Cassandra Crossing/ Shelter: l’Anello del Potere

Shelter è una app che consente di limitare i danni alla privacy che subiscono i possessori di uno smartphone Android, particolarmente se non ancora “degooglizzato”

 

Cassandra, i 24 indefessi lettori lo sanno bene, sta da tempo suggerendo, per la privacy di tutti i giorni, una posizione di “”, come migliore opzione realisticamente possibile senza diventare “”.

Essendo lo smartphone, senza alcun dubbio, di gran lunga l’oggetto che maggiormente danneggia la nostra privacy, si è concentrata su questo. L’adozione di /e/ OS e la degoglizzazione sono state oggetto di ripetute esternazioni e di collaborazioni come quella di “”.

Su questo ed altri temi è nata anche una proficua collaborazione con “” sito dedicato alle possibilità di sostituzione dei software più dannosi per la privacy.

L’app Shelter è probabilmente la soluzione più efficace per ridurre i danni alla privacy di chi non possa rinunciare ad uno smartphone Android; è facile da installare, anche su un “normale” smartphone, semplice da usare, ed anche istruttiva per iniziare a capire come difendere la propria privacy.

In breve Shelter vi conferisce i superpoteri dell’Anello di Sauron sulle app “maligne” ma di cui non potete fare a meno. Potete “ghermirle” isolandole nel buio, potete “domarle” congelandole a comando, potere “incatenarle” facendogli vedere solo quello che volete voi.

Cassandra aveva da tempo l’intenzione di occuparsi di Shelter, ma “” l’ha battuta sul tempo, con un ottimo articolo.

Facendosi quindi vincere dalla pigrizia, ha chiesto le debite autorizzazioni e lo propone nel seguito ai suoi 24 lettori. Se vi piacerà, non dimenticatevi di  dove ce ne sono molti altri altrettanto utili. E’ una meta obbligatoria per chi ha a cuore la propria privacy

Ringraziandoli, cedo quindi a loro la parola.

Shelter

Abbiamo finalmente deciso di affrontare un argomento un po’ delicato ma molto, molto interessante. Delicato perché può sembrare più tecnico e complesso di quanto invece lo sia. Parleremo del profilo di lavoro di Android e per farlo useremo Shelter come applicazione d’esempio, secondo noi davvero ben fatta e ottima nell’utilizzo quotidiano.

Come detto, il rischio di fare un post complesso c’è. Dunque speriamo di rendere le cose semplici e soprattutto di facile comprensione. Ma prima di partire mettiamo un avviso bello grosso:

Date retta al disclaimer iniziale di Shelter, non ignoratelo. Viene esplicitamente detto che con determinati smartphone potrebbero esserci dei problemi come ad esempio gli Xiaomi. Dunque se avete dubbi prima di procedere all’installazione potete provare a chiedere sul  se qualcuno ha già utilizzato Shelter su uno smartphone come il vostro.

Shelter: partiamo dalle basi:

  • Shelter è un’applicazione open source 1 che vi permetterà di isolare determinate applicazioni all’interno del profilo di lavoro del vostro Android;

  • il profilo di lavoro Android è una modalità presente in tutti gli smartphone Android recenti (dalla versione 5.0 in su) 2;

  • come mai Shelter e non altre applicazioni come ad esempio ? Come sempre cerchiamo di focalizzarci su un’applicazione in particolare che è quella che conosciamo meglio. Shelter è open source, software libero e poi letteralmente adoriamo la licenza che ha adottato ovvero la . Esiste anche  ma a noi è sembrata più facile da utilizzare Shelter.

Perché dovrebbe interessarmi spostare alcune applicazioni sul profilo di lavoro?

Per rispondere a questa domanda prendiamo spunto da  (link ) (link ):

  • quando crei un profilo di lavoro viene generato un nuovo device ID 3, è come se il tuo dispositivo fosse un nuovo telefono;

  • il profilo di lavoro può essere completamente separato da quello principale. Le applicazioni sul profilo di lavoro non possono dunque interagire o vedere quello che fanno le applicazioni sul profilo principale. Questo vale anche per le chiamate, gli SMS e i contatti.

Cosa NON fa Shelter

È importante anche sottolineare cosa non fa Shelter e per questo prendiamo spunto dalle note dell’autore stesso 4.

Shelter non ti protegge da:

  • eventuali bug di sicurezza del sistema Android;

  • backdoor () presenti sul tuo sistema Android o nel tuo smartphone;

  • eventuali altri bug o limitazioni imposte dal sistema Android.

Queste premesse sono fondamentali, secondo noi, per far capire che stiamo sempre parlando di un compromesso, di una soluzione tampone e non di un modo per essere invisibili al mondo. Ricordatelo sempre.

Screenshot delle funzioni principali di Shelter

Ma cosa fa quindi Shelter?

Vi permetterà di installare determinate applicazioni su un profilo separato da quello principale e, cosa ancora più interessante, vi permetterà di congelarle e riaprirle solamente quando vi servono per davvero.

