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Esercizi mnemonici

 Il livello medio di comprensione delle cose, nelle popolazioni occidentali (e non solo…), è incredibilmente basso e naturalmente l’universo mediatico fa di tutto per abbassarlo ancora. Il totalitarismo, nella sua variante più moderna, quella democratica, ha bisogno di un pubblico ignorante e immemore.
       Dell’ignoranza, non mi occuperò qui. Della mancanza di memoria, vorrei rimandare ai fantasmagorici peana che vennero levati un po’ da tutti quando divenne presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il primo presidente nero (e probabilmente kenyota), l’uomo che avrebbe dovuto rovesciare l’America come un calzino, riparare tutti i torti e le ingiustizie, e mettere le cose a posto.
       Se raccontassi queste cose alla mia nipotina Aurora, di soli otto anni e mezzo ma intelligente e acculturata, mi guarderebbe come un cretino, come un adulto saccente che le racconta una favoletta per bambini scemi, quella cui un bambino intelligente non vuole né può credere.
       Agli stolti del mondo, sprofondati nella loro crassa e soddisfatta ignoranza, certe favolette invece piacciono, e vi si pascono gioiosi. Oggi, a otto anni di distanza, Obama esce di scena come uno delle più modeste figure politiche della storia recente degli USA (dove già i giganti, quelli veri, non abbondano, per usare un eufemismo…), disprezzato da tutti quelli che gli eresseri monumenti quando faceva loro comodo erigerglieli.
       Dei due sfidanti, uno appartiene all'”impero del Bene” (Hillary Clinton), ma ha più scheletri nell’armadio di Jack lo squartatore. L’altro, Donald Trump, è stato iscritto a forza all'”impero del Male”, e trattato di conseguenza, come è tipico dei Paesi democratici, dove i media, gli opinion leader e l’alta finanza non interferiscono in alcun modo nella formazione dell’opinione pubblica e, se lo fanno, naturalmente è per il bene della medesima, stante la loro naturale imparzialità e terzietà…
       Essendo avanti con gli anni, ricordo bene il trattamento riservato per parecchio tempo al candidato repubblicano alla presidenza, Ronald Reagan (rigorosamente pronunciato “Rigan”, a dimostrazione di quanto i media nostrani approfondiscano le tematiche di politica estera – e anche quelle sportive, pensate al profluvio di “Maicol” Schumacher, quando ancora non era stato vittima di un tragico incidente), a lungo considerato di “estrema destra” quando non “parafascista”.
Questa è l’informazione che passa il convento. Non uno degli utenti – e pochissimi dei colleghi – che glielo rinfaccino. A dimostrazione che la memoria può essere corta e l’interesse lungo, lunghissimo, interminabile…
Piero Visani
http://derteufel50.blogspot.de

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