auto elettrica carli

1891: la prima auto elettrica italiana.

Il Conte Giuseppe Carli

di Paolo Marzi

La prima auto elettrica italiana
inventata dal castelnuovese
Conte Giuseppe Carli

Sentiamo parlare sempre più spesso di auto elettriche, sentiamo dire che prima o poi il petrolio finirà e che quindi l’auto elettrica prenderà definitivamente il sopravvento, sentiamo parlare di un mondo sempre più inquinato da tutte queste emissioni di gas malefici che “sputano” il (quasi) miliardo di automobili che circolano nel mondo e sopratutto pensiamo che l’invenzione dell’auto elettrica sia una cosa recentissima, ma non è così. La prima auto elettrica italiana fu inventata nel 1891 e come molti non sapranno l’auto vide la luce in Garfagnana, ideata da un garfagnino D.O.C: il conte Giuseppe Carli di Castelnuovo. Sembrerà strano che nella dimenticata terra di Garfagnana, fatta di contadini,pastori e monti sia nata un’idea talmente innovativa e all’avanguardia anche per il nostro tempo,ma è proprio così. Già nel 1853 la provincia di Lucca (in questo caso proprio Lucca) con Barsanti e Matteucci aveva già dato il suo ottimo contributo all’industria automobilistica (e non solo) con l’invenzione del motore a scoppio, ma anche la Garfagnana volle dire la sua nella persona del Conte Carli che aveva già intuito in questa idea molte cose positive.
Si è spesso portati a pensare che l’auto elettrica sia frutto delle preoccupazioni ecologiche dei giorni nostri, ma invece la storia del motore combustibile e di quello elettrico corrono di pari passo sin dagli albori. Infatti i motori delle prime auto erano rumorosi e di difficile funzionamento e il combustibile ricavato dal petrolio puzzava e imbrattava le strade a tal punto da spingere gli inventori a cercare qualcosa di meno inquinante, ed ecco così entrare in scena Giuseppe Carli nato a Castelnuovo Garfagnana il 27 febbraio del 1854, quarto figlio del conte Luigi ( n.d.r:il titolo nobiliare gli fu elevato dal duca Francesco IV di Modena nel 1815) e di Paolina Vittoni, unico maschio, conseguì gli studi classici e si laureò a Pisa in Giurisprudenza. Giuseppe si sposò poi con Elmira Bacci di Livorno appartenete ad una ricca famiglia ed ebbe tre figli.
Prima di essere inventore fu un vero precursore nei vari campi della vita, fu uno dei fondatori del C.A.I (club alpino italiano) della Garfagnana, fu fra l’altro ancora co-fondatore del giornale “Il Corriere della Garfagnana”, ma sopratutto il suo contributo fu

Il Conte Giuseppe Carli

fondamentale per lo sviluppo industriale della valle, fra le molte altre intuizioni (una teleferica lunga 5 km per trasportare legname in Versilia e l’elettrificazione della cittadina garfagnina) fu grazie al suo intervento e ai suoi capitali che fu creato in Castelnuovo la Fabbrica dei Tessuti (che con gli anni sarà poi conosciuta come“Manifattura Tessile Valserchio”) e proprio in questi stabilimenti vide la luce la prima auto elettrica italiana se non anche una delle prime al mondo, in collaborazione con l’ingegner Boggio (direttore dello stabilimento tessile). Non si trattava proprio di un’auto ma bensì di un triciclo biposto,simile a quello dei bimbetti, solo che carico di batterie pesava ben 140 Kg e il suo motore sviluppava un cavallo di potenza. Il veicolo venne realizzato fra il 1890 e il 1891 coronando il sogno di un mezzo automatizzato da anteporre al vapore e al petrolio. Tale veicolo aveva la prerogativa di essere totalmente elettrico.Il conte Carli brevettò così questo prodotto con lo scopo di produrre in breve tempo la sua realizzazione in serie. Come detto era su tre ruote,fatto con tubi d’acciaio,piccolo,lunghezza 1,80 m e largo 1 metro e 20 centimetri, per 140 chili di peso,la sua batteria era custodita da dieci piccoli accumulatori per avere 10 ore di autonomia,un dispositivo di inversione della rotazione consentiva addirittura la marcia indietro. A scopo di promozione, tale meraviglia fu iscritta nientepopodimeno che alla prima vera gara automobilistica del mondo, la Parigi- Rouen del 22 luglio 1894,si iscrissero 102 partecipanti,tra di essi un solo italiano, un garfagnino, il conte Giuseppe, che credeva tanto nel suo progetto che volle presentare al mondo nel modo più eclatante possibile…ma il diavolo ci mise maledettamente le corna. L’auto fu fermata clamorosamente alla frontiera francese e a causa di una montagna di scartoffie varie da mettere insieme, la dogana bloccò la macchina…fino all’indomani dell’eliminatoria. Non ci fu niente da fare il garbuglio di cartacce doganali non si sciolse nemmeno quando Carli telegrafò ad amici influenti di Roma, né gli furono d’aiuto le autorità consolari. Doveva rodersi il fegato a vedere il suo cavallo elettrico impantanato nella palude della burocrazia.A guidarla sarebbe stato il conte Giuseppe in persona, che avrebbe avuto come tecnico il suo fido Francesco Boggio. I francesi ci sbeffeggiarono è bene dirlo senza mezzi termini e tale Gilbert Lecat in un articolo dell’epoca apparso su “Le distrebuteur automobile” accenna alle disavventure del nostro concittadino con’ironia e direi con un pizzico di cattiveria:

