Considerazioni

Cari lettori,

alcuni di voi sanno che in GNOSYS stiamo provando a costruire un linguaggio universale, basato su regole di coerenza logica formale, pertanto diverso da un qualsisi linguaggio naturale che viene considerato informale, perche’ basato sul suo sviluppo diacronico e sincronico che in molti casi ha poco a che vedere con la logica formale.

Noam Chomsky ha giganteggiato per decenni nel campo della linguistica, grazie soprattutto alla sua teoria della grammatica universale.

Come affermano Michael Tomasello e Paul Ibbotson, Le Scienze 2017, pagg. 61 1 segg., la prima versione della teoria di Chomsky, avanzata a meta’ del XX secolo, si inscriveva in due grandi tendenze emergenti della vita intellettuale del’,occidente. Egli postulava che la lingua della vita quotidiana si comportasse come i linguaggi a base matematica delle discipline informatiche allora emergenti. Il suo lavoro cercava la struttura computazionale sottostante al linguaggio e proponeva un insieme di procedure che potessero creare frasi ben formate. L’idea rivoluzionaria era che un programma simile a quelli dei computer potesse produrre frasi che “veri” esseri umani potessero ritenere corrette. Il programma avrebbe anche spiegato il modo in cui la gente genera le frasi che dice.

Mentre sviluppava le sue teorie computazionali, egli affermava contemporaneamente che erano radicate nella biologia umana. Nella seconda meta’ del XX secolo stava diventando sempre piu’ chiaro che la nostra particolare storia evolutiva e’ responsabile di molti aspetti della nostra psicologia, dunque la teoria era in sintonia con I tempi anche in questo. La sua grammatica universale era proposta come una componente innata della mente umana e prometteva di rivelare le basi biologiche delle oltre 6000 lingue dell’umanita’.

Le teorie piu’ belle e piu’ potenti della scienza sono quelle che mostrano l’unita’ profonda nascosta sotto le differenze superficiali, per cui la sua ebbe subito successo.

I dati hanno reso superata la teoria di Chomsky, avviata ormai da anni a morte lenta. Davvero lenta perche’, come ebbe ad affermare il fisico Max Plank, i vecchi studiosi tendono a restare aggrappati alle vecchie abitudini: “La scienza avanza un funerale alla volta”.

L’idea di Chomsky che lo stampo mentale della grammatica sia intrinseco alla struttura del cervello e’ stata messa in discussione perche’ non sostenuta dagli studi sul campo delle varie lingue. La teoria ha conosciuto diverse versioni successive per rendere conto di eccezioni che ne contraddicono postulati originari ed ha rinunciato a molte sue ambizioni iniziali.

Le alternative all’idea della grammatica universale postulano che l’apprendimento infantile delle lingue si valga delle facolta’ cognitive generali e della capacita’ di leggere le intenzioni altrui.

Il nostro lavoro con ULSTAC (Universal Language of Simbols and Terms Aided by Computer) si propone di costruire un linguaggio il piu’ semplice possibile, senza eccezioni, in cui il discorso sia basato su modalita’ di tempo, luogo, azione, possesso, interrogazione etc., e di lemmi.

Noi riteniamo che il bambino impari il suo linguaggio nativo dapprima a memoria, (apprendimento dei suoni, apprendimento della semantica dei termini, etc.) e poi impari a costruire inferenze (ragionamento) con i termini appresi. Su come un essere umano impari a ragionare stiamo lavorando con una ricerca sull’intelligenza, che presenteremo appena possibile.

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