Quando gli Apuani uccisero 4000 Romani in un epica battaglia nei pressi di Castiglione…

Abbiamo sempre glorificato le imprese dell’antica Roma,abbiamo sempre sbavato per i 300 eroi spartani e abbiamo sempre sobbalzato sulla poltrona per le epiche gesta di Brad Pitt in Troy. Ma è arrivato il momento della nostra rivincita. Ricordiamo la grandezza dei nostri antichi avi, i nostri diretti discendenti,i Liguri Apuani antichi abitanti della Garfagnana popolo che gli stessi Romani descrivono come fiero e sobrio dotato di robustezza e resistenza alla fatica .

apuano

Disegno di un tipico guerriero Apuano

 

Diamo loro la sua pagina di gloria nella storia; ma prima è bene fare un po’ di antefatto.Dal III secolo a.C questo fiero popolo si oppose all’espansionismo romano, prima,fu alleato con i Cartaginesi, (seconda guerra punica) poi dopo la sconfitta di Annibale i Liguri-Apuani decisero coraggiosamente di andare da soli contro la potente Roma attaccando a sorpresa il presidio romano di Pisa nel 193 a.C, iniziò così con quella battaglia un lungo periodo di guerra che ebbe il suo culmine per gli Apuani proprio nel 186 a.C, infatti quest’anno (2016) ricorrono i 2202 anni dell’epica battaglia del Marcione (località nei pressi di Castiglione Garfagnana) dove gli Apuani sconfissero la legione romana del console Quinto Marcio Filippo (dal nome del console il probabile nome della località). Era il 186 a.C come detto,fu l’anno di gloria per gli Apuani che riuscirono a battere i Romani in un imboscata quando i legionari furono attirati e sconfitti nella stretta gola che si trova fra la Pieve e Castiglione.

Tito Livio raccontò le epiche gesta degli Apuani
Così la descrive Tito Livio (storico romano autore):
…partì per primo Quinto Marcio per raggiungere il territorio degli Apuani.Mentre li inseguiva addentrandosi in gole nascoste …finì con l’essere circondato in una posizione sfavorevole .Furono uccisi quattromila soldati …”.
Nella cruentissima battaglia come letto,persero la vita più di 4000 romani. Si racconta in altri documenti che il console Quinto Marcio perì in questa battaglia, ma non è sicuro,comunque sia questo episodio fu il preludio della tragedia finale, gli Apuani mai scesero a compromessi con Roma  e di li a poco furono spazzati via e deportati in varie parti d’Italia in particolare nel Sannio (il territorio del Sannio era in massima parte nella zona appenninica fra l’Abruzzo, il Molise, la Campania,la Lucania e la Puglia). Per concludere voglio ricordare ancora le parole di  Tito Livio a dimostrazione della forza terribile dimostrata dagli Apuani in quella battaglia che  scrisse:
 “Si stancarono prima gli Apuani di inseguire che i romani di fuggire”
Alla facciaccia dei 300 spartani…

di Paolo Marzi

http://paolomarzi.blogspot.de


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Paolo Marzi
Mi chiamo Paolo Marzi sono nato a Barga il 2 settembre del 1971, sono sposato ho due belle figlie e vivo da sempre in Mologno, un piccolissimo paese nel comune di Barga nella Valle del Serchio. Il mio paese è una “terra di confine” solamente un chilometro (nemmeno) e un ponte (il ponte di Gallicano) mi divide dalla Garfagnana (così come geografia dice) Oltre al mio paese sono legato molto a Gallicano, il luogo dove è nata la mia mamma e dove ho vissuto la mia bella infanzia. Non ho diplomi ne tanto meno lauree,ho solo la grande passione per lo scrivere e per la Storia, in particolare della Nostra Storia, la storia della nostra valle, della nostra Garfagnana.Questa passione mi porta a fare continue ricerche,verifiche,visite,viaggi e foto. Tutto questo materiale ho cercato di raccoglierlo in questo blog,nella speranza che possa diventare un punto di riferimento per tutti quelli che vogliono informarsi su tutto quello che era il nostro passato. Partecipo poi con il comune di Gallicano nell’organizzazione di eventi storico-culturali (l’ultimo in ordine di tempo “La Grande Guerra, storia e memoria del fronte alpino”). Faccio poi parte dell’istituto storico lucchese e collaboro con i miei articoli su “Il Giornale di Castelnuovo Garfagnana” e sulla testata on line “Lo Schermo”,inoltre ho contribuito con testi e foto alla bellissima opera “I luoghi del cuore”(un componimento fotografico e scritto sui luoghi più suggestivi di Lucca e la lucchesia), pubblicazione a dispense sul quotidiano “Il Tirreno”,in più sono uno dei vicepresidenti dell’Associazione culturale gallicanese “L’Aringo”, che ci ha visti uscire nel 2015 con una nuova pubblicazione trimestrale.Questo nuovo giornale si chiama anch’esso “L’Aringo” e si occuperà di storia, tradizioni e cultura e sarà il primo giornale ufficiale nel comune di Gallicano e mi vedrà oltre che “giornalista” anche nel comitato di redazione,mi occuperò della sezione storica.Da aggiungere che le mie ricerche storiche effettuate sul canale irrigatorio Francesco V di Gallicano, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, rivolte alla Sopraintendenza della Belle Arti, hanno contribuito al finanziamento per restaurare la bellissima opera dell’architetto Nottolini. @ Articoli

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