La Parigi Rouen del 1894

“Carli fu salvato dalla nostra ineffabile amministrazione francese e infatti può ringraziare la Francia se sia il pilota (Carli) che la macchina hanno evitato sicuramente una pessima figura davanti a tutta Europa”.

Eppure all’epoca il veicolo del conte garfagnino era stato accolto con entusiasmo, tanto che il giornale milanese “L’elettricità”, nel 1895, esprimeva così la sua delusione per l’esclusione dalla gara del triciclo di Carli:

“Tutti coloro che hanno preso interesse al concorso di vetture automotrici promosso l’anno passato dal ‘Le petit journal’ e che si ripeterà anche in quest’anno, ricorderanno parimenti con qual disappunto si sia appreso che la sola vettura elettrica inscritta, quella costruita a Castelnuovo Garfagnana, fosse alla dogana proprio al momento in cui essa avrebbe dovuto percorrere le vie di Parigi. Il grido fu unanime… Come, l’elettricità non avrà in tal modo rappresentanti da opporre al petrolio e al vapore?”.

Sulla stessa linea era anche la rivista inglese”Locomotion” che pubblicava in copertina il disegno”del veicolo Carli” così chiamato, definendolo”migliore dei veicoli a vapore e a petrolio”.
Il “Corriere della Garfagnana” del 1891 fornisce una descrizione dettagliata del mezzo brevettato in quell’anno dal Ministero d’Agricoltura e Commercio dicendo che:

“…è un veicolo elettrico leggerissimo. Con questo mezzo di trazione si possono percorrere le strade con una velocità straordinaria per parecchie ore di marcia secondo lo stato di esse”.

La velocità straordinaria a cui si fa riferimento sfiorava i 15 chilometri orari, una prestazione di tutto rispetto se si pensa che l’auto del vincitore della Parigi- Rouen del 1894 (n.d.r: il conte Jules de Dion) faceva al massimo 22 chilometri all’ora.
Dopo la brutta esperienza in terra di Francia la vita del Conte Carli prese una brutta piega.Si presentò dapprima alle elezioni politiche del 1892 alla Camera dei deputati dove venne eletto, ma ad un anno e sette mesi dalla elezione (1894) le votazioni furono dichiarate nulle per sospetto di brogli ed egli decaduto come deputato. Di lì cominciò una rovinosa discesa, dovuta si dice a quella funesta entrata in politica.L’istituto bancario di cui era proprietario (n.d.r:il Banco di Sconto, poi Banco Carli) fu coinvolto in una grave crisi, i cittadini che avevano depositato i risparmi dentro la banca, ritirarono i loro soldi. Subissato da creditori e da procedimenti giudiziari fu aperta una procedura fallimentare che si concluse con la bancarotta totale nell’11 febbraio 1895 con tutti i beni del Carli venduti all’asta. 

