Esistono quattro ingressi, uno da Piazza Pitti, uno da circa metà di Via Romana al 37/a chiamato ingresso Annalena, uno dal Forte Belvedere e l’ultimo dalla piazza di Porta Romana.

 

cristofano-di-papi-dell-altissimo-bildnis-des-florentiner-gonfaloniere-luca-pitti-1395-1473
La progettazione di questa opera d’arte a cielo aperto inizia nel 1400 e si protrae fin nel 1900. Il progetto originale era di Niccolo’ Tribolo e dopo la sua morte furono curati da Vasari, Ammanati e Buontalenti. I terreni in parte appartenevano già alla famiglia Pitti, acquistati nel 1341 da Cione di Bonaccorso Pitti dalla chiesa di Santa Felicita. Altri furono comperati da Luca Pitti ed appartenevano in origine alla famiglia Borgolo, da qui forse il nome Boboli.
Il palazzo e i giardini passarono di proprietà nel 1549 alla famiglia Medici che riusci a migliorarli e ampliarli. Una nuova espansione di Boboli si ebbe in direzione Porta Romana sotto il Governo di Cosimo II; queste successive modifiche e migliorie li rendono la meraviglia che godiamo oggi e che occupa una superficie di 45.000 mq. Boboli è diventatio patrimonio dell’unesco nel 2013 onorando la storia di questi giardini che sono stati (e sono) il modello ispiratore di tanti giardini europei a cominciare da Versailles.
Oggi i Giardini di Boboli appaiono di forma vagamente triangolare con due assi quasi perpendicolari che si incrociano vicino alla Fontana del Nettuno. Da questi due assi si sviluppano viali e vialetti.
L’asse principale si centra sulla facciata posteriore di Palazzo Pitti e sale la pendenza sino ad arrivare al Giardino del Cavaliere che è posizionato sopra uno dei bastioni di difesa delle mura cittadine progettate da Michelangelo nel 1529.
L’altro asse è rappresentato dal Viottolone, un viale che si estende fino a Porta Romana e nel percorso è attraversato da tre viali trasversali e si apre nel Piazzale dell’isolotto e poi nell’emiciclo.
Il percorso che ho elaborato per vedere i Giardini di Boboli non comprende certo tutte le strutture e le statue presenti ma alcune di esse, quelle che non è possibile perdersi. Non tratterò nemmeno l’aspetto prettamente “giardino” in termini di piante e disposizioni, solo la visione può rendere merito.
Sarò un bastion contrario, ma io non entrerei ne da Palazzo Pitti, ne da via Romana ne dal Forte di Belvedere, l’entrata più nascosta e piccola, quella di Porta Romana permette di visitare i Giardini di Boboli in crescendo ampliando le successive meraviglie incontrate.
boboli
L’ingresso di Porta Romana (O) rimane al vertice dell’ipotetico triangolo sulla destra.fontana-della-botticella
Appena entrati nel Giardino di Boboli abbiamo un rondò con siepi geometriche da cui partono tre diverse strade, la centrale detta Viottolone(J) è il secondo asse. Si nota sulla destra la Fontana della Botticella composta da un contadino che vuota un barile (opera di Giovanni Fancelli del 1560) in una vasca ottenuta con un sarcofago romano. Cominciando a percorrere il Viottolone si trova sulla destra tre figure grottesche opera di Romolo del Tadda che raffigurano Venere, Amore e la personificazione dell’Architettura.

 

