ELEZIONI AMERICANE: ennesima farsa sulla democrazia.

Lo Show business delle elezioni americane si è concluso per l’ennesima volta allo stesso modo. Due sedicenti candidati gonfiati di soldi dai loro sponsor, dopo aver scorrazzato per l’intero territorio americano a spendere i soldi ricevuti, si sono trovati davanti al “redde rationem” delle votazioni ed ha vinto ancora Obama, un personaggio che nella sua vita non ha mai dato prova di niente di rilevante, ma che è stato nominato e fatto votare da una classe finanziaria che ora da lui si aspetta che rispetti gli impegni concordati per la sua rielezione.

Ma quello che è ancora più ridicolo è che gli stessi finanziatori di Obama hanno finanziato anche Romney, tanto per essere sicure di non perdere in nessun caso.

Nessun Mr. Joe Black, o Mrs. Eunice Rosental, ad es. ha potuto partecipare alla competizione elettorale (come Democrazia vuole) perché queste cose non possono essere aperte a chiunque, ma solo a personaggi che accettano le regole della plutocrazia.

Il nuovo Presidente americano non è stato eletto neanche da una maggioranza di cittadini (come Democrazia vuole) ma da una sparuta minoranza che non si avvicina neanche al 15% degli aventi diritto al voto.

Come dire: negli USA la partecipazione al voto è “Cosa nostra” di quanti possono impegnare le loro risorse (false) finanziarie per eleggere “Chi sa stare al gioco”.

E pensare che il Presidente Bush Jr., nella sua mente criminale, voleva esportare la democrazia americana in Iraq e molti altri criminali (compresi tanti membri U.E) hanno accettato la sua lurida farsa solo per impossessarsi del petrolio iraqeno.

E’ vero, il mondo è sempre comandato dal potente, quindi nessuna “democrazia reale” è possibile, ma nell’antica Repubblica di Roma, quando la “Res Publica” era fortemente in pericolo, il Senato nominava un “dictator con pieni poteri”, che certamente non era un fesso e che sempre è riuscito nel suo intento. Il più famoso tra loro è stato Furius Camillus della “Gens Furia” nominato dittatore ben quattro volte e che per il suo elevato senso civico e per le sue capacità è stato definito “Secondo fondatore” della città.

Oggi il mondo si trova fortemente in pericolo proprio perché la Democrazia “va a farfalle” e lo Stato più potente del mondo, gli USA, invece di puntare su personaggi competenti e con elevato spirito civico, punta su personaggi che sappiano stare al gioco della plutocrazia.

Plutocrazia, questo termine mi ricorda tanto l’azione di un certo Benito, uomo potente e l’unico del suo tempo capace di prendere in mano la situazione e ricostruire uno Stato allo sbaraglio dopo il ritiro dei Socialisti sull’Aventino.

Il buon “Ben”, come lo chiamarono gli Americani, sapeva benissimo che la Democrazia era solo una finzione ed eliminò i “ludi cartacei”. Il buon “Ben” è stato l’unico ad aiutare i Tedeschi massacrati dalla più grande inflazione monetaria di tutti i tempi (quella degli anni 1920) e a fare scuola ad Hitler per contrastare la plutocrazia Angloamericana. La sua sfortuna fu che Hitler (mente malata o piena di paure, come quella di tanti Imperatori Romani) da allievo sale in cattedra per diventare maestro e pretende di dettare le sue regole al mondo, “Ben” incluso. La fine fu la più grande sciagura umana che il mondo dovette sopportare.

Oggi non siamo distanti da quel tragico epilogo, con una sola sostanziale differenza: mentre Hitler aveva da solo tutto il potere della forza tedesca (quindi, uccidendo lui si uccideva il suo regime) oggi il potere della forza americana è in mano ad una pletora di finanzieri che possono scrivere documenti di credito (fasulli) a loro piacimento e con essi dominare il mondo. Non è sufficiente eliminarne uno per eliminare questa infamità, ma bisogna eliminarli tutti in un colpo, o abolire l’infame sistema finanziario corrente.

 

E.F.

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