DALLA MORTE NERA ALLE ALTRE DECIMAZIONI

Epidemie, guerre, catastrofi naturali sono gli episodi che hanno finora causato la decimazione della popolazione mondiale.

Dall’XI secolo a.C. il Mediterraneo fioriva sotto la civiltà Egiziana, Fenicia, Persiana ed Ellenica, fino alla decimazione delle guerre del Peloponneso e delle pestilenze del V secolo a.C.

Dal III all’VIII secolo d.C. la popolazione dell’area europea passò da 44 milioni a 22 milioni ca. a causa delle invasioni barbariche e della peste del 541-44.

La terribile peste del 1348, detta “morte nera”, elevò il tasso di mortalità di oltre dieci volte. In Europa morirono almeno 25 milioni di persone in due anni (le pestilenze durarono altri due secoli).

La conquista delle Americhe fu un genocidio. Gli indiani passarono da 5 milioni a 600 mila dal 1500 al 1900. Gli indios del Messico da 6 milioni nel 1548 a 1 milione nel 1605.

In Irlanda, nel 1846, un parassita colpì le patate causando un milione di morti per fame, e 3 milioni di emigrati, su una popolazione totale di 8 milioni di Irlandesi.

Oggi si contano 11 nuove infezioni del virus HIV al minuto; i morti nel 1998 sono stati circa 2 milioni e 500 mila.

Fra non molto, l’esplosione della prossima bolla finanziaria (Cfr. J.K. Galbraith, Breve storia della euforia finanziaria) potrebbe provocare nel mondo circa 3 miliardi e 500 milioni di morti per suicidi, fame, sete, conseguenti pestilenze, omicidi, infezioni virali, pazzie, infarti, e tant’altro, se non interveniamo subito con le dovute riforme strutturali del sistema finanziario. Il mondo non finirà, ma se la passerà brutta davvero.

Meditate, gente, meditate.

Enrico Furia


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