Quando installerete Shelter per la prima volta e dopo aver seguito tutti i passaggi vi verrà chiesto quali applicazioni volete clonare sul profilo di lavoro. Questa operazione serve solamente a semplificarvi la vita, non siete obbligati a farla. Potete anche installare in autonomia  o  sul profilo di lavoro e installare, da lì, direttamente le applicazioni necessarie.

Come scritto in precedenza le applicazioni sul profilo di lavoro, per impostazione predefinita di Shelter, non parlano con quelle del profilo principale. Tuttavia c’è un’interessante opzione tra le impostazioni chiamata “Shuttle dei file” che, se attivata, vi permetterà di guardare singole cartelle e singoli file dal profilo a quello principale (e viceversa). Dopo aver attivato questa impostazione potete aprire il vostro file manager (purtroppo non tutti funzionano, a noi risulta funzionare File di Google, se ne avete altri da suggerire fateci sapere) e vedrete che tra le reti vi comparirà “Shelter”. In questo modo potete vedere e copiare singoli file o cartelle.

Attenzione: grazie ad una vostra segnalazione vi avvisiamo che la funzione “Shuttle dei file” è stata disattivata dallo sviluppatore su tutti gli smartphone con Android 10 . Secondo l’autore è una disattivazione temporanea ma è disattivata ormai dal 2020 e non ci sono aggiornamenti in questo senso. Se pensate che questa impostazione sia assolutamente necessaria per voi e avete Android 10 potete provare a installare , secondo  dovrebbe funzionare (non siamo riusciti a testarlo ancora).

Installare le applicazioni sul profilo di lavoro

All’interno del profilo di lavoro potreste voler installare tutte le applicazioni che siete in qualche modo obbligati a utilizzare ma che non volete tenere sempre attive e non volete che possano in qualche modo sbirciare o quantomeno raccogliere metadati su quello che fate nelle altre applicazioni e in generale con il vostro smartphone. Come  infatti un’applicazione può conoscere molto di noi anche senza chiedere autorizzazioni particolari.

Essendo i due profili scollegati, per esempio Whatsapp non potrà leggere la vostra rubrica. In questo caso potreste per esempio decidere di inserire nella rubrica del profilo di lavoro solo i pochi contatti necessari per Whatsapp e non la vostra rubrica intera. Oppure, ancora meglio, potreste utilizzare l’applicazione .

Metti in pausa le applicazioni che non usi

E così via per tutte le altre applicazioni che ritenete non opportune o che siete stati in qualche modo obbligati a installare ma delle quali fareste volentieri a meno. In base al vostro  potrete attivare o disattivare il profilo di lavoro con semplicità oppure, in alternativa, potete usare il servizio di auto-congelamento presente in Shelter. Oppure, ancora, potete congelare singole applicazioni e lasciare attivo il profilo di lavoro.

Quando congelate il profilo di lavoro, o le singole app al suo interno, le applicazioni in background non potranno accedere alla vostra posizione e non potranno mandarvi notifiche. Saranno dunque “in pausa” fino a quando non le riattiverete.

Capite dunque quanto è interessante e potenzialmente utile Shelter per chi ancora non è riuscito del tutto a separarsi da Google o comunque da applicazioni proprietarie come Whatsapp e molte altre.

Speriamo di avervi incuriositi abbastanza da provarlo, vi lasciamo come sempre qui sotto i riferimenti per scaricare e provare l’applicazione. Se avete dubbi ci trovate, come sempre, su  o su .

  1. [↩]

  2. [↩]

  3. [↩]

  4. [↩]

 

 

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Marco Calamari
Marco Calamarihttp://www.cassandracrossing.org
Cassandra ha iniziato a pubblicare videocommenti; anteprime di articoli in preparazione, commenti a quelli gia' pubblicati od al "fatto del giorno", persino storielle del mondo piccolo di Cassandra. Qualita' video molto bassa, niente green screen od animazioni, location dove capita, e cosi' via; speriamo che il loro contenuto giustifichi i minuti spesi per ascoltarli. Marco Calamari: ingegnere, classe 1955, talvolta noto come "Cassandra", a 18 anni dovette decidere se comprarsi una macchina usata od un pc. Scelse il pc e da allora non si e' ancora completamente ripreso. Lavora come archeologo di software legacy in una grande multinazionale, ma e' appassionato di privacy e crittografia in Rete, dove collabora a progetti di software libero come Freenet, Mixmaster, Mixminion, Tor & GlobaLaks. E' il fondatore del Progetto Winston Smith e tra i fondatori dell'associazione Hermes Centro Studi Trasparenza e Diritti Umani Digitali. Dal 2002 organizza il convegno "e-privacy" dedicato alla privacy in Rete e fuori, ed e' editorialista di "Punto Informatico" e "ZeusNews, dove pubblica la rubrica settimanale "Cassandra Crossing". Scrivere a Cassandra - @calamarim Le profezie di Cassandra: @XingCassandra Videorubrica "Quattro chiacchiere con Cassandra" Lo Slog (Static Blog) di Cassandra L'archivio di Cassandra: scuola, formazione e pensiero

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