Da quasi 3200 anni e’ sempre la stessa storia

 

Secondo il sommo Virgilio, Roma fu fondata da Enea in fuga da Troia col figlioletto Ascanio, il padre Anchise ed alcuni compagni profughi.
Troia viene distrutta nel 1200 aC circa, pertanto, a quella data bisogna far risalire la fondazione della citta e non al 756 come di dice la leggenda (leggenda, e non storia).
Allo stesso periodo, quindi, va fatto risalire anche l’avvento degli Etruschi in Etruria, popolazione di lingua non indoeuropea, come i Troiani.
Mentre questi ultimi si dimostrano molto acculturati e pacifici, amanti delle arti, dei commerci e della pace, i primi si dimostrano rozzi, maledettamente furbi, e amanti della rissa e della vendetta.
Ma se sono cosi’ diversi gli uni dagli altri, come possono avere una origine comune? Questo solo il Signore lo sa.
Fatto e’ che i Romani, con la loro prepotenza ed ostinazione (la conquista di Veio dura quasi cento anni) a mano a mano conquistano tutte le popolazioni vicine (Italici, Greci, Cartaginesi, etc. e le inglobano nella “Lex Romana”.
I conquistati perdono le loro sane abitudini e acquisiscono i malvizi romani: rissosita’, ostinazione, spirito di sacrificio allo scopo.
Roma diventa un impero immenso, pieno, proprio per la sua immensita’ di opportunita’.
Corruzione, collusione, clientelismo sono i “mestieri” che si sviluppano a Roma per arrivare al successo, quindi alla ricchezza.
Quando Diocleziano, spalatino di nascita, costruisce nella sua citta’ natale la sua mega reggia e ci si trasferisce, lo fa perche’ Roma e’ diventata una citta’ invivibile, piena di complottisti, attentatori, ladri e truffatori, tutti al contempo vigliacchi ed infami.
Il suo successore Costantino il Grande cerca di riportare la citta’ e l’impero alla normalita’, ma cento anni dopo la sua morte la citta’ e l’impero ricadono sotto i soliti malvezzi.
Gli ultimi due generali, Stilicone ed Ezio, I soli capaci di preservare la virtus repubblicana vengono uccisi da congiure di palazzo.
Quando Attila, dopo la legnata di due anni prima da Ezio, torna in Italia e conquista Aquileia, l’imperatore Valeriano e’ talmente tanto codardo che non ha il coraggio di incontrarsi in prima persona con l’invasore, ma manda Leone I, capo della comunita’ cristiana.
Solo 25 anni dopo quello storico incontro, Roma implode su se stessa ed i Goti prendono in mano il governo dell’Impero Romano d’Occidente, senza colpo ferire.
Il governo dei Goti dura circa 100 anni, dopo arrivano i Longobardi. Costoro governano con i loro Ducati per circa 200 anni, dopo arriva il Sacro Romano Impero con Carlomagno. In Sicilia, nel frattempo sono arrivati gli Arabi con la loro cultura. Dopo Carlomagno arrivano i Normanni. Dopo I Normanni arrivano gli Angioini (Francia). Dopo gli Angioini arrivano gli Aragonesi (Spagna). Nella disputa franco-ispanica i Napoletani non si chierano e fanno conoscere il loro pensiero politico attraverso un’affermazione storica: “Francia o Spagna, purche’ se magna”. Secondo lo scrivente questa e’ un’affermazione di competenza politica eccezionale: non e’ come si amministra un popolo (democrazia, monocrazia, oligocrazia) ma cosa si fa per il popolo. Poi arrivano i Borboni (Austria-Ungheria) che, tra conquiste ed imparentamenti conquistano tutta l’Italia, tranne lo Stato Pontificio (fedele alleato).
Infine, arrivano gli Inglesi. Costoro, di una furbizia politico-militare superiore a tutti gli altri, inventano l’unita’ d’Italia, servendosi di Garibaldi e dei Piemontesi, in funzione anti Imperi Centrali.
Con l’unita’ d’Italia il Sud della penisola e’ annientato, derubato, sterminato. Inizia l’emigrazione di tanti Italiani senza piu’ lavoro e speranza. Il Regno d’Italia avvia, tramite il Ministro Crispi (ex garibaldino), la conquista dell’impero con tante lacrime e sangue e scarsissimo rendimento.
Il Regno e’ talmente tanto ingovernabile che nel 1921 il re affida a Mussolini l’incarico di fare il governo.
Benito non e’ un grande, ma certamente il meno stupido degli Italiani.
Servendosi della “Legge Acerbo” e dei manganelli della Milizia (corpo volontario), ottiene la maggioranza dei seggi in Parlamento e governa (certamente non male) un popolo di “ingovernabili” secondo la storia.
Messo a testa in giu’ a Piazzale Loreto, dalle tasche di Mussolini non esce un soldo, perche’ non aveva mai preso un soldo dallo Stato come Capo del governo e Donna Rachele sarebbe morta di fame, se la Repubblica non le avesse concesso un vitalizio. Ma tant’e’: bisognava trovare un capro espiatorio e chi meglio di Benito? Alla fine anche Hitler aveva trovato un escamotaggio simile per giustificare la catastrofe economica della Germania di Weimer: gli Ebrei, eterni accusati di colpe abnormi per la loro religione.
Caduto, finalmente, il Regno d’Italia (con imbrogli), si passa alla Repubblica. La musica non cambia. La Repubblica nasce con imbrogli e campa di imbrogli: rissosita’, ostinazione, spirito di sacrificio allo scopo (clientelismo con scopi di ruberie), proprio con lo stesso spirito degli antichi Romani in decadenza.
La Repubblica da’ dimostrazione della sua faccia tosta ed illegalita’ quando i vari Presidenti della Repubblica (illegittimi, perche’ nominati da Parlamenti illegittimi, perche’ votati da una legge di stampo fascista “Porcellum” dichiarata incostituzionale) nominano prima Mario Monti il bocconiano… ma!) a Capo del Governo, poi Letta (l’inetto, ma ingordo) e poi Renzi (tutto fumo e niente arrosto).
Gli Italiani restano passivi a queste criminalita’ (Francia o Spagna purche’ se magna) resta il loro unico pensiero di antica memoria.
Probabilmente si sta rinnovando il vecchio ciclo (Goti, Longobardi, etc etc) con uno nuovo: faccendieri, finanzieri allo sbaraglio, collusi, corrotti, furbastri di nazionalita’ e razze diverse, ma tutti apparteneti alle uniche due razze conosciute in Italia: la razza ladrona e la razza padrona.
L’antica Roma e’ implosa sus e stessa; implodera’ anche la Repubblica italiana!
W la nuova ‘Italia
Settembre 2016
Enrico Furia


 

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