Cassandra Crossing/ Robot assassini crescono

Un robot assassino potrebbe già oggi entrarvi in casa senza bussare

Un aspirapolvere commerciale può muoversi da solo per casa, rilevare la pianta dell’appartamento e trasmetterla al fabbricante.

Se lo fa un aspirapolvere, perché non potrebbe farlo un robot assassino?

I droni luminosi usati in molti eventi sono incredibilmente efficienti nel posizionarsi, formando disegni e volando in formazione.

Se lo fanno i droni, perché non potrebbero farlo sciami di robot assassini?

Viene quindi spontanea la sintesi “Si, i robot assassini lo potrebbero fare, e forse già lo fanno”.

Quindi ciò che ci separa dai Robot Assassini, i “sistemi d’arma autonomi letali” LAWS – Lethal Autonomous Weapon Systems, sono solo le porte dei laboratori, dove i prototipi sono ancora confinati?

Ma per quanto tempo? Tra quanto scenderanno in campo?

Sull’uso come arma degli automatismi, Cassandra annoia i suoi 24 instancabili lettori già da più di un decennio (ad esempio qui, qui e qui)

Nel campo dell’Intelligenza Artificiale le potenzialità dell’impiego di sistemi IA che interagiscono con il mondo reale in tempo reale ha già aperto da anni un dibattito sull'”etica delle IA”

Questo “anticipo” di buone intenzioni porta molti a pensare che lo sviluppo dei sistemi AI in corso tenga in qualche modo conto di “fattori etici”; questo in effetti viene anche spesso enunciato su siti e comunicati stampa della aziende del settore.

La realtà, come spesso accade, è diversa; nel nostro caso molto diversa.

Infatti, come questo “elegiaco” articolo disvela, già dal 2018 un drone “salvavita” autonomo e dotato di intelligenza artificiale viene sviluppato specificatamente per l’esercito americano, ed è già operativo allo stadio di prototipo.

Lo sviluppa un’azienda, Shield.AI, ed il nome della linea di prodotto è Classe Nova; ovviamente ogni allusione ai libri di Patrick Robinson è puramente intenzionale.

Il drone Nova è in grado autonomamente di entrare in una casa buia, mapparne con telecamera e LIDAR pianta, volumetria e contenuti, e tornarsene nella mano di chi l’ha lanciato, anzi “attivato”.

Non si perde infatti occasione per sottolineare che c’è’ sempre un umano nel “loop”, e che di un team uomo-macchina si tratta, dove la macchina “potenzia” l’uomo.

Ora, l’eticità del drone Nova può anche essere reale, ma le potenzialità di sviluppo dell’Intelligenza Artificiale che lo guida, HiveMind (Mente-Alveare) sono già “scritte” nel nome.
D’altra parte lo sviluppo di sciami di droni è posto bene in evidenza nel sito del fabbricante.

E, visto che il primo finanziatore e cliente è l’esercito americano, è evidente che non di ricerca di base si tratta (quella la finanzia la DARPA), ma di sviluppo di un prodotto ben definito, destinato ed impieghi immdiati e militari.

Ora, per quale diavolo di ragione, applicando un minimo di andreottianismo, non dovremmo pensare che sviluppi di armi autonome e letali siano già in atto?

Un’architettura “a sciame” non lascia molto spazio per la definizione di “team uomo-macchina”.

E’ piuttosto il preludio a sciami di armi autonome, da spedire su un campo di battaglia con indicazioni “strategiche”, lasciando la tattica, ed ovviamente la decisione su chi uccidere, alle intelligenze artificiali.

E, se mai ce ne fosse ancora bisogno, è la dimostrazione che un mondo futuro (assai prossimo) con Intelligenze Artificiali etiche e “puffose” è solamente una pia illusione.

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Marco Calamari
Marco Calamarihttp://www.cassandracrossing.org
Cassandra ha iniziato a pubblicare videocommenti; anteprime di articoli in preparazione, commenti a quelli gia' pubblicati od al "fatto del giorno", persino storielle del mondo piccolo di Cassandra. Qualita' video molto bassa, niente green screen od animazioni, location dove capita, e cosi' via; speriamo che il loro contenuto giustifichi i minuti spesi per ascoltarli. Marco Calamari: ingegnere, classe 1955, talvolta noto come "Cassandra", a 18 anni dovette decidere se comprarsi una macchina usata od un pc. Scelse il pc e da allora non si e' ancora completamente ripreso. Lavora come archeologo di software legacy in una grande multinazionale, ma e' appassionato di privacy e crittografia in Rete, dove collabora a progetti di software libero come Freenet, Mixmaster, Mixminion, Tor & GlobaLaks. E' il fondatore del Progetto Winston Smith e tra i fondatori dell'associazione Hermes Centro Studi Trasparenza e Diritti Umani Digitali. Dal 2002 organizza il convegno "e-privacy" dedicato alla privacy in Rete e fuori, ed e' editorialista di "Punto Informatico" e "ZeusNews, dove pubblica la rubrica settimanale "Cassandra Crossing". Scrivere a Cassandra - @calamarim Le profezie di Cassandra: @XingCassandra Videorubrica "Quattro chiacchiere con Cassandra" Lo Slog (Static Blog) di Cassandra L'archivio di Cassandra: scuola, formazione e pensiero

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