Elezioni amministrative:dai partiti ai comitati d’affare

di Antonella Policastrese

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La vita politica di questo Paese si è fortemente inquinata. Sono i fatti a parlare e si ha sempre più chiara la sensazione che ormai i partiti siano solo comitati d’affari. Ci si mette insieme per occupare le poltrone più ambite, non certo per sanare situazioni di degrado umano. Bertolaso ha ritirato la sua candidatura e Berlusconi con i “berlusca boys” sono confluiti nella lista di Marchini per appoggiare un candidato di bella presenza, non certo molto spedito nel parlare per la sua balbuzie, che per quanto mascherata fa ridere chi gli presta attento orecchio.

Verrebbe da dire che con Marchini inizia l’era dei Tartaglioni in politica, segno che i tempi sono cambiati e che servono solo candidati di bandiera per portare avanti i propri affari. Anche a Cosenza Presta ha ritirato la sua di candidatura. Il manager dei VIP forse avrà capito che in certi discorsi è meglio non immischiarsi se si vuole mantenere un minimo di decoro professionale. Certo è che la dissoluzione dei partiti non solo ha fatto fuori il pluralismo, ma ha cambiato un metodo e legittimato altre priorità. Un tempo si discuteva sui programmi, ci si confrontava aspramente. Oggi ci si incontra, si traccia una linea alla luce di interessi di natura economica, non per perseguire il Bene Comune. D’altronde con la Riforma Costituzionale che ha visto in azione un grande “padre costituente” qual è Verdini, tra laltro plurindagato, la vita istituzionale sta letteralmente scivolando nel baratro.

Si parla sempre di più di accorpare i piccoli comuni e le province non si capisce bene cosa siano diventate. Per il momento l’unica cosa abolita è stato il voto per eleggere il Presidente della Provincia, ruolo ricoperto da un sindaco del capoluogo scelto tra una rosa di altri sindaci. Per non parlare del Senato, ridotto a circolo ricreativo dove andranno a sedere magari consiglieri indagati, che potranno sfuggire alle grinfie della giustizia in virtù della loro carica. Sarà questo che allontana l’elettorato stanco e deluso dal voto? Certamente sì, poiché le campagne elettorali presuppongono una sensibilizzazione che, per invogliare al voto, si fa forte di qualche busta di spesa o, in realtà più piccole, di una carta da dieci euro da regalare agli elettori. D’altronde la confusione è veramente grande e chi non ha niente si accontenta degli spicci e di poca roba.

Un tempo di grande c’era solo l’attesa . C’era partecipazione, c’erano ideali in gioco. La Destra era Destra, la Sinistra era Sinistra, e non ci potevano essere apparentamenti con chi rimaneva lontano da ideali politici. I partiti avevano la funzione di rappresentare il proprio elettorato, non era come oggi che ci si sveglia una mattina e chi occupa i palazzi indice riunioni nelle segrete stanze per cercare apparentamenti che possono essere garanzia per gli affari che interessano i vari esponenti. D’altronde che la situazione si sia incacrenita lo dimostra la notizia odierna di un incontro tra una delegazione di ala guidata da Verdini e rappresentanti del PD, per poter vagliare una serie di provvedimenti da varare alla Camera ed al Senato. In pratica la maggioranza di Governo si è arricchita di un uomo di grande spessore morale, come Verdini e nessuno se n’è accorto, né il patto di alleanza è stato ratificato. A voler spaccare il capello in quattro, c’è da chiedersi se un simile modus agendi non sia figlio di quella corruzione di cui tutti parlano, che a parole si vuole arginare ma che nei fatti è qualcosa di molto diverso.

Per ritornare a monte, in fondo questi apparentamenti i loro frutti li danno eccome. Berlusconi che tanto stima Renzi si butterebbe nel fuoco per far vincere il candidato renziano a Roma e confluisce pertanto nella lista di Marchini, gli permette di salvare capre e cavoli per mantenere la faccia. Quindi tra patti del Nazareno e accoppiamenti, i comitati d’affari sono salvi, le oscure trame di uomini che prendono decisioni sulle nostre teste non scalfite e noi burattini sulla scena lasciamo che i nostri destini si compiano altrove.


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Antonella Policastrese
Antonella Policastresehttp://blogdiantonella.altervista.org
1995-1999 Redattrice della redazione giornalistica, con contratto di collaborazione libero-professionale presso “Radio Tele International” (R.T.I S.a.s) di Crotone. 1997-1998 Docente di Storia del Giornalismo nei corsi di formazione istituiti dalla Regione Calabria e svolti dall’Associazione “San Filippo Neri” O.n.l.u.s di Crotone. 1985-2000 Collaboratrice, con contratti di prestazione d’opera, presso le seguenti testate giornalistiche: “Calabria” mensile del Consiglio regionale della Calabria “Il Crotonese” trisettimanale di informazione della provincia di Crotone “Gazzetta del Sud” quotidiano di informazione della Calabria “Il Quotidiano” quotidiano di informazione regionale della Calabria. Apprezzate e recenzite inchieste giornalistiche televisive e a mezzo stampa per le testate per le quali ha collaborato e collabora. Suoi articoli e dossier sono stati riportati e menzionati da quotidiani e periodici di tiratura nazionale, quali Il Giorno, Stop, Raitre Regione e molti altri. Autrice inoltre di novelle e racconti. Articoli

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