boboli_emicicloSeguendo il Viottolone si entra nell’Emiciclo o Prato delle Colonne (N) un grande spiazzo semicircolare caratterizzato dalla presenza di due piccoli obelischi. Le due colonne sono in granito rosso egiziano e sorreggono dei vasi in marmo bianco in origine appartenuti a Lord Cower. L’Emiciclo è circondato sul lato curvo da una serie di platani intervallati regolarmente da dodici nicchie verdi con delle statue, il lato rettilineo è composto da una siepe con nicchie di contenenti quattro antichi busti, quello di Giove Serapide di Giove di una divinità maschile non accertata e da Claudio Imperatore. Bellissima anche la statua di Vulcano opera di Chiarissimo Fancelli.
boboli_isolotto_andromedaProseguendo lungo il Viottolone si arriva al Piazzale dell’Isolotto (L), caratterizzato da essere circondato da siepi di leccio di notevole altezza, oltre i 20 metri. Il Piazzale dell’Isolotto prende questo nome per la presenza della Vasca dell’Isola, detta anche “Isolotto”, progettata da Alfonso e Giulio Parigi. L’opera fu terminata nel 1618. Sono molte le statue di pietra e marmo che raffigurano soggetti mitologici, popolani e storici. Nel centro del piazzale c’è la vasca che date le dimensioni occupa buona parte del piazzale stesso. L’isola centrale nella vasca è raggiungibile attraverso due pontili chiusi da cancelli in ferro battuto le cui colonne sono sormontate da due capricorni. L’isola si caratterizza da una ringhiera che la circonda e subito dietro da vasi che contengono piante di agrumi.  Al centro l’opera del Giambologna, la Fontana dell’Oceano del 1576. Il gruppo scultoreo è costituito dalle figure di Oceano e dei fiumi Nilo, Gange e Eufrate, collocati entro una vasca sorretta da un piedistallo con bassorilievi. Una curiosità, questa fontana era posizionata fino al 1600-1700 al centro dell’Anfiteatro.
gianoboboliporcelaine
Giardino del Cavaliere
Riprendendo la strada del Viottolone si trovano tre successivi viali trasversali superandoli si arriva alPrato dell’Uccellare (T) da cui girando a destra si raggiunge la sommità del giardino mediante una semicurva a sinistra fino al Giardino del Cavaliere(I) che si trova al culmine del primo asse.
Per accedere a questo giardino si devono salire delle scale con successive rampe curve che si incrociano su un terrazzino costruito sopra una piccola stanza circolare. Il giardino è caratterizzato da basse siepi al cui centro c’è una fontana con un putto chiamataFontana delle Scimmie per la presenza di tre scimmiette in bronzo alla base della fontana. E’ presente una palazzina detta Casino del Cavaliere che oggi ospita il museo delle Ceramiche. In origine questa costruzione era usata dal Cardinale Leopoldo de’ Medici per  le conversazioni artistiche e letterarie e successivamente i Lorena la usarono come sede per i festeggiamenti estivi. Al disotto del Giardino del Cavaliere c’è un deposito per l’acqua chiamato delle trote. Da questo deposito partono tutte le tubature per l’irrigazione dei giardini di Boboli.
boboli_statua_dellabbondanza_1636_di_pietro_tacca_giovanna_daustria_01Statua dell’Abbondanza

Una volta discesi sulla destra si trova la Statua dell’Abbondanza, progettata dal Gianbologna come modello in cera e realizzata poi dal suo allievo Pietro Tacca nel 1636. Giambologna diede alla statua le sembianze di Giovanna d’Austria, moglie di Francesco I de’ Medici.

fontana-di-nettunoFontana di Nettuno

Scendendo verso Palazzo Pitti sull’asse si arriva al Vivaio di Nettuno (H) al cui centro si innalza la Fontana del Nettuno il Dio del mare che emerge da uno sperone roccioso ospitante anche naiadi e tritoni. La statua è dello scultore Stoldo Lorenzi e i fiorentinacci l’hanno soprannominata la “fontana della forchetta” per via del tridente impugnato da Nettuno. I terrazzamenti erbosi attorno alla fontana ripropongono la forma dell’anfiteatro sottostante.

boboli_kaffeehausKaffeehaus

Dalla Fontana di Nettuno si piega verso destra fino a raggiungere la Kaffeehaus (D) un edificio in stile rococò con una caratteristica tinta verde pastello. La sua realizzazione si deve ai Lorena. Si tratta di una torretta settecentesca finestrata e segnata da terrazze marcapiano opera di Zanobi del Rosso del 1776. Uno stile che ricorda la Turchia, molto di moda all’epoca, edificio adibito a sorseggiare un buon caffè, un infuso o una cioccolata. La struttura oggi ospita un bar ed è uno splendido punto panoramico.  La costruzione fronteggia un prato chiamato prato di Ganimede al cui centro si trova la Fontana di Ganimede. Proseguendo oltre la Kaffeehaus si arriva all’ingresso della Fortezza di Belvedere (E).

