Europa: dittatura della finanza, abolizione delle costituzioni.

Mario_Draghi_World_Economic_Forum_2013

Il protagonismo di Draghi diventa sempre più preponderante, egli stesso dice: ”non voglio e non posso credere che gli inglesi votino per uscire dall’Unione Europea”. Ed aggiunge che se ciò avvenisse, gli inglesi perderebbero i vantaggi che sono legati al mercato unico.

Detta così sembra quasi una minaccia del tipo “Pensaci bene, Giacomino”, a dimostrazione del fatto che l’Europa si fonda sulla finanza, sui mercati, sulle banche. Non è nemmeno un caso che ci siano divergenze con la stessa Germania alla quale Draghi ha ripetutto che la BCE non obbedisce certo alla politica, ma alle leggi di mercato. In fondo tutto questo affare nel predicare la necessità di riforme strutturali cos’è se non il tentativo di sostituire le Costituzioni, con la nuova carta della finanza? Da quando poi Draghi ha varato il QE per acquistare senza limiti i titoli di statodei paesi europei, è chiaro che tutto questo si risolverà nello strangolamento di tutte quelle politiche sociali che verranno abolite in un solo colpo per risanare i debiti che crescono a dismisura. Debiti che dovranno essere restituiti con tanto d’interessi, trasformando i crediti in una specie di bomba che travolgerà qualsiasi formazione istituzionale come l’abbiamo fin’ora conosciuta. Il Debito in pratica diventa una specie di nodo scorsoio intorno al collo delle popolazioni che hanno perso tutto e sono diventate schiave di un nuovo ordine mondiale in cui si lavora per lasciare la ricchezza in mano a pochi e trasformare gli individui in sudditi. In questi anni in cui aspettavamo un benessere che tarda ad arrivare, ci siamo accorti che sono cresciute le diseguaglianze. Non abbiamo più accesso alla sanità pubblica, quando la costituzione prevede che ogni cittadino ha diritto alle cure; al giorno d’oggi, ormai chi ha soldi si cura, chi no si stende e muore. Ci stanno negando anche l’accesso al cibo, con prodotti pregiati appannaggio dei ricchi e schifezze varie per i poveri, per non parlare delle pensioni, che presto saranno eliminate. Ma perché la questione verte sulle pensioni? La risposta è quantomai semplice. Una volta che si sono fatte le speculazioni in borsa e si è perso tutto, ovviamente saranno i cittadini a dover ripianare il buco mediante truffe legalizzate che chiamano decreti e provvedimenti di legge. Eppure l’America vuole questa Unione Europea, specie ora che dovrà vararare il TTIP e quindi inondare i nostri supermercati di carne agli ormoni, o polli lavati con la varechina. In nome del risparmio i poveri compreranno sui banchi dei discount questi prodotti velenosi, mentre i ricchi dal palato fine potranno ricorrere a cibo pregiato. Nonostante l’Italia sia sempre stata al primo posto per la produzione di olio, pasta, prodotti ortofrutticoli con la scusa di questa Europa si privilegiano pomodori della Cina, latte dalla Lituania, pasta con gli insetti, per mettere un limite che penalizza la nostra produzione ed incentivare altri stati come la Tunisia. Dobbiamo acquistare olio tunisino per aiutare quella realtà, ma le nostre olive che fine fanno e soprattutto come viene prodotto l’olio tunisino rispetto a quello italiano?

Sembra chiaro che dalla crisi non si voglia uscire e se metti al governo comitati d’affari che lavorano per le multinazionali il gioco è fatto. A guadagnarci sono i luogotenenti di turno che da nominati si danno un gran da fare per accontentare i mercati a discapito del nostro essere cittadini e come tali essere tutelati. Questa Europa è il più grande bluff di tutti i tempi, ed i guru che spostano soldi ed agiscono al vertice sanno benissimo che i popoli sono diventati ostaggio di questo insensato meccanismo che sta producendo disoccupazione, perdita di lavoro e di ogni diritto fin’ora conquistato con il sangue. D’altronde lo stesso Tsipras, per avere un’altra tranche di prestiti, ha di nuovo messo le mani sulla sanità per requisire soldi e la stessa cosa è prevista per le pensioni che deve sfoltire ulteriormente, compresi gli assegni minimi previdenziali che dovranno essere aboliti per far cassa. Da noi intanto si parte come era stato fatto in Grecia: la bolletta della tv da pagare con quella elettrica, per raschiare soldi e farci sentire ancora più pezzenti di quello che siamo. Una cosa è chiara. Si tratta di misure che in ogni stato si devono attuare per cancellare diritti e doveri e Costituzione e lasciare la grande finanza dispiegare le ali per governare il mondo.

Antonella Policastrese


[team_manager category=’external_colloborators’ orderby=’menu_order’ limit=” post__in=’8712′ exclude=” layout=’grid’ image_layout=’rounded’ image_size=’thumbnail’]

Antonella Policastrese
Antonella Policastresehttp://blogdiantonella.altervista.org
1995-1999 Redattrice della redazione giornalistica, con contratto di collaborazione libero-professionale presso “Radio Tele International” (R.T.I S.a.s) di Crotone. 1997-1998 Docente di Storia del Giornalismo nei corsi di formazione istituiti dalla Regione Calabria e svolti dall’Associazione “San Filippo Neri” O.n.l.u.s di Crotone. 1985-2000 Collaboratrice, con contratti di prestazione d’opera, presso le seguenti testate giornalistiche: “Calabria” mensile del Consiglio regionale della Calabria “Il Crotonese” trisettimanale di informazione della provincia di Crotone “Gazzetta del Sud” quotidiano di informazione della Calabria “Il Quotidiano” quotidiano di informazione regionale della Calabria. Apprezzate e recenzite inchieste giornalistiche televisive e a mezzo stampa per le testate per le quali ha collaborato e collabora. Suoi articoli e dossier sono stati riportati e menzionati da quotidiani e periodici di tiratura nazionale, quali Il Giorno, Stop, Raitre Regione e molti altri. Autrice inoltre di novelle e racconti. Articoli

Latest articles

Related articles

1 Comment

Leave a reply

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.