DUE FAVOLE DI ESOPO

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Uno scultore aveva scolpito un Ermes di legno e lìaveva portato in piazza per venderlo. Siccome nessuno si faceva avanti, l’artista allora, per attrarre compratori, annunciò a gran voce che vendeva un dio generoso, dispensatore di benefici e di guadagni. Un tale che si trovava a passare gli chiese: “Perchè lo vendi e non prendi tu i suoi favori?”. Lo scultore rispose: “Il fatto è che io ho bisogno di aiuto immediato e lui i guadagni è abituato a darli con suo comodo”.
La favola è scritta per uomini avidi e sfacciati che non riapettano nemmeno gli dei.

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Esopo, il famosissimo scrittore di favole, entrò un giorno in un cantiere e gli operai incominciarono a prenderlo in giro. Allora lo scrittore cominciò a raccontare: “Una volta c’erano soltanto caos e acqua. Zeus, signore degli dei, volle creare un elemento nuovo sulla terra w pweciò consigliò a questa di ingoiare con pochi sorsi il mare. La terra incominciò l’opera e col primo sorso fece comparire le montagne; col secondo fece comparire le pianure. Adesso, il giorno che si deciderà ad ingoiare l’acua per la terza volta, tutta la vostra arte di costruire non servirà più a niente.
La favola insegna che, a prendere in giro uomini arguti, ci si deve aspettare risposte pungenti.

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