Globalizzazione: invertire il senso di marcia

Globalizzazione, o non globalizzazione questo è il problema. A guardare quanto succede bisogna dire che ci hanno davvero imbrogliato, determinando lo sfilacciamento della società, la perdita di valori, la morte delle ideologie. Ed è proprio la morte delle ideologie che ha accelerato la nascita di pochi ricchi, la crescita smisurata di miliardi di poveri, la negazione dei diritti. Ci siamo svegliati un giorno e ci siamo ritrovati tutti connessi in rete, ma sempre più disconnessi dalla realtà, sempre più ombre di noi stessi senza capire bene la differenza tra realtà virtuale e senso della realtà, dove convivono insieme uomini e donne capaci di cambiare il loro destino e di riprendersi la propria vita in mano. Ci siamo così accorti che non era vero l’ aver scoperto quanto fossero i vantaggi di un mondo globalizzato, perché ci siamo accorti piuttosto degli svantaggi, abbiamo dovuto prendere atto che ovunque c’erano focolai di guerre, rivolte sedate nel sangue e che di tanta democrazia altro non restava che forme di dittatura, in alcuni paesi imposte con le armi altrove, nel cosiddetto mondo occidentalizzato, tramite finanza e banche che in breve hanno distrutto l’economia reale e lasciato sul terreno disoccupati, licenziati e immigrati. Alla nostra povertà se n’è aggiunta una nuova: esseri che emigrando in massa e venendo nelle terre della schiavitù sono stati traditi dalle narrazioni fantastiche di un ipotetico cambiamento delle loro condizioni di vita. In pratica la globalizzazione ha aperto le porte degli stati divenuti un mercato globale. Gente che nello spostarsi avrebbe dovuto arricchire i pochi con un lavoro di manovalanza pagato quattro soldi e salari della paura . E arriviamo all’oggi. Le prossime sfide si giocheranno nell’invertire il senso di marcia di questa globalizzazione selvaggia che ha messo in chiaro come gli esseri umani siano diventati merce su cui lucrare e su cui guadagnare. L’immigrazione nel nostro Paese ha permesso a molte cooperative di arricchirsi. Ovunque le attività chiuse sono state riconvertite in luoghi per ospitare i migranti che continuano a venire in massa da noi, senza che nessuno li avverta a cosa andranno incontro e che dovranno convertirsi alla schiavitù con lavori di 20 ore al giorno, sottopagati con la loro dignità cancellata e i loro sogni distrutti. A S. Ferdinando i migranti arrivano perché utilizzati nei campi. Vivono in condizioni miserrime, in mezzo al fango, ai rifiuti, considerati essi stessi monnezza. Non è un bel vedere ma questa è la situazione e a sperare che ne arrivino di più sono gli speculatori di vite, i cui profitti faranno arricchire chi ha a che fare con loro. E pur di far valere il principio dei soldi, vengono stritolati i tessuti sociali e quei cittadini, bollati come razzisti, che vorrebbero dei chiarimenti e come loro si trovano nella difficoltà di avere una vita dignitosa, a causa di una crisi che morde e lascia addosso i segni della fame. No. Questo non è vivere, così non si può andare avanti. Globalizzazione si, globalizzazione no. Forse il fenomeno Trump preoccupa perché, come detto in campagna elettorale, vuole cancellare le ONG, modificare questo modo di fare dove si è globalizzata la miseria e fermare i trafficanti di carne umana. Trump vorrebbe invertire la rotta, ma i cani famelici mangiano così bene che sarà difficile se non impossibile aggiustare il tiro. Oriente contro occidente. Ricchi contro poveri, questo mondo è diventato un carnaio, un serraglio dentro il quale si soffoca. La miseria è la peggiore delle iatture che possa capitare a un uomo. E’ un vedere la morte ad occhi aperti, un desiderare di sentirsi normali, un bisogno insperato di vivere come uomini e non come le bestie. In questo scorcio di secolo che lentamente muore, pare che queste richieste non siano possibili. E così si continuano a far entrare uomini e donne parcheggiandole temporaneamente in alberghi o strutture che permettono di arricchire gli usurai, salvo poi prendere questa massa di umanità dolente e buttarla nelle mani degli sfruttatori. Non è così che può andare. Per troppo tempo le ONG hanno fatto circolare denaro con la scusa della cooperazione senza arrivare a risultati concreti. Trump lo aveva promesso in campagna elettorale, abolire le ONG e forse questo ha provocato la ribellione di tanti ricchi che di schiavitù vivono, che fanno finta di essere solidali, ma che non spenderebbero il becco di un quattrino di tasca propria per alleviare le sofferenze di chi soffre, bianchi o neri che siano, cattolici o musulmani.

 

Antonella Policastrese

 


 

Antonella Policastrese
Antonella Policastresehttp://blogdiantonella.altervista.org
1995-1999 Redattrice della redazione giornalistica, con contratto di collaborazione libero-professionale presso “Radio Tele International” (R.T.I S.a.s) di Crotone. 1997-1998 Docente di Storia del Giornalismo nei corsi di formazione istituiti dalla Regione Calabria e svolti dall’Associazione “San Filippo Neri” O.n.l.u.s di Crotone. 1985-2000 Collaboratrice, con contratti di prestazione d’opera, presso le seguenti testate giornalistiche: “Calabria” mensile del Consiglio regionale della Calabria “Il Crotonese” trisettimanale di informazione della provincia di Crotone “Gazzetta del Sud” quotidiano di informazione della Calabria “Il Quotidiano” quotidiano di informazione regionale della Calabria. Apprezzate e recenzite inchieste giornalistiche televisive e a mezzo stampa per le testate per le quali ha collaborato e collabora. Suoi articoli e dossier sono stati riportati e menzionati da quotidiani e periodici di tiratura nazionale, quali Il Giorno, Stop, Raitre Regione e molti altri. Autrice inoltre di novelle e racconti. Articoli

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