boboli_grotta_della_madama_03Grotta della Madama

Sempre a destra (scendendo) del primo asse c’è il Giardino Madama dove è presente la Grotticina della Madama decorata con spugne, stalattiti e una vasca sormontata da quattro statue di capre che in origine zampillavano acqua. Poco più in basso segue l’orto di Giove con la statua di Giove seduto, opera di Baccio Bandinelli del 1556.

boboli-gardens-from-palazzoAnfiteatro

Consiglierei di rientrare centralmente lungo il primo asse per arrivare all’Anfiteatro (F) a forma di ferro di cavallonel cui centro si trova un obelisco egiziano. L’obelisco fu portato a Roma a Villa Medici dall’Egitto nel 30 a.C. e poi da Roma a Firenze su ordine del Granduca Pietro Leopoldo. Il basamento presenta delle tartarughe in bronzo della fine del Settecento realizzate da Gaspare Paoletti e la vasca in granito proviene dalle Terme di Caracalla e trasportata a Firenze nel 1841. L’anfiteatro in origine terrazzato con boschetti sempreverdi fu modificato nel 1599 realizzando delle gradinate sormontate da nicchie contenenti statue in marmo e delle urne in terracotta. Interessante da sapere è che in origine l’area dell’anfiteatro era una cava dove si prelevava la “pietraforte” con cui è stato costruito Palazzo Pitti.

palazzina_della_meridianaPalazzina della Meridiana

Scendendo verso sinistra si arriva ad un piazzale dove si trova la Palazzina della Meridiana (S). Questa palazzina è stata molto amata dai vari regnanti per il fatto di essere appartata. Si tratta di una costruzione neoclassica iniziata nel 1778 sotto il granduca Pietro Leopoldo di Lorena su progetto di Gaspare Maria Paoletti. Fra il 1822 e il 1840 Pasquale Poccianti realizzò la facciata a mezzogiorno e il corpo di fabbrica con la sala da ballo. Fu restaurata nel 1971. Oggi la Palazzina della Meridiana ospita la Galleria del Costume e la Collezione Contini Bonacossi.

grotta buontalentiGrotta del Buontalenti

Tornando verso il retro di Palazzo Pitti si prosegue oltre verso il viale d’uscita che scende e poi piega a destra di 180° per riportarci verso il Palazzo. Arrivati in fondo e svoltando a destra si trova il viale dove in fondo è posizionata la Grotta del Buontalenti (B). Alzando lo sguardo sulla sinistra si trova il Corridoio Vasarianoche unisce Palazzo Pitti e Palazzo Vecchio passando sopra i tetti di Firenze e sul Ponte Vecchio. La Grotta del Buontalenti fu iniziata dal Vasari ma la vera costruzione si deve a Bernardo Buontalenti. realizzata fra il 1583 e il 1593 è oggi una belle opere più belle contenuta nel Giardino di Boboli. La grotta è un capolavoro dell’architettura e fonde fra loro architettura, pittura e scultura. Si trovano tre stanze.
La prima stanza è realizzata creando spugne, stalattiti, stucchi antropomorfi e zoomorfi realizzati da Pietro Mati in maniera che sembrano delle vere pareti rocciose. Le pitture invece sono state realizzate da Bernardino Poccetti e rappresentano scene pastorali per dare l’illusione di una grotta naturale dove pastori e animali potessero rifugiarsi. Nel centro della stanza una fontana composta da una roccia trasudante acqua ed ai lati la vascha per raccoglierla. Agli angoli della prima stanza si trovano i famosi quattro Prigioni di Michelangelo, oggi sostituiti da copie e gli originali conservati alla Galleria dell’Accademia a Firenze. Negli anni ’90 furono fatti dei restauri e nell’occasione furono rinvenuti una serie di canalini in terracotta che correvano lungo le pareti e il soffitto da cui far grondare acqua per realizzare un vero e proprio effetto grotta.

