Fughe di trolley di Fulvio Marino

trolley

trolley

Hanno preso una decisione sofferta – è immaginabile – e con il trolley (e non più la valigia con lo spago: il progresso è il progresso!), un po’ di soldi (magari sudati dentro l’orribile call center, a far da schiavi laureati) e lo smartphone, e sono partiti verso destini più dignitosi, di quanto non offra una Patria lottizzata dalla mala politica, dal malaffare, dal malcostume. Per un ricercatore e la sua formazione l’Italia in media investe 250 mila € (il resto ce lo mette l’interessato), e questi, una volta formato, in breve tempo rende un milione di €, all’estero, e nemmeno ci ringrazia, l’estero, ma si deve andare là quasi in punta di piedi, a meravigliarci del fatto che là è diritto, ciò che da noi è elemosina. E la meglio gioventù lascia l’italico suolo, impoverendolo ancor di più: dovrebbero essere il motore del Paese, ma vanno ad attivare i convogli stranieri. Ed intanto qui un governo di nominati e non di eletti, a cominciare proprio dal suo presidente del consiglio (il minuscolo è voluto), ha tolto tutti i diritti (jobs act) a chi lavora, scatenando l’arbitrio di padroni e padroncini; minaccia le pensioni di reversibilità; sprofonda la scuola in un buco nero nefasto; compie a botta di voti di fiducia riforme costituzionali, delicatissime e bisognose di ben altri artefici che un parlamento farcito di inquisiti, oggetto di richieste di autorizzazione a procedere, e se ne infischia dei voti referendari (acqua, finanziamento pubblico ai partiti). E intanto zitti zitti negli ultimi cinque anni sono emigrati in cento mila

di Fulvio Marino

Fulvio Marino

“Càpita nella vita sia personale che comunitaria di avere la sensazione di aver fatto una corsa troppo veloce, di esere andati troppo avanti, al punto di non percepire più dove ci si trovi. Allora è saggio fermarsi, sedersi, e parlare con se stessi. Ed in questo ci aiutano le voci dei grandi del passato, e qui da noi sono stati veramente grandi e veramente tanti. Si recuperano così le radici del nostro essere, e si riprende slancio, dopo aver meditato un pochino e riflettuto. Ed è questo ciò che intenderei fare, offrire a chi li apprezza spunti di riflessione, angoli di astrazione dal presente, che proprio gratificante non è. Spero di fare cosa gradita.” 

Fulvio Marino

il pifferaio tragico fulvio marino

Acquista il libro


 

Previous articleProtestare e vivere
Next articleLa millenaria Via Francigena
Fulvio Marino
Ex insegnante appassionato di cultura, specialmente classica, attento alla politica, innamorato della democrazia.“Càpita nella vita sia personale che comunitaria di avere la sensazione di aver fatto una corsa troppo veloce, di esere andati troppo avanti, al punto di non percepire più dove ci si trovi. Allora è saggio fermarsi, sedersi, e parlare con se stessi. Ed in questo ci aiutano le voci dei grandi del passato, e qui da noi sono stati veramente grandi e veramente tanti. Si recuperano così le radici del nostro essere, e si riprende slancio, dopo aver meditato un pochino e riflettuto. Ed è questo ciò che intenderei fare, offrire a chi li apprezza spunti di riflessione, angoli di astrazione dal presente, che proprio gratificante non è. Spero di fare cosa gradita.” Fulvio Marino (autore del libro"Il pifferaio tragico" ) Articoli

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.