Il caso del sandalo rosso.

 

Il caso del sandalo rosso. Storia di un omicidio plurimo di fine 1700.

di Paolo Marzi

Certo non ci faremo meraviglia nel dire che anche nei secoli scorsi esistevano casi di omicidio efferati.

Gli assassinii non sono figli dei nostri tempi, i vari omicidi tipo il caso di Garlasco, di Novi Ligure, di Cogne (tanto per ricordare i più eclatanti) che ci hanno lasciato a bocca aperta niente sono a quello che succedeva nel passato, a dire il vero al confronto oggi sembra di vivere a Disneyland o nel Paese dei Balocchi.Non riuscirete a crederci ma oggi (da questo punto di vista) viviamo in una delle società più sicure della storia.Da alcuni dati alla mano sul finire dell’800 (solamente poco più di cento anni fa)  c’erano 29 omicidi volontari ogni centomila abitanti (un’enormità!!!), oggi con lo stesso metodo di paragone abbiamo solamente lo 0,9. Grazie a Dio nessuno di questi tempi uccide più per un metro di terra, per adulterio (qui ho dei dubbi…), per furto di bestiame. Nel 2012, abbiamo avuto un record positivo: “solamente” 526 omicidi denunciati, il miglior risultato degli ultimi 150 anni di storia d’Italia,meglio di Francia, Gran Bretagna, Belgio e Danimarca. Tutto questo popò di numeri per dire appunto che gli omicidi nel passato si commettevano pure in zone remote come la nostra Garfagnana (anche assai direi) e vi fu un caso verso la conclusione del 1700 che andò a finire su tutte le cronache locali e sulle bocche di tutti nonostante gli scarsi mezzi di comunicazione. Fu un caso di plurimo omicidio che fece scalpore come oggi avrebbe fatto scalpore qualche altro “degno” delitto da meritare gli onori di “Porta a porta”. Prima di raccontare i fatti tengo a precisare che ometterò volutamente nomi, cognomi e tutto quello che possa far riconoscere in maniera chiara i personaggi e rimarrò il più possibile vago sui dettagli di questa brutta vicenda, poichè potrebbe essere sempre possibile che qualcuno vi riconosca nella storia i suoi avi e quindi mi pare giusto non urtare la sensibilità di chicchessia nonostante che siano passati ormai più di 200 anni. Prima di iniziare a narrare voglio fare inoltre un’altra piccola premessa; mi sono imbattuto in questa storia quando settimane addietro facevo delle ricerche riguardanti la famosa via Vandelli e sono rimasto sorpreso dai documenti di questa vicenda tanto precisi e minuziosi in ogni suo aspetto che mi vien da pensare che alcuni particolari (di cui non parlerò) siano poco veritieri, spesso, e questo succede anche oggi, le notizie portate di voce in voce assumono contorni maggiori di quello che in realtà sarebbero e ciò non vorrei che fosse successo per questo caso. Ma andiamo a questo punto a raccontare gli eventi.

Via Vandelli

Siamo negli ultimissimi anni del 1700 e una giovane coppia (a quanto pare novelli sposi) saliva lungo la via Vandelli provenendo da Massa portando con se delle gerle di sale da portare in Garfagnana per scambiarle con farina di castagne, allo stesso tempo un altra coppia più anziana anche questi marito e moglie era partita dalla Garfagnana e faceva il percorso inverso e voleva raggiungere la costa, anch’essi per vendere  si dice testualmente “logori cenci”.L’amaro destino volle che i quattro si incontrassero lungo il percorso e che come dice la buona creanza si salutassero per poi fermarsi insieme per sgranchirsi le ossa dai pesanti fardelli approfittando così di rinfrancarsi dalla lunga camminata e mettersi poi a fare due chiacchiere tranquillamente, parlando del più e del meno. Nell’intrattenersi la donna garfagnina notò le due gerle di sale (n.d.r: al tempo il sale era chiamato l’oro bianco, tanto prezioso perchè indispensabile all’organismo dell’uomo e poi serviva per conservare carne, pesce e quant’altro, praticamente sostituiva l’odierno frigorifero) e posò gli occhi ingordi su di esse. Con sguardo complice e forse con premeditazione i due garfagnini decisero di impossessarsi del bottino  e in men che non si dica saltarono addosso ai due sventurati massesi accoltellandoli senza pietà, sgozzandoli di fatto come due capretti e depredandoli dei loro averi e di un bagaglio in possesso della povera donna uccisa. Decisero così di tornare sui loro passi e far ritorno a casa. Una volta a casa, nascosto il sale, la donna aprì il bagaglio rubato e vide fra gli altri effetti personali un sandalo di un bel rosso brillante (colore poco usato in quel tempo dalla gente comune ) provò a cercare l’altro ma purtroppo per lei non lo trovò, ma rimase tanto ammirata che decise di mandare il marito dall’unico calzolaio del paese per farne fare un altro simile,così da avere poi la coppia. Ma come ben sapete la vanità e il vezzo sono donna (oggi anche uomo a dire il vero…) e ciò fu fatale..