L’auto elettrica del Conte Carli realizzata
nel 2009 dall’IPSIA Simoni di Castelnuovo
funzionante in ogni suo aspetto

Finì così anche il sogno della macchina elettrica che sparì in un cassetto. Di tale veicolo rimase solamente una documentazione fotografica, il mezzo andò perduto per le varie vicissitudini del disgraziato Conte, ma il suo progetto è bene sottolinearlo è stato poi ripreso e realizzato nuovamente e fedelmente nel 2009 dagli studenti dell’Istituto I.P.S.I.A Simoni di Castelnuovo.
Tornando al conte Giuseppe Carli o meglio al “signor Conte” come era chiamato, morì a Livorno nel 1913. Aveva 59 anni e con tutto merito va ricordato fra i coloro che portarono in alto il nome della Garfagnana.


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Paolo Marzi
Mi chiamo Paolo Marzi sono nato a Barga il 2 settembre del 1971, sono sposato ho due belle figlie e vivo da sempre in Mologno, un piccolissimo paese nel comune di Barga nella Valle del Serchio. Il mio paese è una “terra di confine” solamente un chilometro (nemmeno) e un ponte (il ponte di Gallicano) mi divide dalla Garfagnana (così come geografia dice) Oltre al mio paese sono legato molto a Gallicano, il luogo dove è nata la mia mamma e dove ho vissuto la mia bella infanzia. Non ho diplomi ne tanto meno lauree,ho solo la grande passione per lo scrivere e per la Storia, in particolare della Nostra Storia, la storia della nostra valle, della nostra Garfagnana.Questa passione mi porta a fare continue ricerche,verifiche,visite,viaggi e foto. Tutto questo materiale ho cercato di raccoglierlo in questo blog,nella speranza che possa diventare un punto di riferimento per tutti quelli che vogliono informarsi su tutto quello che era il nostro passato. Partecipo poi con il comune di Gallicano nell’organizzazione di eventi storico-culturali (l’ultimo in ordine di tempo “La Grande Guerra, storia e memoria del fronte alpino”). Faccio poi parte dell’istituto storico lucchese e collaboro con i miei articoli su “Il Giornale di Castelnuovo Garfagnana” e sulla testata on line “Lo Schermo”,inoltre ho contribuito con testi e foto alla bellissima opera “I luoghi del cuore”(un componimento fotografico e scritto sui luoghi più suggestivi di Lucca e la lucchesia), pubblicazione a dispense sul quotidiano “Il Tirreno”,in più sono uno dei vicepresidenti dell’Associazione culturale gallicanese “L’Aringo”, che ci ha visti uscire nel 2015 con una nuova pubblicazione trimestrale.Questo nuovo giornale si chiama anch’esso “L’Aringo” e si occuperà di storia, tradizioni e cultura e sarà il primo giornale ufficiale nel comune di Gallicano e mi vedrà oltre che “giornalista” anche nel comitato di redazione,mi occuperò della sezione storica.Da aggiungere che le mie ricerche storiche effettuate sul canale irrigatorio Francesco V di Gallicano, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, rivolte alla Sopraintendenza della Belle Arti, hanno contribuito al finanziamento per restaurare la bellissima opera dell’architetto Nottolini. @ Articoli

1 COMMENT

  1. Ho conosciuto solo da alcuni giorni questa bella storia. Galeotta è stata mia moglie che ha visto un TG regionale e ha sentito, ieri o lunedì, parlare del Conte Carli e di una macchina elettrica realizzata per la prima volta in toscana nel 1891. Ho visitato in primo luogo il sito di “antiche ruote” e poi ho cercato notizie sul web. Mi sono dunque imbattuto sul suo articolo. Sono il direttore del Museo del Design Toscano espressione web della omonima associazione di cui sono socio fondatore insieme a Luigi Trenti ([email protected]) e Gianfranco Gualtierotti ([email protected]). Mi piacerebbe poter inserire il triciclo fra i prodotti del Museo. Crede ci sia materiale disponibile presso l’associazione “antiche ruote” (ad es la copertina della rivista “locomotion”) o altri citati, oppure no? Grazie comunque e complimenti per l’impegno e la sua iniziativa. A presto.

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