Dove si fanno piu’ docce

Il tema dei consumi idrici da una parte e, d’altro canto, quello dell’igiene personale sono strettamente legati. In molti, ad esempio, hanno parlato dello spreco quotidiano di enormi quantità di acqua potabile in molti paesi occidentali e alla carenza di risorse idriche che causa milioni e milioni di morti ogni anno.

Nel tentativo di fornire un contributo per la soluzione di questo problema e fare chiarezza sul problema “sprechi” legati all’igiene personale, diverse ricerche hanno analizzato i dati relativi ai consumi di acqua potabile. E le sorprese non sono mancate.

A cominciare dai risultati della ricerca condotta dalla rivista americana The Atlantic, analizzando i dati di sedici macroaree. Stando ai “numeri” raccolti dai ricercatori, ci si laverebbe di più nei paesi poveri che in quelli ricchi: il paese in cui si fanno più docce è il Brasile (quasi 12 a settimana), seguito da Colombia, Messico, Medio Oriente, Indonesia e India. analizzando i dati pare che esista un legame anomalo tra igiene personale e ambiente: nei paesi dove le strade sono più pulite e acqua e sapone sono sempre a disposizione, ci si lava meno (negli Stati Uniti, in Europa occidentale, in Russia e in Giappone si fanno meno di 5 docce alla settimana). Dove, invece, le strade sono sporche e mancano le infrastrutture per l’acqua, ci si lava di più (in India, ad esempio, anche chi vive per strada non rinuncia alle proprie abluzioni insaponandosi e risciacquandosi nelle fontane pubbliche, anche nei più freddi giorni invernali.

Anche un altro mito di questo fenomeno è stato sfatato: tra uomini e donne sono i primi che si lavano di più (gli uomini che fanno la doccia più di una volta al giorno sono tre volte di più delle donne).

Di diverso parere i ricercatori dell’Icm Research che hanno effettuato una ricerca analoga su Brasile, Cina, Francia, Germania, Sudafrica, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti. Secondo loro sono le donne a trascorrere più tempo in bagno (73,39 minuti al giorno contro la media maschile di 67,08).

Anche un’indagine di Euromonitor ha voluto approfondire la questione: i dati basati su un campione di 6.600 persone tra i 15 e i 64 anni e relativi a Europa, Stati Uniti e Asia ha messo in luce grandi differenze geografiche. Si va dalle quasi 12 docce a settimana del Brasile alle 4,5 volte a settimana di Cina, Regno Unito, Giappone e Germania. In Russia si fa la doccia mediamente una volta al giorno (6 a settimana), e così in Turchia (6,1), negli USA, in Spagna e in Francia (6,3). In Medio Oriente sono ben 8 le docce che mediamente vengono fatte ogni settimana e praticamente le stesse in Australia (7,9), nonostante i gravi problemi di qualità delle acque e di siccità in quei paesi. in cima alla classifica si confermano Colombia (quasi 10 docce a settimana) e Brasile (con quasi 2 docce al giorno).

Come mai queste differenze? E poi, le anomalie sono corrette o sono frutto di errori di valutaizone? Cos’è che spinge una persona a lavarsi di più o di meno? Alcuni sostengono che parte di queste abitudini siano influenzate dal marketing. Spesso “apparire” puliti e profumati è più importante che esserlo. Già anni fa un’indagine Sca condotta in 9 Paesi di 4 continenti aveva evidenziato per il 70% delle donne era importante adoperare il profumo (contro il 51%degli uomini). In molti paesi, poi, esiste un forte legame tra rapporti sociali e i lavaggi. Se da un lato è vero che “lavarsi in compagnia” è una pratica diffusa da secoli, dall’altro è anche vero che in alcuni paesi questa abitudine è diventata una fissazione: basti pensare alla sauna finlandese (comune a Russia e Asia centrale), o ai ai bagni bollenti collettivi in Corea e Giappone. O ai bagni in turchia e in molti paesi arabi.

C’è stato anche chi ha scritto un libro sull’abitudine di lavarsi legata allo sviluppo culturale: Lawrence Wright ritiene che questa “cultura” come molte altre sia da far risalire agli antichi minoici di 3500 anni fa. L’ennesima conferma del ruolo della Grecia sulla civiltà moderna. Ma questo a chi governa il mondo sembra interessare poco (a parte, ovviamente, per quanto riguarda la vendita di saponi).

C.Alessandro Mauceri


C. Alessandro Mauceri
C. Alessandro Mauceri
Da oltre trent’anni si occupa di problematiche legate all’ambiente e allo sviluppo sostenibile, nonché di internazionalizzazione. È autore di diversi libri, tra cui Moneta Mortale e Finta democrazia. Le sue ricerche e i suoi articoli sono pubblicati su numerosi giornali, in Italia e all’estero. Articoli

Latest articles

Related articles

Leave a reply

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.