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I CAPI DI STATO DELLA REPUBBLICA

Presidential_flag_of_Italy_(mod.1965)

BREVE CRONISTORIA COMMENTATA

DEI CAPI DI STATO DELLA REPUBBLICA

Fonte: Wikipedia con commento proprio

(Nota: Tradizionalmente, i presidenti non hanno mai fatto parte di alcun partito politico nel corso del loro mandato, in modo da essere considerati al di sopra delle parti. I partiti indicati sono quelli a cui il presidente apparteneva al momento del suo insediamento.)

 

 

COMMENTO


 

Enrico De Nicola

Enrico De Nicola, Presidente della Repubblica
1948

(1877-1959)

Il liberale che guida uno Stato ancora profondamente fascista

Persona istruita e di ampie vedute liberali.

Peccato che dura poco e non riesce a rendersi minimamente utile alla società.


 

Luigi Einaudi

Luigi Einaudi, Presidente della Repubblica 1948 – 1955

(1874-1961)

L’erudito

Dicono che fosse una persona colta.

Lo scrivente lo apprezza per la sua arte editoriale, e basta.


 

Giovanni Gronchi

(1887-1978)

Ho ingoiato la scopa

Elegante, gran cerimoniere al servizio della DC.


 

Antonio Segni

(1891-1972)

L’imparentato con Gramsci
Con tante persone più degne di rivestire la carica tra non politicanti,

i partiti scelgono lui, l’umile servitore dello Stato (ovvero i partiti).

Ma che volete, cari lettori, questa è la politica.


 

Giuseppe Saragat

Giuseppe Saragat, Presidente della Repubblica
1964 – 1971

(1898-1988)

El busòn non sa neanche di sale

Il PSDI sapeva di poco, e Saragat non sapeva nemmeno di sale.

Ma la DC doveva pur far vedere che lasciava spazio anche agli altri;

quindi Saragat diventa Presidente della Repubblica, tanto non deve decidere niente.


Giovanni Leone

(1908-2001)

‘O farfariello
Il livello di corruzione dello Stato è ormai talmente tanto elevato

che non si riesce a nascondere una bustarella

che il Presidente prende per sé e per il partito che lo ha scelto.


 

Sandro Pertini

Sandro Pertini, Presidente della Repubblica
1978 – 1985

(1896-1990)

Il partigiano per Presidente.

La gente si entusiasma per la sua capacità di comunicazione.

Peccato che non riesca ad influire minimamente sulla vita politica.

Lo fa eleggere Bettino, che con questo atto prepara la sua ascesa.


 

Francesco Cossiga

(1928-2010)

Il picconatore

Picconava dappertutto, anche sui suoi piedi, e si è fatto male.


 

Oscar Luigi Scalfaro

Oscar Luigi Scalfaro, Presidente della Repubblica
1992 – 1999

(1918-2012)

Il falso moralista

Disse ad una ragazza che girava un po’ scollacciata

che l’avrebbe presa a schiaffi per questo.

Da che pulpito veniva la predica.

Persona inutile, quindi un Capo dello Stato dannoso.


 

Carlo Azeglio Ciampi

(1920- )

Il tennico

Quando la Banca d’Italia si rende conto di quanto ingordi e stupidi siano i politicanti,

impone due suoi uomini, Ciampi e Dini.

E poi comincia a trescare anch’essa, con la scusa di salvare lo Stato dal tracollo finanziario.


 

Giorgio Napolitano

(1925- )

Umberto III

Oltre Tevere, lo chiamano così. Perché?

Ebbene, guardatelo bene in faccia e vi renderete subito conto del perché.

Il suo spirito è di nobili origini,

napoletane (per parte di madre) e fasciste (per parte politica),

ma mortificato si fa incantare prima da Baffone e poi dal Soviet Supremo.

Quando la Repubblica diventa quel gran calderone di ideologie contrapposte,

ma alleate come è oggi, ‘o scugnizzo si ricicla e riesce a farsi eleggere Capo dello Stato.

Perché è l’unico ad essere eletto ben due volte?

Perché è l’unico politicante italiano che gode ancora di un minimo di credibilità

agli occhi della Merckel e di Sarko.


Sergio Mattarella

(1941- )

Lo scrivente non lo conosce, se non per sentito dire.

Ma in fondo, che cosa ha fatto da quando è Capo dello Stato?

Nulla, assolutamente nulla per essere di aiuto alla società italiana.

Perché è capo dello Stato? Perché ha firmato quell’insulsa sentenza

(vedi articolo di riferimento) della Corte Costituzionale sul “Porcellum”,

salvando così politicanti corrotti e malavitosi.

 


 

Enrico Furia

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