Castro un mito?

Il re è morto, viva il re! Su tutti i media internazionali la notizia della morte di Fidel Castro, leader indiscusso (con il Che Guevara) della rivoluzione cubana, è stata presentata con enfasi dal fratello che ha annunciato oltre una settimana di lutto nazionale. In in Corea del Nord, per celebrare le esequie del capo di stato morto dall’altra parte del pianeta sono stati decisi tre giorni di lutto nazionale.

Pochi hanno pensato alle domande senza risposta che hanno caratterizzato la vita del leader cubano. A cominciare dal patrimonio accumulato. Secondo Forbes, che nel 2006 lo iscrisse nella top ten dei leader più ricchi del pianeta, Castro in poco meno di mezzo secolo di governo assoluto e assolutista avrebbe messo da parte un gruzzoletto di poco meno di un miliardo di dollari: una bella sommetta specie se si ricorda che Castro è stato sempre presentato come l’ultimo baluardo del comunismo “puro”. A confermare la ricchezza accumulata dal leader cubano sarebbe anche lo stile di vita condotto: mentre la maggior parte dei cubani stentava ad arrivare a fine mese con uno stipendio medio di 20 dollari al mese, lui viveva sfarzosamente in una grande villa. Per non parlare del fatto che, in barba al fatto di presentarsi sempre in divisa (fino a poco prima di ammalarsi), il suo tenore di vita era, a dir poco, lussuoso: a confermarlo Juan Reinaldo Sánchez, che per 17 anni fu al fianco di Castro come guardia del corpo. Dopo essere “caduto in disgrazia”, decise di pubblicare un libro – «La Vita Nascosta di Fidel Castro» – in cui raccontava molte delle “anomalie” e dei particolari inediti del líder máximo. Dal suo yacht superlusso Aquarama II, la cui chiglia era costruita con pregiato legno proveniente dell’Angola, alla sua isola privata di Cayo Piedra, fino all’immobile di sua proprietà all’Avana, con tanto di campo da bowling sul tetto e uno da pallacanestro ai piani inferiori.

Fidel Castro Aquarama
Fidel Castro Aquarama II

Per non parlare della “corte” di donne e amanti che gli avrebbero dato quasi una decina di figli. Una sorta di harem.

Proprio la sua passione per le belle donne è legata ad un altro degli aspetti poco chiari della vita di Castro. Dalla sua ascesa al potere al 2006 sarebbe stato vittima di oltre seicento (638 secondo le fonti più attendibili) attentati la maggior parte ei quali organizzati direttamente o indirettamente dalla CIA. E tra questi non sono mancate le singolarità. Come quella che avrebbe visto coinvolta addirittura la sua ex amante Marita Lorenz che avrebbe cercato di far consegnare all’ex dittatore un vasetto di crema con all’interno alcune pillole di veleno. O come il tentativo di liberarsi di Castro con un sigaro iniettato di veleno o spalmando la sua muta da sub di funghi killer. E molti altri riportati in un documentario, intitolato “638 Modi di Uccidere Castro”, realizzato da Escalante, uno degli uomini a capo dei servizi segreti cubani. Nessun leader politico è mai stato oggetto di così tanti tentativi di assassinio come Castro. E nessuno si è mai salvato da così tanti tentativi di omicidio. Nemmeno i superprotetti presedenti degli USA. Tanto che fu lo stesso Castro a dichiarare: “Se sopravvivere agli attentati fosse una specialità olimpionica, vincerei la medaglia “oro”.

In questo sta la stranezza: possibile che un’organizzazione come la CIA, in tutti questi anno, non sia riuscita nel proprio intento di eliminare il leader cubano? Tanto più che i centinaia di tentativi non sono stati né carenti quanto a inventiva né privi di appoggio sia interno che esterno: pare che gli Usa avessero dalla propria parte anche la mafia (pare che nel 1960 la CIA abbia stretto un patto con il boss Sam Giancana per avvelenare il lìder con una pillola di cianuro) chiamata in causa dato che aveva perso molti dei propri profitti dopo la rivoluzione del 1959). Una situazione anomala anche perché nel 1970 a gestire la CIA fu chiamato quello che sarebbe diventato il presidente degli Stati Uniti d’America, George Bush sr.. fu in quel periodo che riguardo a Cuba scoppiò lo “scandalo Bosch” dal nome di quello che è sempre stato considerato uno dei responsabili dell’attentato all’aereo cubano nel quale persero la vita ben settanta persone. Secondo alcuni non solo Bush era informato del fatto e non avvertì il governo cubano di ciò che stava per accadere (per screditare Castro?) ma in seguito non fece nulla per consegnare Bosch alla giustizia, anzi nonostante diventato presidente gli concesse la grazia….

Nel 2000 l’ultimo tentativo di uccidere il leader cubano: le guardie di sicurezza scoprirono un piano per far esplodere il palco dal quale Fidel avrebbe dovuto tenere un discorso a Panama. Anche questo attentato fallì e Castro potè arrivare fino ai novant’anni…..

C.Alessandro Mauceri

C. Alessandro Mauceri
C. Alessandro Mauceri
Da oltre trent’anni si occupa di problematiche legate all’ambiente e allo sviluppo sostenibile, nonché di internazionalizzazione. È autore di diversi libri, tra cui Moneta Mortale e Finta democrazia. Le sue ricerche e i suoi articoli sono pubblicati su numerosi giornali, in Italia e all’estero. Articoli

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