Nella seconda stanza c’è il gruppo marmoreo di Paride che rapisce Elena realizzato da Vincenzo Rossi da Fiesole e nella terza stanza, considerata segreta in quanto non facilmente visibile all’occhio del turista, si trova la Venere che esce dal bagno circondata da satiri che le spruzzano addosso l’acqua, un’opera del Giambologna.

bacchino_boboliNano Morgante
Avviandosi verso l’uscita di Palazzo Pitti si trova un’ultima fontana detta Fontana del Bacchino (A) che presenta un aspetto grottesco, un’arte alla moda nel periodo tra Cinque e Seicento. Si tratta di una statua realizzata da Valerio Cioli nel 1560 che raffigura uno dei cinque nani presenti alla corte di Cosimo I, nudo e a cavallo di una tartaruga. Si tratta del Nano Morgante diventato famoso in quanto più volte ritratto per fare omaggio a Cosimo I. I ragazzi fiorentini hanno sempre sbeffeggiato il nano chiamandolo “budda” e da mascalzoni incastravano la gomma da masticare all’ugello della fontana (la bocca della tartaruga) gridando soddisfatti « Ora non budda più»

ENGLISH VERSION


The design of this work of art in the open air starts in 1400 and lasts until 1900. The original plan was to Niccolo ‘Tribolo and after his death they were cared for by Vasari, Ammannati and Buontalenti. The land already partly belonged to the Pitti family, purchased in 1341 by Cione di Bonaccorso Pitti from the church of Santa Felicita. Others were bought by Luca Pitti and originally belonged to Borgolo family, hence perhaps the Boboli name. The palace and gardens of properties passed in 1549 the Medici family that managed to improve and expand them. A new Boboli expansion occurred towards Porta Romana under the government of Cosimo II; these successive modifications and improvements make them the wonder that we enjoy today and which occupies an area of 45,000 square meters. Boboli is diventatio heritage site in 2013 honoring the history of these gardens that were (and are) the role model of many European gardens beginning with Versailles.

Today the Boboli Gardens appear vaguely triangular shape with two almost perpendicular axes that intersect near the Fountain of Neptune. On these two axes are developed streets and alleys. The main axis is centered on the rear facade of the Palazzo Pitti and climbs the slope until arriving at the Knight Garden which is located above one of the ramparts of the city walls designed by Michelangelo in 1529. The other axis is represented by this avenue, an avenue that extends until Porta Romana and the path is crossed by three cross streets and opens in Piazzale islet and then in the hemicycle.

The path that I’ve come up to see the Boboli Gardens excludes certain all the structures and statues present but some of them, the ones that you can not get lost. Not even treat the appearance purely “garden” in terms of plants and arrangements, only the vision can give credit. I will be a bastion against it, but I would not go there from Palazzo Pitti, it will be via Romana from Fort Belvedere, the more hidden entrance and small, that of Porta Romana allows you to visit the Boboli Gardens in crescendo expanding later encountered wonders .

pianta-boboli
Plant Boboli Gardens

The entrance of Porta Romana (O) remains at the top of the hypothetical triangle on the right.

fontana-della-botticella
Fountain of Botticella

As you enter in the Boboli Gardens we have a rondo with geometric hedges from which three different roads, the central said Viottolone (J) is the second axis. You notice on the right the Fontana della Botticella made by a farmer who empty a barrel (by Giovanni Fancelli 1560) in a tank obtained with a Roman sarcophagus. Beginning to walk the Viottolone is on the right three grotesque figures by Romulus Tadda depicting Venus, Cupid and the personification of Architecture.

prato-delle-colonne
Lawn of the Columns

Following the Viottolone you enter the Hemicycle or Lawn of Columns (N) a large semi-circular open space characterized by the presence of two small obelisks. The two columns are in red Egyptian granite and hold up the white marble vases originally belonged to Lord Cower. The Chamber is surrounded on the curved side of a series of plane trees regularly interspersed by twelve green niches with statues, the straight side is composed of a hedge with niches containing four antique busts, that of Jupiter Serapis Jupiter a male god no ascertained and Emperor Claudius. Also the beautiful statue of Vulcan operates Chiarissimo Fancelli.

