Ogni anno, il 25 maggio si celebra la Giornata Internazionale per i Bambini Scomparsi. Una ricorrenza introdotta nel 1983 per ricordare la scomparsa di Ethan Patz, rapito a New York il 25 maggio 1979. Lo scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema dei minori scomparsi: nel Bel Paese scompare quasi un bambino ogni due giorni e quattro su cinque non vengono più ritrovati. Della maggior parte di loro non si sa più nulla: in Italia, nel 2017, solo il 16,9 per cento dei casi gestiti da Telefono Azzurro Onlus si è risolto positivamente. Un esercito di “invisibili” che, però, non tiene conto degli “irreperibili”. Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, “per irreperibili si intendono i minori stranieri non accompagnati per i quali è stato segnalato dalle autorità competenti a questa Direzione Generale un allontanamento. L’allontanamento viene censito nel SIM fino al compimento della maggiore età o ad un nuovo eventuale rintraccio del minore”. Ebbene se si tenesse conto anche degli “irreperibili”, il numero di minori scomparsi aumenterebbe in modo vertiginoso. Secondo l’ultima relazione la XVIII del Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse i minori italiani scomparsi sono 2.306, con un aumento del 6,41% rispetto al dato precedente. Ma, come ammette lo stesso Commissario questo numero non tiene conto dei minori stranieri non accompagnati che spariscono dai centri di accoglienza cui sono affidati e diventano “irreperibili”: a marzo 2018, erano ben 4.254 a mancare all’appello. Complessivamente i minori stranieri scomparsi e di cui non si hanno più notizie dal 1974 al 31 dicembre 2017 sono 38.049! E come se non bastasse si tratta di un fenomeno che mostra un trend di crescita impressionante: solo nell’ultimo semestre sono aumentati del 12,56% (al 30 giugno 2017 erano 33.802).

Il problema non riguarda solo l’Italia ma anche l’Europa. Secondo i dati forniti da Europol, nell’UE spariscono 10.000 minori non accompagnati ogni anno. E solo pochi di loro vengono ritrovati. Ben diversi i numeri diffusi da Missing Children Europe, il network che riunisce 31 organizzazioni non governative in 27 Paesi Europei, che parla di cifre molto più alte: più 250.000 bambini scomparsi in Europa, nel 2017, uno ogni due minuti. La situazione peggiore si registra in Romania, da cui arriva 1 denuncia su 5 e, più in generale, nell’Europa dell’Est, che raccoglie quasi il 50% dei casi trattati. Che fine fanno i minori scomparsi? Circa 1 su 4 viene coinvolto in situazioni di abuso, sfruttamento o abbandono. Un destino analogo a quello destinato a molti dei minori stranieri non accompagnati di cui si perdono le tracce in Italia. Sfruttamento minorile, prostituzione e criminalità organizzata sono parole ricorrenti.

Di questo (e di molti altri problemi legati ai minori stranieri non accompagnati, MSNA) da tempo si occupa anche il Kiwanis International Distr. Italia S.Marino, che ha organizzato per il 9 giugno un convegno nazionale nel corso del quale verranno analizzate tutte le problematiche legate al fenomeno dei MSNA: dalla fuga dal proprio paese, al viaggio (pochi sanno che molte volte i minori che arrivano in Italia hanno lasciato il proprio paese da oltre un anno), all’accoglienza, fino alle cause che portano molti di loro a diventare “irreperibili”. Un’iniziativa alla quale hanno aderito diverse autorità (a tutti i livelli, comunale regionale e nazionale), oltre ai garanti dell’infanzia e dell’adolescenza e numerose associazioni, tra cui in primis, l’AILA, l’Associazione Italiana Lotta agli Abusi di Ada Orsatti, e diversi club service: tutti seduti intorno allo stesso tavolo per cercare di trovare una soluzione a quello che è un problema globale. Negli USA, un’inchiesta condotta su oltre 7.000 unaccompanied minors ha rivelato che mancavano all’appello oltre 1.400 minori. Un numero enorme e di cui nessuno, finora, aveva parlato. Lo stesso in Grecia dove i flussi migratori vengono gestiti in modo approssimativo e spesso, per molti minori, la fuga è l’unica soluzione per cercare di migliorare la propria condizione. Di loro e del fenomeno dei minori stranieri non accompagnati il Kiwanis International parla anche in un report, curato da C.Alessandro Mauceri insieme a due giornalisti, Vanessa Tomassini e Davide Mamone, che verrà presentato presso la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana in occasione dell’evento organizzato dal Kiwanis International il 9 giugno. Una scelta quella di parlare di minori scomparsi e di accoglienza dei MSNA non casuale: di tutti i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia, oltre il 40 per cento rimane in Sicilia. Bambini, adolescenti, minori, ragazzi e ragazze sopravvissuti al viaggio in Africa, salvati in mare e portati sulle coste nazionali dove, per alcuni, diventano semplicemente “numeri” (appena giunti in Italia viene loro assegnato il CUI il codice unico identificativo). Per poi diventare “irreperibili”.

 

 

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