaio di media fra le due fabbriche prendeva circa 12 lire (l’operaio donna prendeva la metà circa…). Pensate voi solo per acquistare 1 Kg di pane ci voleva 1 lira e 50 centesimi, mentre per comprare 2 Kg di zucchero serviva un intera giornata di lavoro.Facendo un raffronto spicciolo se mettiamo sul piatto la giornata media lavorativa di oggi che si aggira intorno alle 55 € lo stesso chilo zucchero (che grosso modo viene intorno ad 1 € e 30 cent), adesso se ne possono comprare circa 40 Kg con la stessa giornata lavorativa. La vita sarà stata economicamente più dura, noi forse avremo qualche “soldarello” di più per le tasche (per ora), ma loro avevano una cosa che noi non abbiamo: la voglia di aiutarsi gli uni con gli altri, lo spirito di sacrificio e una vita sicuramente più genuina e sincera… e questi pregi al supermercato non li vendono.

di Paolo Marzi

http://paolomarzi.blogspot.de/

 


 

Paolo Marzi
Paolo Marzihttp://paolomarzi.blogspot.de
Mi chiamo Paolo Marzi sono nato a Barga il 2 settembre del 1971, sono sposato ho due belle figlie e vivo da sempre in Mologno, un piccolissimo paese nel comune di Barga nella Valle del Serchio. Il mio paese è una “terra di confine” solamente un chilometro (nemmeno) e un ponte (il ponte di Gallicano) mi divide dalla Garfagnana (così come geografia dice) Oltre al mio paese sono legato molto a Gallicano, il luogo dove è nata la mia mamma e dove ho vissuto la mia bella infanzia. Non ho diplomi ne tanto meno lauree,ho solo la grande passione per lo scrivere e per la Storia, in particolare della Nostra Storia, la storia della nostra valle, della nostra Garfagnana.Questa passione mi porta a fare continue ricerche,verifiche,visite,viaggi e foto. Tutto questo materiale ho cercato di raccoglierlo in questo blog,nella speranza che possa diventare un punto di riferimento per tutti quelli che vogliono informarsi su tutto quello che era il nostro passato. Partecipo poi con il comune di Gallicano nell’organizzazione di eventi storico-culturali (l’ultimo in ordine di tempo “La Grande Guerra, storia e memoria del fronte alpino”). Faccio poi parte dell’istituto storico lucchese e collaboro con i miei articoli su “Il Giornale di Castelnuovo Garfagnana” e sulla testata on line “Lo Schermo”,inoltre ho contribuito con testi e foto alla bellissima opera “I luoghi del cuore”(un componimento fotografico e scritto sui luoghi più suggestivi di Lucca e la lucchesia), pubblicazione a dispense sul quotidiano “Il Tirreno”,in più sono uno dei vicepresidenti dell’Associazione culturale gallicanese “L’Aringo”, che ci ha visti uscire nel 2015 con una nuova pubblicazione trimestrale.Questo nuovo giornale si chiama anch’esso “L’Aringo” e si occuperà di storia, tradizioni e cultura e sarà il primo giornale ufficiale nel comune di Gallicano e mi vedrà oltre che “giornalista” anche nel comitato di redazione,mi occuperò della sezione storica.Da aggiungere che le mie ricerche storiche effettuate sul canale irrigatorio Francesco V di Gallicano, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, rivolte alla Sopraintendenza della Belle Arti, hanno contribuito al finanziamento per restaurare la bellissima opera dell’architetto Nottolini. @ Articoli

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