Crotone punta sulle trivelle

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di Antonella Policastrese

In Italia soffia forte, la cultura della dittatura. Oligarchi crescono all’ombra dei poteri finanziari verso i quali ci si genuflette in devoto silenzio. Gli italiani amano essere governati da dittatori che si presentano sulla scena da veri mattatori. E così orfani di Berlusconi, gli italioti non potevano che osannare il figlio putativo del cavaliere, che tra slide e linguaggio da cabaret ha scoperto quanto rende parlare di rosiconi e gufi, oppure punire platealmente chi si oppone ai suoi diktat. Ad urne chiuse non poteva mancare la conferenza stampa del presidente del partito unico, trasmessa a reti unificate sulla “Sette” e “Rai Uno”, con un discorso logorroico come solo Renzi sa fare. Grazie alla sua arroganza ha deriso chi nella democrazia crede ed è andato a votare, che non firma cambiali in bianco a favore dei detrattori della Costituzione. Urge più che mai che le regioni con i loro governatori tornino a contare, in quanto espressione del voto popolare. Se a Renzi questo non piace fa prima ad annettersi alla Germania insieme ai tanti schiavi che in cambio di un osso, amano ridere e si sentono detentori di sogni bucati. Ridicolo tutto questo. Più che un popolo siamo delle emerite merdacce. Volendo entrare in merito al voto, nonostante il flop referendario, possiamo affermare che su un corpo di 22 milioni 14 milioni sono contro renzi. Ergo quelli che si confrontano ed hanno a cuore la democrazia esercitano il diritto al voto, per essere cittadini consapevoli e non sudditi che eseguono solo ordini.Ritornando ai dati, in Calabria a votare è andato solo il 26,7/%/% degli aventi diritto al voto e Crotone non si è discostata dalla tendenza generale. Però è davvero strano, ancorché inspiegabile che la città delle trivelle; che dovrebbe puntare tutto il suo futuro sul turismo; che convive da un quarto di secolo con insediamenti estrattivi che lasciano briciole e poche mance al territorio che le ospita e subisce, ci si conceda il lusso di disertare le urne sul referendum che doveva porre fine alla dannosa presenza dei pozzi che succhiano gas dal sottosuolo; che provocano subsidenza; inquinamento e depauperamento dello sky-line del mare crotonese. Quello stesso mare che lo scrittore Elio Cortese, rifacendosi a Sbarbaro, Pasolini e Rebora,  definiva un fiordaliso, ma che per malanni recenti e attuali (lo scoppio sistematico delle fogne in estate) si trasforma, quantomeno annualmente,  in un brodo di merda. In Trentino alto Adige al referendum sulle trivelle ha votato il 25, 2 per cento degli elettori, la percentuale più bassa d’Italia,  ma lì si può capire perché il mare lo vedono solo in cartolina, come in Val d’Aosta che, pure con il suo 34 per cento di elettori recatisi alle urne, si è piazzata tra le regioni con la più alta affluenza alle urne. Fanalini di coda, in questa tornata referendaria, sono diventati Campania (26,1 per cento) e Calabria (26,7 per cento); magari il disinteresse degli elettori campani è giustificato dall’assenza di trivelle nel mare Tirreno; la quasi totalità di impianti estrattivi è concentrata nell’Adriatico, fatta eccezione per la Sicilia, con Gela, e la Calabria con Crotone. Ebbene: il dato sull’affluenza alle urne per il referendum del 17 aprile per l’intera provincia crotonese si è fermato a un desolante 24 per cento. Nel capoluogo pitagorico, invece, ha votato il 32,20 per cento degli aventi diritto; ma avrebbe dovuto essere un plebiscito, visto che Crotone, come detto, punta tutto sul turismo. Stando così le cose, alla luce di quanto riferito all’inizio partendo dai dati sul reddito medio dei crotonesi, l’unica cosa che resta da fare è puntare…un’arma alla propria tempia; il turismo è una cosa seria, un comparto produttivo e industriale  che implica cure, strategie e attenzioni. Crotone ha dimostrato ancora una volta che preferisce ostentare un lusso effimero che non può permettersi, almeno non prima di aver chiuso i suoi conti con il “pititto”.


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Antonella Policastrese
Antonella Policastresehttp://blogdiantonella.altervista.org
1995-1999 Redattrice della redazione giornalistica, con contratto di collaborazione libero-professionale presso “Radio Tele International” (R.T.I S.a.s) di Crotone. 1997-1998 Docente di Storia del Giornalismo nei corsi di formazione istituiti dalla Regione Calabria e svolti dall’Associazione “San Filippo Neri” O.n.l.u.s di Crotone. 1985-2000 Collaboratrice, con contratti di prestazione d’opera, presso le seguenti testate giornalistiche: “Calabria” mensile del Consiglio regionale della Calabria “Il Crotonese” trisettimanale di informazione della provincia di Crotone “Gazzetta del Sud” quotidiano di informazione della Calabria “Il Quotidiano” quotidiano di informazione regionale della Calabria. Apprezzate e recenzite inchieste giornalistiche televisive e a mezzo stampa per le testate per le quali ha collaborato e collabora. Suoi articoli e dossier sono stati riportati e menzionati da quotidiani e periodici di tiratura nazionale, quali Il Giorno, Stop, Raitre Regione e molti altri. Autrice inoltre di novelle e racconti. Articoli

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