Da Stato sovrano a colonia americana a marchio tedesco.

Siamo una colonia? Certamente . Le esternazioni dell’ambasciatore americano lo hanno ampiamente dimostrato. Fin’ora mai nessuno si era permesso di interferire  nelle decisioni di voto che spettano ai cittadini. Figurarsi poi se si tratta della Costituzione e l’ambasciatore caldeggia per il Si, dicendo in pratica che Renzi è il loro referente e che se la riforma non passasse sarebbero guai per gli investimenti e i mercati. Da quando siamo in Europa, sappiamo che a governarci è la Commissione Europea formata dalle trimurti Fmi ,Bce e signora Merkel, il piatto forte del connubio che rende appetibile la Germania ma non certo gli altri stati membri, privi della sovranità, supini alle decisioni che vengono prese a Bruxelles. Intanto da noi la situazione diventa deleteria, lo stato sociale è sotto attacco, così come la Democrazia e la libertà di essere padroni in casa nostra. Ci siamo svegliati un giorno  e ci siamo accorti che da uomini liberi siamo diventati sudditi, governati da gente attenta solo ai mercati che speculano sulle nostre vite, diventate merce da vendere al migliore offerente. Amara realtà accorgersi che da quando siamo stati ingabbiati nella UE la nostra economia sia diventata un pelo del PIL al quale viene misurata in continuazione la febbre e che per farlo star bene si operano tagli, per far quadrare un debito che non si risanerà mai ma che tenderà a crescere in maniera esponenziale mentre la gente viene privata di ogni diritto. La parola crescita diventa una bufala pronunciata da Renzi, ma che suona come la più grande bugia che si continua a raccontare a noi Italiani a cui è stata tolta anche la possibilità di votare, costretti a sottostare ad un aborto costituzionale che, se passasse, legittimerebbe il nuovo sovrano a mettersi in testa la corona regale. Siamo schiavi dunque della Commissione Europea e di un’America che ha da noi moltissime basi Nato, con dispendio di ingenti somme di denaro che si potrebbero utilizzare diversamente. In una colonia l’ambasciatore arriva e detta regole, il passo successivo potrebbe essere quello di far passare le riforme renziane che permetterebbero alle multinazionali di aggirare qualsiasi tipo di provvedimento legislativo in quanto, avendo come riferimento un solo uomo e le sue truppe cammellate, tutto sarebbe facile e semplice. Intanto i mal di pancia non mancano nemmeno tra gli stati membri dell’Europa dell’est, che rivogliono la loro sovranità e il cambiamento dei trattati. A farli andare in questa direzione la crisi migratoria in atto che la Germania ha risolto stringendo un accordo con la Turchia, appannaggio di un dittatore che sta mettendo al bando libri, zittendo la stampa e le voci libere. In pratica ci siamo svegliati un giorno per prendere atto di come le dittature siano gradite ai mercati e se ci sono governi che dissentono si cambiano in corso d’opera tramite linciaggi mediatici che creano confusione e subbuglio, terreno ideale perché i signori della finanza agiscano modificando l’esistente. Siamo in un vero cul de sac e, passando per la perdita di identità e valori, con la negazione delle cure e del cibo, assistiamo ogni giorno al depotenziamento dei nostri prodotti che da soli basterebbero a determinare la crescita. A Bratislava oggi Renzi, “referente” scelto americano, tornerà ad insistere sul Ttip nonostante la Francia abbia detto no, e continuerà a regalare territorio all’America a Obama, il peggiore tra i Presidenti che la storia degli USA conosca, mentre la nostra agricoltura sarà condannata a sparire o essere modificata. Una vera iattura che, in settantenni di storia, ci riporta ai tempi dell’impero asburgico, portandoci indietro con la macchia del tempo per cui andremo ancora incontro a soprusi e schiavitù che pensavamo di esserci lasciati alle spalle. O saremo in grado di aver leader veri, non di carta pesta, che lottano per il proprio Stato o prepariamoci a essere tutti terminati, perché da questa macchina infernale non c’è scampo.

 

Antonella Policastrese


 

Antonella Policastrese
Antonella Policastresehttp://blogdiantonella.altervista.org
1995-1999 Redattrice della redazione giornalistica, con contratto di collaborazione libero-professionale presso “Radio Tele International” (R.T.I S.a.s) di Crotone. 1997-1998 Docente di Storia del Giornalismo nei corsi di formazione istituiti dalla Regione Calabria e svolti dall’Associazione “San Filippo Neri” O.n.l.u.s di Crotone. 1985-2000 Collaboratrice, con contratti di prestazione d’opera, presso le seguenti testate giornalistiche: “Calabria” mensile del Consiglio regionale della Calabria “Il Crotonese” trisettimanale di informazione della provincia di Crotone “Gazzetta del Sud” quotidiano di informazione della Calabria “Il Quotidiano” quotidiano di informazione regionale della Calabria. Apprezzate e recenzite inchieste giornalistiche televisive e a mezzo stampa per le testate per le quali ha collaborato e collabora. Suoi articoli e dossier sono stati riportati e menzionati da quotidiani e periodici di tiratura nazionale, quali Il Giorno, Stop, Raitre Regione e molti altri. Autrice inoltre di novelle e racconti. Articoli

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