Panorami garfagnini

 

Intanto in tutta la Garfagnana e verso le coste si era sparsa la voce del feroce assassinio, sul luogo accorse la gendarmeria estense e subito notò che tale misfatto non poteva essere opera dei briganti che a decine e decine infestavano quella strada perchè il loro “modus operandi” (come si direbbe oggi) era diverso. Di solito si “accontentavano” di rubare la merce e anche i soldi lasciando nella maggior parte dei casi vivi i malcapitati, la loro arma da difesa poi era lo schioppo in caso di complicazioni non avrebbero esitato comunque a sparare, il coltello quindi molto raramente veniva usato da loro.Il caso fu affidato al più abile commissario prefettizio del ducato tale Barbieri.Il duca di Modena voleva risolvere il caso, la via Vandelli era diventata un luogo oramai insicuro e a dir poco pericoloso, ciò poteva compromettere seriamente i commerci su questa strada. La cosa quindi stava assumendo i contorni di un vero e proprio caso di Stato. Ma la polizia come si dice nei migliori romanzi gialli brancolava nel buio. Unico indizio sul luogo dell’omicidio fu trovato un ennesimo sandalo rosso vicino ai due cadaveri…Il caso volle non si sa come che questo sandalo finì nelle mani di uno degli uomini che lavorava da accompagnatore per la gendarmeria sulla Vandelli, proprio per investigare su questo caso.L’uomo abitava in un paese vicino, lo stesso degli assassini e decise di fare cosa gradita regalando questo sandalo alla figlia, una “bambinetta” dodicenne. Giustamente la bambina non sapendo che farci con un solo sandalo pregò il babbo di andare dal calzolaio per farne un’altro somigliante, la primavera stava per iniziare e la piccola non vedeva l’ora di far sfoggio di questi sandali rossi.Quando il padre portò poi il secondo sandalo al calzolaio del paese,questi si insospetti subito e mostrò all’uomo l’altro identico sandalo portato dall’anziana coppia qualche giorno prima, così parlando riuscì a comprendere tutto l’arcano e informò immediatamente la gendarmeria denunciando così marito e moglie che gli avevano portato la prima calzatura.I due furono ritenuti colpevoli e il Duca di Modena Ercole III d’Este comminò di persona per loro la pena di morte, dovevano perire tramite il taglio della testa e così fu. A monito di tutti,viandanti, briganti e semplici passanti le teste mozzate dei colpevoli furono messe in due gabbiotte distinte ed esposte sulla Via Vandelli.
Con il tempo la gente dell’allora piccolo borgo garfagnino volle dimenticare la vicenda e quanto accaduto ai loro compaesani e cercò di buttare la storia in leggenda, ma ciò non fu leggenda ma solo la cruda realtà.

Paolo Marzi


 

Paolo Marzi
Paolo Marzihttp://paolomarzi.blogspot.de
Mi chiamo Paolo Marzi sono nato a Barga il 2 settembre del 1971, sono sposato ho due belle figlie e vivo da sempre in Mologno, un piccolissimo paese nel comune di Barga nella Valle del Serchio. Il mio paese è una “terra di confine” solamente un chilometro (nemmeno) e un ponte (il ponte di Gallicano) mi divide dalla Garfagnana (così come geografia dice) Oltre al mio paese sono legato molto a Gallicano, il luogo dove è nata la mia mamma e dove ho vissuto la mia bella infanzia. Non ho diplomi ne tanto meno lauree,ho solo la grande passione per lo scrivere e per la Storia, in particolare della Nostra Storia, la storia della nostra valle, della nostra Garfagnana.Questa passione mi porta a fare continue ricerche,verifiche,visite,viaggi e foto. Tutto questo materiale ho cercato di raccoglierlo in questo blog,nella speranza che possa diventare un punto di riferimento per tutti quelli che vogliono informarsi su tutto quello che era il nostro passato. Partecipo poi con il comune di Gallicano nell’organizzazione di eventi storico-culturali (l’ultimo in ordine di tempo “La Grande Guerra, storia e memoria del fronte alpino”). Faccio poi parte dell’istituto storico lucchese e collaboro con i miei articoli su “Il Giornale di Castelnuovo Garfagnana” e sulla testata on line “Lo Schermo”,inoltre ho contribuito con testi e foto alla bellissima opera “I luoghi del cuore”(un componimento fotografico e scritto sui luoghi più suggestivi di Lucca e la lucchesia), pubblicazione a dispense sul quotidiano “Il Tirreno”,in più sono uno dei vicepresidenti dell’Associazione culturale gallicanese “L’Aringo”, che ci ha visti uscire nel 2015 con una nuova pubblicazione trimestrale.Questo nuovo giornale si chiama anch’esso “L’Aringo” e si occuperà di storia, tradizioni e cultura e sarà il primo giornale ufficiale nel comune di Gallicano e mi vedrà oltre che “giornalista” anche nel comitato di redazione,mi occuperò della sezione storica.Da aggiungere che le mie ricerche storiche effettuate sul canale irrigatorio Francesco V di Gallicano, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, rivolte alla Sopraintendenza della Belle Arti, hanno contribuito al finanziamento per restaurare la bellissima opera dell’architetto Nottolini. @ Articoli

Latest articles

Related articles

Leave a reply

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.