Cisterna di Latina. Una donna ferita gravemente, due figlie freddate brutalmente da un padre che si è barricato in casa e poi l’ha fatta finita, rivolgendo l’arma verso se stesso. Premesso che non riesco a sentire umana pietà, ma solo orrore verso questa persona indegna, credo che ci siano motivazioni più profonde da indagare, che rimangono attualmente in un buco nero per superficialità, ma soprattutto per convenienza. Viviamo senza certezze, facciamo tutti i giorni i conti con la precarietà divenuta la punta di diamante delle nostre misere esistenze. Mentre prima c’erano dei confini oltre i quali era impossibile andare, oggi gli steccati sono caduti e il collettivismo è diventato di natura finanziaria. Non voglio addentrarmi in analisi politiche, rischierei di banalizzare una tragedia che purtroppo è destinata ad essere cestinata, in quanto le uniche problematiche di cui si parla sono di natura economica. Il punto è proprio questo:possono gli esseri umani tartassati, essere ignorati, violentati nella loro sfera emotiva e ridotti a carcasse di animali assaliti da insetti, che si nutrono con la putrefazione dei cadaveri? Quando un essere umano perde la certezza affettiva, quando ti vedi portato via in un attimo quanto hai costruito in anni e anni di sofferenze, i meccanismi che scattano diventano incontrollabili e si tramutano in storie apocalittiche, che finiscono per travolgerci tutti. Ci travolgono e stravolgono, perchè la storia di Cisterna di Latina, supera di gran lunga qualsiasi racconto degli orrori, dove un padre non esita a portarsi dietro nella Terra delle ombre, due bambine che avevano ancora tanto da vivere. Possesso di vite, come succede con gli islamici, che considerano donne e figlie proprietà privata e all’interno del loro harem, fanno come gli pare, legittimati in questo! Ci stiamo avvicinando a grandi passi verso la fine dell’umanità. Più si parlerà di stepchild adoptuon, matrimoni gay, distruggendo il nucleo della famiglia, più ci ritroveremo miseri, privi di identità e incapacità di vivere. No non doveva finire così, ma i fatti accaduti sono strazianti e dirompenti come l’acqua che rompe gli argini di una diga. Lo Stato non c’è più., la socialità sta per essere trasformata in servizi da gestire economicamente in ciò che viene chiamato “Terzo settore”, grazie a Renzi e a chi ancora ha la faccia tosta di definirsi di sinistra. La sinistra finanziaria è all’opera, la massa è un’accozzaglia di persone da smembrare e tutti noi altro non siamo che zombie.

Previous articleSiamo sicuri che il problema siano i politici…?
Next articleÈ aperto il Call for Paper di e-privacy 2018 summer edition
Antonella Policastrese
1995-1999 Redattrice della redazione giornalistica, con contratto di collaborazione libero-professionale presso “Radio Tele International” (R.T.I S.a.s) di Crotone. 1997-1998 Docente di Storia del Giornalismo nei corsi di formazione istituiti dalla Regione Calabria e svolti dall’Associazione “San Filippo Neri” O.n.l.u.s di Crotone. 1985-2000 Collaboratrice, con contratti di prestazione d’opera, presso le seguenti testate giornalistiche: “Calabria” mensile del Consiglio regionale della Calabria “Il Crotonese” trisettimanale di informazione della provincia di Crotone “Gazzetta del Sud” quotidiano di informazione della Calabria “Il Quotidiano” quotidiano di informazione regionale della Calabria. Apprezzate e recenzite inchieste giornalistiche televisive e a mezzo stampa per le testate per le quali ha collaborato e collabora. Suoi articoli e dossier sono stati riportati e menzionati da quotidiani e periodici di tiratura nazionale, quali Il Giorno, Stop, Raitre Regione e molti altri. Autrice inoltre di novelle e racconti. POSTS

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.