fontana-oceano
Fountain of the Ocean

Continuing along this avenue you arrive at the Piazzale dell’Isolotto (L), characterized by being surrounded by hedges of considerable height ilex, over 20 meters. The Piazzale dell’Isolotto gets this name because of the presence of the Island Basin, also called “islet”, designed by Alfonso and Giulio Parigi. The work was finished in 1618. Many of stone and marble statues depicting mythological subjects, common people and historians. In the center of the square there is a bathtub that given the size occupies most of the square itself. The central island in the tank can be reached via two bridges closed by wrought iron gates whose columns are topped by two Capricorns. The island is characterized by a railing that surrounds it and just behind vases containing citrus plants. At the center of the work of Giambologna, the Fountain of the Ocean in 1576. The sculptural group consists of the figures of Oceanus and the Nile, Ganges and Euphrates, located within a tank supported by a pedestal with bas-reliefs. A curiosity, this fountain was placed at the center until the 1600-1700 Amphitheatre.

limonaia
The Limonaia

Taking the road of Viottolone are three cross paths. It can turn left on Third Avenue and at the bottom you will find La limonaia (P). This structure was originally a factory of mosaics and statues, then transformed into a menagerie of exotic animals offered as a gift to Cosimo III then finally transformed by the Medici in a greenhouse for citrus. Citrus fruits were exotic plants that did not stand the Tuscan winter, but of great ornamental effect and above all demonstrated the “possibility” of those who possessed them. For this reason, limonaia was needed within the Boboli Gardens. After the limonaia you may return to the Viottolone turning right at the second cross street.

giardino-del-cavaliere
Garden of the  knight
rampa-giardino-del-cavaliere
Access ramps to the Knight Garden

Taking the road of Viottolone are three cross paths past them you get to Prato dell’Uccellare (T) from where turning right you reach the top of the garden by means of a bend to the left until the Knight Garden (I) which is located at culmination of the first axis. To access this garden you have to climb the stairs with ramps successive curves that intersect on a terrace built over a small circular room. The garden is characterized by low hedges at the center there is a fountain with a cherub called Fountain of the Apes for the presence of three monkeys in bronze at the base of the fountain. It ‘a building called the Knight Casino which now houses the Museum of Ceramics. Originally, this building was used by Cardinal Leopoldo de ‘Medici to the artistic and literary conversations and then the Lorena used it as a venue for summer celebrations. Below the Knight Garden there is a storage for water called trout. Depart from this store all the pipes for irrigation of the garden.

statua-dellabbondanza
Statue Abundance

Once descended on the right is the statue of Abundance, designed by Giambologna as a model in wax and then realized by his pupil Pietro Tacca in 1636. Giambologna gave the appearance of the statue of Joan of Austria, wife of Francesco I de ‘Medici . From this location you can enjoy a splendid view.

fontana-di-nettuno
Fountain of Neptune

Going down to the Palazzo Pitti on the axis you get to the Pool of Neptune (H) at whose center stands the Fountain of Neptune, the sea god who emerges from a rocky outcrop also host nymphs and newts. The statue is the sculptor Stoldo Lorenzi and the fiorentinacci have dubbed the “fork fountain” because the contested trident of Neptune. The grass terraces around the fountain reproduce the shape of the amphitheater below.

koffeehouse
kaffeehaus

From Neptune Fountain bends to the right until you reach the Kaffeehaus (D) building in rococo style with a characteristic green tint pastel. Its realization is due to Lorena. It is an eighteenth-century tower with windows and terraces marked by a string course by Zanobi del Rosso of 1776. A style reminiscent of Turkey, very fashionable at the time, building used to enjoy a good coffee, a tea or a hot chocolate. The structure now houses a bar and it is a beautiful scenic spot. The building faces a meadow called Ganymede lawn at the center is the fountain of Ganymede. Going beyond the Kaffeehaus to the entrance of the Belvedere Fortress (E).

grotticina-della-madama
Grotto of Madama

Always on the right (down) the first axis is the Garden Madama where there is the Madama Grotticina decorated with sponges, stalactites and a spa surmounted by four statues of goats in water gushed origin. A little further down below the garden of Jupiter by Jupiter seated statue, work of Baccio Bandinelli, 1556.

