Considerazioni sul debito dello Stato e degli Enti pubblici italiani

Introduzione

Il debito dello Stato e degli Enti pubblici, (territoriali e non) ha raggiunto livelli impensabili per una mente fisiologica, vale a dire non offuscata da ingordigia irresponsabile.

Stato, Regioni, Province, Comuni, Unità sanitarie, scuole, aziende ed attività economiche collegate al sistema pubblico sono cariche di debiti in maniera irragionevole e finanche inimmaginabile.
Adesso che i buoi sono scappati dalla stalla si pretenderebbe che i cittadini si facessero carico di questo enorme debito attraverso una tassazione irresponsabile, nociva e, soprattutto illecita.
Cerchiamo di vedere con questo breve lavoro da che parte è la ragione.

Come ogni sano ragionamento, cerchiamo di dare uno schema a quanto diremo, seguendo le affermazioni della logica.
Per la logica ogni ragionamento si compone di tre parti: 1) Premesse; 2) Argomenti logici; 3) Conclusioni. Se le premesse sono vere e gli argomenti sono quelli della logica, le conclusioni devono essere per forza vere (Principio della Logica).

 

Premesse

  • Lo Stato italiano, nonostante una delle più elevate imposizioni fiscali al mondo ha contratto un debito pari al 135 % della sua raccolta annua.
  • Lo Stato italiano ha delegato parte dei suoi poteri and altri Enti territoriali quali Regioni, Province, Comuni ed altri enti non territoriali. Come lo Stato, questi Enti dovrebbero avere un controllo sulle uscite, ma nessuno ha mai mosso obiezione sulle loro spese.
  • Lo Stato è un’entità a responsabilità limitata, come una qualsiasi società di capitali. Pertanto i suoi debiti sono limitati al suo patrimonio e non illimitatamente a quello dei suoi cittadini. Di conseguenza, anche gli Enti delegati dallo Stato devono avere la stessa responsabilità patrimoniale.
  • Il patrimonio dello Stato si suddivide in: 
  • Patrimonio disponibile e
  • Patrimonio indisponibile.
  • Qualsiasi creditore professionale deve essere informato di queste premesse, considerato il principio che “la legge non ammette ignoranza” soprattutto per gli operatori professionali.
  • Qualsiasi normativa ordinaria sull’inasprimento fiscale trova una limitazione nel dettato costituzionale: “Tutti i cittadini sono tenuti a contribuire secondo la loro capacità contributiva”.
  • Qualsiasi banca o istituzione finanziaria è un’entità di diritto privato.
  • Per la Corte dei Diritti Umani ogni cittadino può appellarsi contro una norma statale, o di ente delegato, lesiva della sua dignità umana. 

 

Patrimonio indisponibile

Secondo il Codice Civile Italiano:

CAPO II

Dei beni appartenenti allo Stato, agli enti pubblici e agli enti ecclesiastici

 

Art. 822 Demanio pubblico

Appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti; i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia (Cod. Nav. 28, 692); le opere destinate alla difesa nazionale.

Fanno parimenti parte del demanio pubblico, se appartengono allo Stato, le strade, le autostrade e le strade ferrate; gli aerodromi (Cod. Nav. 692 a); gli acquedotti; gli immobili riconosciuti d’interesse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia; le raccolte dei musei, delle pinacoteche, degli archivi, delle biblioteche; e infine gli altri beni che sono dalla legge assoggettati al regime proprio del demanio pubblico.

Art. 823 Condizione giuridica del demanio pubblico

I beni che fanno parte del demanio pubblico sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano (Cod. Nav. 30 e seguenti, 694 e seguenti).

Spetta all’autorità amministrativa la tutela dei beni che fanno parte del demanio pubblico. Essa ha facoltà sia di procedere in via amministrativa, sia di valersi dei mezzi ordinari a difesa della proprietà (948 e seguenti) e del possesso (1168 e seguenti) regolati dal presente codice.

Art. 824 Beni delle province e dei comuni soggetti al regime dei beni demaniali

I beni della specie di quelli indicati dal secondo comma dell’art. 822, se appartengono alle province o ai comuni, sono soggetti al regime del demanio pubblico.
Allo stesso regime sono soggetti i cimiteri e i mercati comunali.

Art. 825 Diritti demaniali su beni altrui

Sono parimenti soggetti al regime del demanio pubblico i diritti reali che spettano allo Stato, alle province e ai comuni su beni appartenenti ad altri soggetti, quando i diritti stessi sono costituiti per l’utilità di alcuno dei beni indicati dagli articoli precedenti o per il conseguimento di fini di pubblico interesse corrispondenti a quelli cui servono i beni medesimi.

Art. 826 Patrimonio dello Stato delle province e dei comuni

I beni appartenenti allo Stato, alle province e ai comuni, i quali non siano della specie di quelli indicati dagli articoli precedenti, costituiscono il patrimonio dello Stato o, rispettivamente, delle province e dei comuni.

Fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato le foreste che a norma delle leggi in materia costituiscono il demanio forestale dello Stato, le miniere, le cave e torbiere quando la disponibilità ne è sottratta al proprietario del fondo, le cose d’interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico e artistico, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo, i beni costituenti la dotazione della presidenza della Repubblica (Costit. 843), le caserme, gli armamenti, gli aeromobili militari (Cod. Nav. 745) e le navi da guerra .

Fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato o, rispettivamente, delle province e dei comuni, secondo la loro appartenenza, gli edifici destinati a sede di uffici pubblici, con i loro arredi, e gli altri beni destinati a pubblico servizio.

NOTA Gli artt. 1, 2 e 3, L. 27 dicembre 1977, n. 968, riportano quanto segue:

“Art. 1 – La fauna selvatica italiana costituisce patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale.

Art. 2 – Fanno parte della fauna selvatica, oggetto della tutela della presente legge, i mammiferi e gli uccelli dei quali esistono popolazioni viventi, stabilmente o temporaneamente, in stato di naturale libertà, nel territorio nazionale. Sono particolarmente protette le seguenti specie: aquile, vulturidi, gufi reali, cicogne, gru, fenicotteri, cigni, lupi, orsi, foche monache, stambecchi, camosci d’Abruzzo e altri ungulati di cui le regioni ai sensi del successivo art. 12 vietano l’abbattimento. La tutela non si estende alle talpe, ai ratti, ai topi propriamente detti e alle arvicole.

Art. 3 – In conformità di quanto previsto dai precedenti artt. 1 e 2 è vietata, in tutto il territorio nazionale, ogni forma di uccellagione.

E’ altresì vietata la cattura di uccelli con mezzi e per fini diversi da quelli previsti dai successivi articoli della presente legge”.

Art. 827 Beni immobili vacanti

I beni immobili che non sono in proprietà di alcuno spettano al patrimonio dello Stato.

Art. 828 Condizione giuridica dei beni patrimoniali

I beni che costituiscono il patrimonio dello Stato, delle province e dei comuni sono soggetti alle regole particolari che li concernono e, in quanto non è diversamente disposto, alle regole del presente codice.

I beni che fanno parte del patrimonio indisponibile non possono essere sottratti alla loro destinazione, se non nei modi stabiliti dalle leggi che li riguardano.

Art. 829 Passaggio di beni dal demanio al patrimonio

Il passaggio dei beni dal demanio pubblico al patrimonio dello Stato deve essere dichiarato dall’autorità amministrativa. Dell’atto deve essere dato annunzio nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Per quanto riguarda i beni delle province e dei comuni, il provvedimento che dichiara il passaggio al patrimonio deve essere pubblicato nei modi stabiliti per i regolamenti comunali e provinciali.

Art. 830 Beni degli enti pubblici non territoriali

I beni appartenenti agli enti pubblici non territoriali sono soggetti alle regole del presente codice, salve le disposizioni delle leggi speciali.

Ai beni di tali enti che sono destinati a un pubblico servizio si applica la disposizione del secondo comma dell’art. 828.

Art. 831 Beni degli enti ecclesiastici ed edifici di culto

I beni degli enti ecclesiastici sono soggetti alle norme del presente codice, in quanto non è diversamente disposto dalle leggi speciali che li riguardano.

Gli edifici destinati all’esercizio pubblico del culto cattolico, anche se appartengono a privati, non possono essere sottratti alla loro destinazione neppure per effetto di alienazione, fino a che la destinazione stessa non sia cessata in conformità delle leggi che li riguardano.

 

Patrimonio disponibile

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Nell’ordinamento italiano il patrimonio disponibile è l’insieme di beni non vincolati e disponibili alle più diverse forme di utilizzo di proprietà dello Stato, delle Regioni o dei Comuni. Il fine di tale tipologia di beni non è strettamente correlato alla funzione pubblica svolta dall’ente stesso; pertanto, non di rado, tali beni sono oggetto di alienazione a privati o di trasferimento ad altre Amministrazioni, nel caso che la loro conservazione – tra i beni dell’ente – costituisca onere eccessivo, per le specifiche finalità istituzionali.

 

Conclusioni

  • Qualsiasi creditore professionale, quando ha concesso credito allo Stato e ai suoi Enti delegati, conosceva benissimo la normativa sul loro stato patrimoniale, quindi sapeva che in caso d’insolvenza si poteva rifare solo sulla parte patrimoniale disponibile. E’ sua responsabilità se il credito ha ecceduto questi limiti, e quindi non può avanzare nessuna successiva richiesta.
  • Se lo Stato e i suoi Enti delegati sono organismi a responsabilità limitata, i suoi cittadini non possono essere responsabili illimitatamente. Anche le società di capitali sono a responsabilità limitata e per ampliare illimitatamente questa responsabilità anche ai suoi soci vi è bisogno della volontà espressa nella forma scritta da parte di questi ultimi. 
  • Per dettato costituzionale italiano e per normativa EU la pressione fiscale non può essere aumentata senza accordo tra le parti (cittadini e Parlamento EU).
  • Se un’entità di diritto privato è soggetta alla normativa sul fallimento, anche le banche sono soggette a quella normativa. Pertanto le banche possono fallire. In caso di fallimento di una o più banche i suoi creditori possono essere soddisfatti con la cessione di azioni o di altri beni patrimoniali, senza che minimamente cambi la funzione, l’assetto e la normale attività della banca.
  • Ogni cittadino può ricorrere contro un’eccessiva imposizione fiscale alla magistratura ordinaria o alla Corte dei Diritti dell’Uomo. Ogni cittadino ha il diritto  di ribellarsi alla conduzione non democratica di uno Stato.

Enrico Furia 1 novembre 2012

 

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