FASCISTA! di Enrico Furia

National_Fascist_Party

Fascista!”

Questa è l’offesa che di solito si lancia nella politica italiana ad un avversario politico che si vuol denigrare.

Il termine “avversario” lascia già intendere che ci si sente più in ambiente calcistico che politico, ma andiamo oltre. Il “sedicente” democratico non riesce neppure minimamente a capire il significato del termine, ma se ne riempie la bocca. Totò, in una sua brillantissima battuta, afferma: “…e, siccome io sono democratico, si fa come dico io”. Totò, il più grande politologo di questo squassato paese.

Con l’avvento della Repubblica Italiana, la definizione “antifascista” compare in qualsiasi affermazione, dalla Costituzione al più misero statuto di una qualsiasi entità associativa. Quando ero ancora un ragazzino, papà, quando gli chiesi che significava “antifascista”, m’indicò tutte quelle persone di nostra conoscenza accomunate con il potere, che erano state fasciste ed avevano rinnegato solo per avere un favore, un privilegio, un posto, dalla nuova classe al potere. Essere antifascista significava scegliere il fascismo come capo espiatorio delle proprie malefatte e giurare di combatterlo a qualsiasi costo. Nessuno era intenzionato a combattere le proprie malefatte; ognuno sceglieva un capro espiatorio e gli si accaniva contro. I comunisti si accanivano contro i fascisti; i demoni-cristiani contro i comunisti e contro (ovviamente) i fascisti, e tutti si accanivano contro l’imprenditoria privata, perché contro quella non si poteva rubare, e tutti acclamavano l’imprenditoria pubblica fonte di ruberie, privilegi e compromessi.

Oggi non è cambiato quasi niente, tranne il fatto che l’imprenditoria privata è divisa in due grandi settori: la piccola-media impresa, mortificata dallo stato-padrone; la multinazionale che mortifica lo stato-padrone.

Il cittadino? E’ un suddito di un tiranno idiota. Non conta niente e non vuol contare niente. Vuole solo privilegi, insulsi o lucrosi non importa, purché siano un privilegio.

Come si può essere democratici in questo contesto sociale dove gli elettori sono ancor più idioti degli eletti? La democrazia è un potere espresso da gente di pari dignità e cultura dove non è necessario eleggere per nominare qualcuno qualcosa; basta sceglierne uno a caso, se siamo tutti uguali, altrimenti bisogna attribuire ad ognuno un peso diverso nell’azione politica (plurivoto, o potere di grande elettore).

Ora, se la democrazia è quella che lo scrivente si trova tutti i giorni sotto gli occhi, allora preferisce il fascismo, perché questo almeno non rubava ai cittadini, ed ha combattuto la corruzione esistente a quel tempo. Lo scrivente non è fascista, perché è ben più oltre dell’anarchia: è “anacratico”, ma di questo parleremo in prossimi articoli.

Enrico Furia

 


 

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