anfiteatro
Amphitheater

Recommend returning centrally along the first axis to get the Amphitheatre (F) shaped cavallonel iron center of which is an Egyptian obelisk. The obelisk was brought to Rome in the Villa Medici from Egypt in 30 BC and then from Rome to Florence on the orders of Grand Duke Peter Leopold. The base presents bronze turtles of the late eighteenth century made by Gaspare Paoletti and hot granite comes from the Terme di Caracalla and transported to Florence in 1841. The amphitheater terraced origin with evergreen groves was changed in 1599 making the surmounted by tiers niches containing marble statues and terracotta urns. Interesting to know is that originally the amphitheater area was a quarry where they brought out the “pietra forte” which was built Palazzo Pitti.

palazzina-della-meridiana
Apartment house Meridiana

Going down to the left you come to a square where there is the Palazzina della Meridiana (S). This building was very much loved by the various rulers for being secluded. It is a neoclassical building started in 1778 under the Grand Duke Peter Leopold of Lorraine and designed by Gaspare Maria Paoletti. Between 1822 and 1840 Pasquale Poccianti built the facade at noon and the body of the building with the ball room. It was restored in 1971. Today the Palazzina della Meridiana is home to the Costume Gallery and Collection Contini Bonacossi.

grotta-del-buontalenti
Cave Buontalenti

Returning to the Palazzo Pitti back continue over the lane exit that descends and then bends to 180 ° right to bring us back to the Palace. Once at the bottom and turning right is the avenue where the bottom is located the Cave of Buontalenti (B). Looking up to the left is the Vasari Corridor that connects the Palazzo Pitti and Palazzo Vecchio rising above the rooftops of Florence and Ponte Vecchio. The Grotta del Buontalenti was begun by Vasari but the real construction is due to Bernardo Buontalenti. built between 1583 and 1593 is now a beautiful finest works contained in the Boboli Gardens. The cave is a masterpiece of architecture and melts between their architecture, painting and sculpture. There are three rooms.

grotta-del-buontalenti-1-stanza
first room

The first room is done by creating sponges, stalactites, stucco anthropomorphic and zoomorphic made by Peter Mati so that look like real rock walls. The paintings were done by hand Bernardino Poccetti and represent pastoral scenes to give the illusion of a natural cave where shepherds and animals could flee. A fountain in the center of the room consists of a rock oozing water on the sides and the vascha to collect it. The angles of the first room are the famous four Prisoners by Michelangelo, today replaced by copies and the originals preserved in the Galleria dell’Accademia in Florence. In the 90’s they were made on the occasion of the restorations and were found a number of earthenware grooves running along the walls and the ceiling from which to dripping water to achieve a real cave effect.

grotta-del-buontalenti-3-stanza
third room
grotta-del-buontalenti-2-stanza
second room

In the second room there is the marble group of Paris who kidnaps Elena by Vincenzo Rossi da Fiesole and in the third room, considered secret because not easily visible to the eye of the tourist, there is the Venus emerging from the bath surrounded by satyrs the spray water on him, a work of Giambologna.

Walking toward the exit of the Palazzo Pitti, one last fountain called Fontana del Bacchino (A) that has a grotesque, an art fashionable in the period between the sixteenth and seventeenth centuries. This is a statue by Valerio Cioli in 1560 depicting one of the five dwarfs present at the court of Cosimo I, naked and riding a turtle. This is the Dwarf Morgante became famous as portrait several times to pay homage to Cosimo I. The Florentines guys have always mocked the dwarf calling it “buddha” and rascals put a chewing gum to the nozzle of the fountain (the mouth of the turtle) shouting satisfied “Now no buddha more»

Jacopo Cioni

www.florencecity.it


 

 


Firenze: Giardini di Boboli was last modified: maggio 10th, 2017 by Jacopo Cioni

CC BY-NC-SA 4.0 Firenze: Giardini di Boboli by Jacopo Cioni is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International License.

1 COMMENT

  1. Permettetemi di esprimere le mie congratulazioni a Ser Jacopone da Cioni, di antica origine fiorentina.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here